Lussemburgo, Belgio e Francia in un giorno con Goodyear.

Francia Travel · · 3 commenti
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Questo post è offerto da Goodyear.

Sono le quattro e mezza di mattina. Mi alzo cercando di non fare rumore anche se il sonno mi rende leggiadra come un pachiderma ubriaco, e mi faccio una buona quantità di lividi centrando tutti gli angoli vivi di casa. Ricordo di aver dimenticato la carica del telefono e rientro in camera da letto col passo del giaguaro. In una Londra ancora buia, un minicab mi conduce all’aeroporto. Qui prenderò un volo per il Lussemburgo, dove mi attende il team di Goodyear.

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Sono insieme ad altre 5 blogger europee: insieme a me ci sono Anne dal Belgio, Karin dall’Olanda, Leonie dalla Germania, Emily da UK e Aliette dalla Francia. Sei Paesi per scoprire i segreti che si nascondono dietro alla guida sicura, qui nel cuore del Lussemburgo fra prati verdi e alberi autunnali già colorati di rosso e giallo intenso. Il nostro tour inizia dai laboratori dove sono ideati, disegnati e prodotti gli pneumatici Goodyear.

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Dunque la cosa bella di partecipare a questo tipo di eventi e viaggi non è solo i luoghi, che restano comunque la parte migliore, ma incontrare persone che ti accolgono dando il meglio di sé per spiegare cosa fanno, e come lo fanno. Cercano di condividere con te parte dell’entusiasmo per il loro lavoro. Abbiamo visitato il laboratorio dove realizzano, disegnano e compongono gli pneumatici e parlato con tutte le persone coinvolte nel lavoro.

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E chi ha detto che è roba da uomini? Le due responsabili del reparto design sono donne di gran talento ed esperienza. Ho imparato tantissimo sul design ideale delle gomme: fa la differenza in termini di grip, rumore, affidabilità. Ho visto prototipi splendidi mai entrati in commercio e altri futuristici dove è il calore generato dalla ruota stessa a fornire energia alla macchina. Ho scoperto che stanno lavorando per introdurre sempre più materie naturali nella produzione, come la silice derivata dal riso integrale.

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Dopo il laboratorio è arrivato il momento della prova su strada. Dopo un giro a bordo di un’auto guidata da un pilota professionista, per renderci conto delle prestazioni di Goodyear in caso di guida sul bagnato, è arrivato il nostro turno. Ho provato frenata sul bagnato e curve in velocità sul bagnato sia con un’auto con pneumatici Goodyear che con un’auto con pneumatici ‘generici’.

Non avete idea della differenza. Avevo sottovalutato fortemente l’importanza degli pneumatici, ero più o meno convinta che le auto super tecnologiche e con gli avanzatissimi standard di sicurezza che ci sono ora bastassero a sentirsi sicuri. Bene: provate voi ad affidarvi – che ne so – alla frenata automatica, se poi le ruote non hanno grip e voi andate lunghi per altri cinquanta metri.

E’ esattamente quello che è successo. E’ stato, onestamente, spaventoso. La sensazione della perdita di controllo sul bagnato non è piacevole, ve lo dice una che ha fatto un incidente auto vs treno per colpa di una frenata andata lunga.

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Il secondo giorno è stata la volta del road trip!

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Cinque ore di viaggio per tre Stati: Lussemburgo, Belgio e Francia testando le Vector4Seasons, pneumatici con alte prestazioni adatti a tutte le stagioni.

Dal circuito in Lussemburgo raggiungiamo Bouillon, in Belgio. Un’esperienza di guida sicura e piacevole, ma soprattutto scenografica: intorno a noi solo campi e prati, viali alberati e colori autunnali. Prima tappa: una rinfrancante SPA. E così, di Venerdì mattina, dopo due ore e mezza di guida, mi trovo a mollo in un idromassaggio. Non male.

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Seconda tappa: dopo altre due ore di guida passiamo il confine francese e siamo dirette alla sede dello champagne Ruinart.

Le cantine di questo champagne, dove le bottiglie invecchiano per un minimo di 3 anni, è ospitata nelle antichissime gallerie che conducono ai pozzi di estrazione medievali. Nascosti nel cuore della terra non solo migliaia e migliaia di bottiglie attendono il loro turno, ma è anche possibile trovare tracce di chi, durante la guerra, si è rifugiato qui. Graffiti che parlano di nomi, date, battaglie. Davvero molto suggestivo.

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La visita termina con un bicchiere di Blanc de Blancs, fatto con 100% Chardonnay. Io, che spesso allo Champagne preferisco altri vini, sono rimasta incantata dalla leggerezza e dagli aromi racchiusi in questo.IMG_3112imgspu

L’ultima tappa del nostro viaggio, poco distante da Reims, è la più incantevole. Dormiamo infatti in una antica roccaforte, Droizy, che un architetto francese con grande passione e tenacia ha acquistato come rudere e rimesso a posto. Oggi si chiamata Relais Heritage, ed è incantevole. Perso nella campagna a 60km da Parigi, è un angolo di pace assoluta.

Arriviamo, dopo altre ore di guida, e ad attenderci c’è un caminetto scoppiettante e un altro bicchiere di champagne. Divani di lana dove accoccolarsi. Le parole appassionate del proprietario, che ci racconta la sua storia. Una cena perfetta, preparata da sua moglie. Una Jacuzzi riscaldata in quella che era un’antica sala d’armi con ancora un dipinto del 1300 alle pareti.

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All’alba del giorno successivo, dopo una notte fra cuscini bianchi e tetti con travi di legno a vista, è il momento di riprendere le auto. Questa volta torniamo a Parigi, da dove prenderemo i voli che ci riporteranno a casa. Nella nebbioli chiara del mattino, il proprietario di Droizy ci saluta, e ci invita a tornare ancora.

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Vorrei davvero poterlo fare, prestissimo!

 

 

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Commenti

  • Anya

    Wow! ^_^ Ho patito l’acquaplanning all’imbocco dell’autostrada.. eh sì.. non è per nulla piacevole! >.<

  • jennifer

    ma infatti sarebbe ora di investire un po’ su questi concetti futuristici. Se pensi che la maggior parte della tecnologia ancora si basa sul secondo principio della termodinamica, pubblicato niente meno che nel 1850! C’e’ bisogno di aziende visionarie come questa. Come mai sta in lussdemburgo?

  • Hermione

    Sai, mi sono chiesta come mai un’azienda di pneumatici abbia chiesto a delle donne di testare e parlare di pneumatici. Immagino che l’obiettivo sia sensibilizzare il pubblico femminile, di solito poco attento alla questione. Io ne sono l’esempio, se mio marito non mi ricorda (o meglio costringe) di invertire le ruote e controllare le gomme, potrebbero restare lì fino alla consunzione.