Credici. Ma non troppo.

Life · · 47 commenti
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Ieri ho concluso la fase beginners del mio corso di Burlesque, di cui ho parlato meglio in questo post. A parte aver scoperto che i nipple pasties mi coprono praticamente tutto e che ho scelto un nome che è lo stesso di un cane su Instagram, direi che va tutto bene.

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Questa esperienza mi sta facendo riflettere su una questione legata all’autostima che fin ora avevo sempre sottovalutato. Ci viene detto che dobbiamo essere fiere di noi stesse e del nostro corpo, qualunque forma e taglia esso abbia. Si fanno pubblicità, campagne, conferenze, si aprono blog, si fanno film, si scrivono libri sull’importanza di sentirci bene nella nostra pelle, riappropriarcene, sentirci fiere di noi stesse.

Ma cosa scatta quando siamo veramente chiamate a dimostrare la nostra sicurezza?

Qualcosa, dentro di me, sussurra che non dovrei. Non dovrei mostrare la mia sicurezza perché è presuntuoso. Non dovrei uscire là fuori e dimostrare che amo il mio corpo, perché non è umile. Devo mantenere e lasciar intendere un certo margine di insicurezza. Devo scusarmi di qualcosa, sempre.

Guardate come splendo! (sì, ma tranquille che ho la cellulite)

Guardate come mi muovo! (sì, ma ho le tette piccole eh)

Adesso entro in scena e vi stendo. Un po’. Devo attenuare la sicurezza che potrei avere in me stessa perché credere in noi e piacerci davvero è qualcosa che ci viene richiesto, ma anche la prima cosa della quale siamo passibili di critica, di attacco violento. Soprattutto dalle altre donne.

Se sei sicura di te automaticamente te la tiri. Automaticamente ti credi stocazzo. Automaticamente ‘non sei più una di noi’.

Noi, a cui viene richiesto di essere sicure di noi stesse e del nostro corpo, ma che in fondo condanniamo quelle che lo sono. Noi, che abbiamo egualmente voglia e terrore di avere potere.

Noi, che la terra del ‘credici’ confina con quella del ‘ci stai credendo troppo’ e non c’è zona franca.

E’ molto vero che autostima non significa dover salire su un palco. E’ altrettanto vero che quando poi ci siamo, e dobbiamo credere di essere favolose per poterlo far credere anche agli altri e creare quella che si chiama una performance, è la voce del lato oscuro della sicurezza quella che ci fa barcollare.

Ma chi ti credi di essere.

Ma come osi essere sicura di te con quel culo/quelle tette/quelle gambe/quella pancia/quell’età/quel vestito/quelle capacità.

Sei soltanto tu.

Ma devi credere in te stessa, eh, mi raccomando.

Solo, non crederci troppo.

(I’m confused.)

 

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Commenti

  • Chiaretta

    Bellissimo post, descrive esattamente la realtà dell’essere donna (almeno secondo me). Non ti commento mai, ma stavolta me l’hai tirato via dalle mani :)

    • Grazie Chiara. Purtroppo è così che mi sono sentita e sto ancora cercando di dare un senso a questa riflessione… ma soprattutto di trovare un equilibrio.

  • Paola

    Io invidio quelle che si espongono, si mostrano e si sentono fighe. Per natura ho sempre evitato di mostrare i miei difetti, piuttosto mi eclisso. Preferisco mostrare i miei pregi, ma solo se sono sicura di averli. A nulla e mai valsa la spinta degli altri e i complimenti, io preferisco non espormi mai. Così come non mi sono mai vantata dei miei cari, mio figlio eccelle, mio marito ha una cervello così, mia mamma era una strafiga di corpo e di testa, ecc.Mando avanti la mia vita, mi becco i complimenti quando arrivano, ma resto umile:) Questo in generale, relativamente al corpo, peggio mi sento, pur essendo sempre stata una, caruccia, minuta e magra, non sono mai contenta e ho sempre fatto di tutto per migliorarlo con sport e cure estetiche. Per cui, ti invidio moltissimo per la scelta coraggiosa si, ma giusta, perchè hai i numeri per farlo!

