Mindfulness: tre semplici modi per esercitarla ogni giorno – #pensapulito

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Mindful può essere tradotto come ‘consapevole’. La nostra assoluta necessità di consapevolezza può essere tradotta facilmente con un esempio: esco dalla doccia, ricordo perfettamente i pensieri che mi hanno distratta, la to-do list che ho mentalmente aggiornato, quel parente che devo richiamare, ma non ho idea di come io abbia vissuto il processo-doccia. Non ricordo di aver sentito sulla pelle la temperatura dell’acqua, non ho memoria della consistenza della schiuma dello shampoo, il profumo del sapone è una vaga impressione e il mio corpo, sì, l’ho lavato, ma certamente non lo sentivo addosso.

Accade lo stesso quando camminiamo o guidiamo. Quando mangiamo. Purtroppo, a volte anche quando siamo con i nostri figli o con le persone che amiamo. Quelle ci parlano e noi stiamo pensando ad altro, rispondiamo distrattamente. Siamo nella stessa stanza, ma non ci sentiamo davvero lì. La testa ci porta altrove. I pensieri gonfiano le vele della nostra testa e ci trascinano senza che ce ne rendiamo conto.

Siamo lì, ma non ci siamo.

Accade molte volte: attraversiamo la vita senza davvero esserci.

Questo non significa soltanto perdere consapevolezza di essere nel momento, ma perdere la possibilità di apprezzare la nostra vita. Che altro non è che una sequenza di momenti.

Vivere è anche appropriarsi dell’esatto momento in cui stiamo vivendo. Questo. E questo. E anche questo. Senza scuse e senza pilota automatico, accettandolo per quello che è e immergendoci dentro di esso.

Una volta la mia psicologa mi disse che se avesse dovuto disegnarmi mi avrebbe fatta con una testa gigantesca e un corpo piccolissimo. Overthinker – sono una di quelli che pensa troppo e che, pensando, non solo si preoccupa eccessivamente di cose non ancora accadute o che magari nemmeno accadranno, ma si perde il presente. Vi riconoscete in questa descrizione?

Ecco perché su consiglio di tantissime persone, non ultima la psicologa, ho iniziato ad approcciare la pratica nota come Mindfulness (ve l’avevo già accennato in questo post).

Bene, ecco tre modi che ho scoperto essere molto efficaci per quanto mi riguarda, per riprendere contatto con tutta la mia vita, per intero, senza andare col pilota automatico e cercando di non perdermi nulla.

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  1. Piccole meditazioni

Sono una di quelle che non è portata per la meditazione e che, proprio per questo motivo, dovrebbe insistere. Ho però notato che un approccio troppo forte ed esigente verso me stessa non sortisce alcun risultato. Se anche voi, come me, trovate al limite dell’insopportabile l’idea di sedere in silenzio senza far nulla ascoltando il vostro respiro e cercando di non aggrapparvi ad alcun pensiero, il consiglio è: prendete la meditazione sul serio, come un momento piacevole per voi stessi, ma a piccole dosi. A me hanno aiutato molto le App. Ne ho usate diverse, se siete interessati ditemelo e posso scrivere un post di recensione app-osta (ha ha). In generale, sceglietene una dove è possibile impostare il tempo (iniziate col minimo, anche un paio di minuti) e dove la meditazione può essere guidata, ovvero con una voce che aiuta il percorso di rilassamento. Meditare è un modo per ritornare nel momento e nel proprio corpo ogni volta in cui ci sentiamo sopraffatti dagli eventi, e in generale una pratica quotidiana che ci permette di riconnetterci con il nostro corpo e con la pace interiore che ognuno di noi – sì, anche voi, così incasinati – possiede. Nota importante: prima di iniziare, leggete qualcosa sulla respirazione. Tendiamo a stare in apnea senza rendercene conto, almeno quando meditiamo cerchiamo di nutrirci un po’ di ossigeno!

  1. Le tre cose

Questo è un esercizio molto praticato da chi pratica mindfulness per stati di ansia e agitazione e l’ho trovato citato su più libri e siti, ma io lo uso anche quando sento che la mia mente inizia a vagare un po’ troppo o a concentrarsi sui pensieri negativi. Per ritornare nella realtà e ri-ancorarsi ad essa, bisogna riattivare i sensi e riconnetterci al nostro corpo. Quindi, ovunque siamo: ascoltare tre suoni diversi (es. una voce, il rumore di un’auto, il suono del vento) , toccare tre cose diverse (anche con parti del corpo diverse dalle mani, es. con il polso, con il gomito o la gamba) e soffermarsi a guardare con attenzione e nel dettaglio tre oggetti. Ricordandosi di respirare!

  1. Esercitare la gratitudine

Ogni sera, scrivete su un quaderno tre cose per le quali siete grati. E’ un esercizio che all’inizio può sembrare strano e che risulterà quasi faticoso, ma potete cominciare con piccole cose. Scrivete ad esempio che siete grati perché è stata una giornata di sole, o perché avete fatto una telefonata ad un’amica. Man mano vi verrò più naturale non solo scrivere ma anche riconoscere le cose belle quando vi accadono, darle meno per scontate ed esserne più consapevoli.

Spero che questi piccoli suggerimenti possano aiutarvi. Se anche voi state cercando di vivere una vita più consapevole e serena, raccontatemi come – se vi va. E’ sempre ascoltando le storie e i metodi altrui che si viene ispirati a migliorare la propria prospettiva e attitudine verso la vita.

Questo è il secondo post di una serie di appuntamenti sul tema #pensapulito per Folletto. Ogni mese vi racconterò il mio pensiero su qualcosa da fare per rendere il mondo, quello in cui abitiamo e il nostro, inclusa la nostra mente, un posto più ‘pulito’ in tutti i sensi. Seguitemi!

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