    • Sul parlare e ‘fare pr’ di se stesse ho idee contrastanti, perché detesto quelle che la seconda cosa che ti dicono è quanto sono in carriera e che bella famiglia che hanno – per dire. E’ una cosa che mi infastidisce tanto che io faccio purtroppo l’opposto: non parlo di me e di quello che faccio salvo espressa interrogazione, e così facendo ho perso tante opportunità che altre invece hanno colto. Bisogna imparare a farlo nel modo giusto, e farlo. Tacere e nascondersi non porta a nulla in fondo.

      • Paola

        Vantarsi aiuta di certo ma non fa per me, ammiro chi lo fa e raggiunge gli obiettivi. Ho scelto il low profile e vivo bene, l’importante è raggiungere i risultati perché poi chi ti circonda riconosce il tuo valore ugualmente.

  • Circa dieci minuti prima di leggere questo post, stavo pensando che spesso non manifesto la mia sicurezza.

    Pensavo che alla fine tutto questo “stare zitta” mi ha sempre relegata dietro le quinte, non ha mai fatto emergere quello che potrei essere e tutto questo perché?

    Perché bisogna essere umili.

    E alla fine cosa ci ho guadagnato? Niente. Anzi… Mi sono spenta.

    Quindi, fregatene. Sali su un palco, su un tavolo, su una sedia. Dove ti pare. Però mostra la tua sicurezza e fregatene.

    • Oh yeah! Grazie :))) E anche tu però!

  • Lara

    io invece detesto le alleanze al ribasso. quelle che va tutto bene solo se tieni un livello di mediocrità che ti accomuna alla maggior parte della gente. che tu andavi bene quando la maternità che cazzo di casino, ma guai se ti metti a girare il mondo. quelle che devi scrivere qualcosa solo affinché IO mi possa sentire rappresentata. quindi vai con le tue gambe lunghe, le microtette che comunque stanno su e tutta la tua sicurezza, perché sei tu, perché fa parte di te e se c’ho abbastanza palle magari mi sprona a migliorare anche me. non ti voglio nella fossa solo perché io non so uscirne. forse perché ho abbastanza autostima da arredarmela con cura la mia fossa, in attesa di trovare la forza di uscirne e guardare le stelle con te.

    non ci si deve mai vergognare di riuscire solo perché qualcuno non è in grado di farlo. lo dobbiamo a noi stesse. (mi faccio un culo così per km di corsa per avere le gambe che ho, non permetto a nessuno che non alzi il culo dal divano di dirmi che non devo andarne fiera, proprio perché so quanto mi costa ogni giorno trovare il tempo il modo l’energia di alzare il mio culo da quel divano comodissimo).

    alleanze al rialzo. sempre oltre. sempre meglio. sempre nelle tue possibilità. e chi non sta al passo è colpa sua.

    Lara (dice No)

    • Oh Lara, grazie. Dal cuore: grazie. Tornerò a leggermi questo commento ogni volta che, come a volte capita, qualcuno mi fa sentire in dovere di giustificarmi del fatto di avere o essermi guadagnata qualcosa di positivo. E’ facile a volte pensare che gli altri abbiano ragione a buttarti giù, specie se non hai l’autostima di una roccia, ma quanto è vero: mai giocare al ribasso, soprattutto con la nostra vita.

    • annaelle

      Che bello Lara,
      Commento stupendo. Anche io corro distanze lunghe, e ti capisco, ti capisco davvero anche su quello.

    • natascia

      Oh quanto mi piace questo commento, adesso me lo appunto sul cellulare così me lo leggo anche io ogni giorno. ‘Non ti voglio nella fossa solo perchè io non so uscirne’, ma quante ne trovo così non hai idea, eppure non sono esposta come Chiara e non sono figa e brava come lei. ‘Se c’ho abbastanza palle mi sprona a migliorare’, è proprio questo che significa per me questo blog. L’ho scoperta quando era già a Londra, ho scoperto prima il suo libro e poi il blog, e anche se non mi capiterà mai magari di fare le cose che fa lei, mi sprona a migliorare. Brava Lara, hai centrato il punto. Vi dico una cosa, io e una mia amica ultimamente stufe di essere criticate abbiamo deciso di allearci al rialzo invece. Ci sproniamo a vicenda a migliorare, in tante cose, e ci ricordiamo a vicenda di non nasconderci più per paura di essere giudicate presuntuose.

    • Anna

      Bellissimo commento! Giorni fa facevo un corso in azienda, e il formatore che teneva il corso ha parlato degli effetti a volte devastanti che si hanno sul lavoro quando nel gruppo gravitano i soggetti SINAP. Sapete chi sono? Soggetti a Influenza Negativa sulle Altre Persone. Quelli delle alleanze al ribasso. Quelli disillusi, quelli invidiosi, quelli pessimisti, quelli che cercano di tenerti a schiena china quando vuoi alzare la testa perchè loro non possono e non vogliono. E pensavo a come davvero a volte queste perosne riescono ad avere un peso e un potere sulla vita altrui che non dovrebbero avere. Hai ragione da vendere Lara. Sempre avanti, sempre a testa alta…e chi non sta al passo è colpa sua. Grazie!

      • natascia

        interessante…. me ne ricorderò

  • Hermione

    Quello che dici è vero, e di messaggi contrastanti come quello di cui parli se ne sentono parecchi.
    Quello che possiamo fare noi, ognuno di noi, è evitare di mandare questi messaggi contrastanti. Forse se ognuno facesse la sua parte, se ognuno riflettesse bene prima di parlare, potremmo tutti crederci un po’ di più.

  • Ana

    tutte domande che un uomo non si farebbe manco di strisce. Tutte critiche a cui un uomo non verrebbe sottoposto nemmeno di striscio. Riflettiamoci.

    • Boh forse per gli uomini è un discorso che si può riportare all’ambito carrieristico ma in generale sì: si fanno molte meno paranoie e anche tra di loro perdono molto meno tempo a criticarsi e giudicarsi.

  • Simona

    anche io di solito leggo e non commento, ma oggi mi ci sono ritrovata molto nelle tue parole.. Io sono magra e con un fisico asciutto ma vedo le altre sempre meglio di me, e anche per questo non mi metto mai qualcosa che mi esalti le forme diciamo.. quella volta che metto qualcosa “che si nota” mi sento fuori luogo e temo che possa passare il messaggio che me la tiro ma non è così.. anche io invidio positivamente chi se ne frega e si mette quello che vuole e si atteggia come le pare.. Simona

    • La vita è una: metti il vestito rosso! 😀

  • Francesca

    io oltre che al mondo esterno vorrei imparare a mostrare tutta la mia autostima nelle lettere di presentazione allegate al cv :)

    • Hahaha è una dote che serve davvero molto!

    • GG

      😉 quando facevo un colloquio mii mettevo in modalità: oggi sono la più strafiga e vi cammino sulla testa (si, figuriamoci…poi uscivo strisciando contro i muri) e di solito funzionava ! (o almeno mi richiamavano…poi, vabbè)

      GG

  • Chiara

    Mi piace molto questo post e fa un sacco riflettere.
    Ma tu pensi che sia un problema di tutte tutte o tu te lo ciucci un po’ di più, tuo malgrado, perché parti già da una posizione di maggiore esposizione?
    La verità è anche che c’è il mito della strafiga che lo è naturalmente, senza fare nulla, di una bellezza ingenua, che “è bellissima e non sa di esserlo”. Allora questa donna aliena viene ammirata, invidiata, ma non criticata, perché lei ce l’ha nel dna la perfezione… Che palle.

    • Non saprei, chiaramente io parto da un punto di vista diverso, quello di una donna esposta più delle altre per via di questo blog, ma credo sia una dinamica che avviene anche nella vita reale. In ufficio, tra amiche, anche in famiglia a volte.

  • Purtroppo c’è una linea sottilissima che divide le due cose, la fiducia in se stessa sana e la presunzione. Soprattutto in certi ambiti telematici poi, non sempre le intenzioni sono comprensibili e la confusione prende in un attimo. Dovremmo paradossalmente avere fiducia nella nostra fiducia, essere sicure della nostra sicurezza senza averne paura. Imparare a fregarcene, bonariamente, un pò di più. Soprattutto quando la nostra coscienza è a posto e sa che tutto ciò che diciamo e facciamo non è volto a un atto di presunzione ma ad un atto di amore e fiducia verso noi stessi.
    Forse è un discorso un pò egoistico, ma se ci mettiamo a centellinare le impressioni che tutti possono avere delle nostre azioni o delle nostre parole, specie quelle fatte e dette in buona fede, non ne usciamo più. Un abbraccio
    LuluCuomo

    • Verissimo. E aggiungerei che tante volte la gente ci si mette di impegno a percepire presunzione quando sente odore di autostima, perché come al solito è più facile accusare gli altri che attuare cambiamenti positivi su sé stessi.

      • Anya

        Condivido in pieno :) però sai una cosa? quando vedo che c’è chi rosica per qualcosa che non fa, non migliora, solo per paura di fare autocritica, di guardare dentro se stesse e scoprire i loro limiti e doverli ammettere, sinceramente faccio spallucce e il mio mini ego ne gode un attimino. Determinati passi avanti, determinate conquiste per quanto siano belle e da fare invidia non cadono dal cielo, ma solo chi se le “gode” (e chi ci sta intorno in alcuni casi..) sa quanti calci in faccia s’è preso, quante lacrime, quante giornate NO ci sono dietro a quel traguardo.

  • credi davvero che il sussurro arrivi da dentro di te e non sia invece un eco esterno?
    voglio dire a me capita spesso ti tarparmi le ali da sola perchè non mi ritengo ‘abbastanza’ per fare questo o quello e, ormai sempre più spesso, mi rendo conto che quello che mi sussurra la mia voce interiore sono in realtà le parole di persone intorno a me che in qualche modo mi hanno ferito…
    quindi il sussurro diventa una sorta di meccanismo di difesa… ma non sempre è positivo… e vorrei diventare più forte da quel punto di vista fino a fregarmene di quello che pensano gli altri… forse è questo il trucco?

    • Beh è chiaro che le critiche che colpiscono di più sono quelle che si vanno ad agganciare alle nostre insicurezze profonde. Che non è detto che siano vere, poi, a volte sono solo paranoie o retaggi del passato. E’ un bel mix secondo me, anzi un BRUTTO mix, e dovremmo solo imparare a raccontarci una storia diversa su di noi. Una storia fatta di cose positive e di ostacoli superabili.

      • sacrosanto. difficilissimo ma dobbiamo farlo!
        credici Chiara. Sempre di più.

  • natascia

    Considerazioni decisamente e assolutamente non banali, tutt’altro, credo proprio che tu abbia individuato un nocciolo importante della questione. Siamo nemiche di noi stesse praticamente tutto il tempo, e siamo nemiche delle nostre ‘sorelle’ quando improvvisamente qualcuna cerca di uscire dal rigagnolo. Siamo tutti nel rigagnolo, diceva Oscar Wilde, ma alcuni di noi guardano le stelle. Ecco, perchè non si può tentare di uscire dalla pozza? Perchè non si può uscire e brillare, come stelle?? Se lo fai appunto sei presuntuosa. E vai con l’invidia. Ma sai che ti dico Chiara, l’ho capito da poco e sono pure più vecchia di te (36 dopo domani) : chi se ne frega, andiamo fuori e brilliamo quanto ci pare, con le tette piccole (ce le ho) con la cellulite che avanza, con i nostri difetti e con i nostri pregi. Le altre se ne facciano una ragione (o gli altri). Magari chissà qualcuno seguirà anche l’esempio no? é vero comunque che ti fanno sentire un po’ schizofrenica perchè devi mostrarti e valere, ma anche nasconderti, osa, ma non troppo. Di che avranno paura?

    • Eh già, anche se credo che a dover ‘farcene una ragione’ e ‘avere paura’ a volte siamo proprio noi stesse.
      Ti rispondo con una frase di Pier Paolo Pasolini che ho appesa in un quadretto a casa: “Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece!”

  • Fra

    Minchia …. Scusa, ma minchia. Se sei sicura di te stessa come non lo sei mai stata allora non sei ti davvero…

  • Giulia

    Avrei potuto scriverlo io. Sono sempre quella che incita al body positivity, che dice alle amiche che possono fare questo e quello, che la bellezza dipende da quanto ci credi… E poi quando tocca a me mi tiro indietro, convinta di “non avere la stoffa giusta”. :(

    • Eh no eh! La stoffa giusta non esiste, la fai tu!

  • Manuela

    Ciao Chiara prima di tutto grazie per le tue riflessioni a voce alta …. anche a me capita a volte di pensare di non essere all’altezza , di non uscire allo scoperto e di aver paura di fare e dire quello che voglio probabilmente perché non ho mai avuto in famiglia che aumentasse la mia autostima ..anzi il contrario …ma quando trovo il coraggio e la spinta giusta per spiccare il volo e uscire dal torpore allora mi sento davvero libera e me stessa e chissenefrega se vengo giudicata ….anzi …mi diverto a vedere sguardi rosiconi e sorrisi sforzati. …quindi ragazze spiccate il volo e volate a testa alta sempre …

    • Esatto… credo sia proprio quella la sensazione. Grazie a te del pensiero!

  • Alessandra

    Chiara, ieri sera, prima di andare a dormire, ho detto a me stessa: domani mattina basta pantaloni, mi metto gonna e stivali (in vista di un incontro di lavoro con un nuovo cliente). Oggi mi sveglio, e ci ripenso. E mi dico che no, che poi metti che questo pensa che voglia fare la gatta morta, che me la tiro, ecc. Risultato: ho optato per il mio solito look da liceale fuori corso. Poi adesso apro il tuo blog e leggo. Grazie, davvero.

    • Grazie a te! E mi raccomando, prossimamente gonna!

  • Paola

    Nooooo non sapevo cosa fossero sti nipple pasties, quindi ho cercato su google dal lavoro e ora mi rimarrà nella cronologia (che non so cancellare!) ahahahahaha

  • riru

    gran bel post. ultimamente e’ come se si fosse manifestato un nuovo pezzo di te, colgo qualcosa nei post, e’ una cosa bella.

    • Grazie Riru. Non so, forse sono diventata un po’ più sicura nell’esprimere pensieri introspettivi anche senza ironia. Ma con grande sincerità.

  • annaelle

    Chiara bellissimo post e adoro la tua foto! capisco completamente il discorso, e sono d’accordissimo….
    le donne sono fondamentalmente competitive, quindi non ci piace vedere le altre sorpassarci… in nessun modo… e siamo tutte false modeste… vedi i tuoi stessi commentatori … “io sono magra e figa/snella/ etc” pero’ non me la tiro mica … Io sto insegnando a mia a figlia a NON chiedere scusa. A non dire “sorry” per tutto, perche’ non c’e’ bisogno di giustificarsi di esistere, di essere brave e di ogni cosa che succede.

    Come diceva Lara sotto… no alle alleanze al ribasso….

  • Niki

    Io e te credo non si potrebbe essere più diverse. Io mi sento tanto sicura di me e del mondo fuori molto poco mi tocca. Ma non amo la folla,ne la troppa attenzione. Forse sono una solitaria fatta e finita!:-) Questo per dire che a volte faccio fatica a capire perché di alcune tue insicurezze.
    Però se ripenso a tutto quello che ti ha portato qui, a quei post timidi e “tremolanti” prima dell’uscita del primo libro quando ormai era solo questione di giorni prima di metterci la faccia davvero, ti posso dire una cosa? Il palco ti si addice. In tutte le sue forme!Ci stai bene e fai star bene. Quindi credici va la!

  • Perché in questo caso si tratta di un corso di Burlesque. Per questo :)

  • A me questo effetto, paradossalmente, lo ha fatto la maternità anziché il corso di burlesque 😀 Io ero una di quelle che -sì pur essendo bionda e magra magnando un casino- girava nascondendosi dalla sua ombra. Mi vergognavo persino di guardare la gente in faccia, se vi racconto il mio primo appuntamento vi mettete a ridere da qui a natale prossimo. Questo per dire che il discorso fisico c’entra fino a un certo punto, nel mio caso veramente poco. Dopo dieci anni posso dire che ero sicuramente una ragazza molto carina come aspetto, ma totalmente insicura e questo secondo me si rifletteva su tutto il resto. Adesso che ho tre figli sono sicuramente molliccia e con le occhiaie da panda incorporate, eppure mi sento molto meglio con me stessa. Un corpo che ha dato la vita, che mi ha dato tante gioie e sì, ha pure sopportato alla grande tre parti, merita tutto il mio rispetto e il mio sbattermene di cellulite & co. Ognuna di noi ha il suo percorso: può passare dalla maternità o da un corso di burlesque, ma credo sia importante arrivare a questa consapevolezza che è giusto volersi migliorare ma senza le ossessioni o le paranoie. Anche perché noi donne tendiamo a concentrarci magari su un unico difetto oscurando tutto il resto (dicesi feticismo al contrario, in pratica). Ecco, trovare un equilibrio è importantissimo. D’altronde non potrei essere più d’accordo che una donna bella lo è perché è felice e realizzata. E non ascolta più la vocina che vuole convincerla di non valere niente, pure se ha un nobel ma ha il capillare a vista. Io non ci sono ancora arrivata, ma mi sento sulla buona strada quantomeno. Go Chiara!