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Gratitude Journal: cos’è e perché usarlo. #mygreenbook

Life · · 29 commenti
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[Post in collaborazione con Activia.]

Per quanta bellezza ci sia nella mia vita, ho capito che non sono una persona serena, né tendente alla positività. Con questa personalità inquieta e un po’ tormentata devo conviverci al meglio.

E’ per questo che la ricerca della felicità è un tema così importante per me e sento di doverne parlare, di sviscerare i miei tentativi. L’obiettivo è potervi dire, un giorno: l’ho trovata. O meglio: sono riuscita a sceglierla. Nonostante tutto resto convinta di una cosa: possiamo tutti essere felici, e abbiamo il dovere di onorare la nostra vita provando ad esserlo – incessantemente.

Vi ho già raccontato del mio tentativo di intraprendere un percorso di Mindfulness, e qui vi ho raccontato alcuni semplici modi in cui provo a metterla in pratica ogni giorno. Oggi vorrei parlarvi di una altra cosa che faccio già da un po’: tengo un Gratitude Journal – un Diario della Gratitudine.

Cos’è il Gratitude Journal?

Il Gratitude Journal è un diario dove ogni sera vanno annotate almeno tre cose per le quali siamo grati. Può essere di carta, come quello che vedete in queste foto (di Activia) scritto sul telefono, o tramite App (ce ne sono alcune).

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Perché iniziare un Gratitude Journal?

E’ una pratica strettamente legata alla Mindfulness e al concetto di consapevolezza. In questo caso, coscienza delle cose belle, e di quanto abbiamo e che spesso diamo per scontato. Un modo per fermarci nuovamente ad apprezzare le piccole cose di ogni giorno ma anche la ‘base’ da cui partiamo e che spesso dimentichiamo: ad esempio se siete qui, davanti a un computer, in una casa calda o in un ufficio, a leggere un blog, siete già più fortunati di una buona fetta della popolazione mondiale. Anche senza scomodare chi muore di fame o non ha un tetto, forse non ci rendiamo conto che abbiamo conquistato un pezzetto della vita che sognavamo per noi, e tendiamo a dimenticarlo.

Spesso spostiamo il focus da quello che abbiamo a quello che non abbiamo, ci perdiamo nei rimpianti o nel confronto: la ricetta dell’infelicità.

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Come funziona un Gratitude Journal?

Ogni sera sul quaderno annoto le tre cose successe durante il giorno – piccole o grandi – per le quali sono grata. Possono essere cose minuscole, come aver bevuto un buon caffè, o cose più grandi, come aver conquistato qualcosa o aver ricevuto una buona notizia. Possono essere pensieri, o ricordi. Basta che ci siano, ogni giorno, nonostante tutto, a ricordarmi che la mia vita è bella, che sono fortunata, che ho tante cose per cui essere grata.

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Sembra facile, ma se inizierete anche voi a tenere un Gratitude Journal scoprirete che non lo è affatto. Provate a scrivere qualcosa per cui siete grati in una giornata no, o in un momento di dolore o sconfitta: capirete che è un difficilissimo esercizio di equilibrio mentale e positività, ma soprattutto di prospettiva. Dimenticare le difficoltà per concentrarci su quanto di bello abbiamo (comunque) è quasi contro la nostra natura. Paradossalmente, in un giorno particolarmente brutto mi sono trovata davanti al Journal e capivo che con un grande sforzo, è vero, avrei potuto comunque essere grata per qualcosa, ma in qualche modo non volevo. Il mio dolore era troppo grande per levargli attenzione. La mia testa aveva deciso di dedicargli ogni singola energia.

Incredibili le dinamiche interiori che un semplice diario della gratitudine possa farti scoprire.

Sto preparando per voi un video dove vi mostrerò come uso il mio Gratitude Journal e vi darò alcuni consigli su come tenerne uno. Se anche voi tenete un GJ o un diario, o se semplicemente avete qualche consiglio a tema gratitudine sarei felice di sentirlo e parlarne insieme a voi.image

In queste foto vedete il Gratitude Journal #mygreenbook di Danone Activia, che sto usando in questo periodo. Mi piace per diversi motivi. Intanto mi piace che un’azienda incoraggi a questo tipo di pratiche – chi se ne importa se cavalca una moda, se la moda è utile per il nostro benessere psico-fisico, ben venga. Mi piacciono i quaderni, in generale, e questo si vede che è prodotto da un’azienda di design, Nava. E’ davvero bello: carta satinata liscissima, grafica essenziale, pagine spesse. Piacevolissimo da riempire, e con alcuni piccoli spunti al suo interno (nel video vedrete che io ho aggiunto anche le mie ‘pagine speciali’).

Siamo tutti sulla stessa barca, per questa sfida incredibilmente difficile, incredibilmente importante, che è la ricerca della felicità. Non a caso il mio hashtag dell’anno è #createyourhappiness – crea la tua felicità. Non c’è altro modo. Non è un tesoro da trovare, o una vittoria da conquistare. Dobbiamo farla noi, crearcela da soli. Voglio credere che sia possibile, e che ogni piccola cosa aiuti.

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A proposito di hashtag, se anche voi inizierete il #mygreenbook taggate le vostre foto e fatemi vedere anche i vostri :)

Commenti

  • volevofarelarockstar

    Io non tengo un quaderno ma mi sono abituata da bambina a terminare molte giornate (non meccanicamente, solo quando ne sento il bisogno) con un “grazie per…” e un “per favore aiutami a…”.
    A volte la sera con le bimbe ci raccontiamo a tavola una cosa bella ma anche una cosa brutta, che non voglio che si sentano tenute a negare tristezza o frustrazione.

    • Roberta

      bellissima abitudine!!!=)

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Mi sembra un ottimo approccio. Noi la sera chiediamo a ognuno ‘una cosa bella successa oggi’, e a volte anche quella ‘meno bella’. Sì, credo anche io che negare la tristezza non sia un buon punto di partenza, ma forse nel mio caso annotarla la rinforzerebbe. Annoto il buono, cerco di superare il brutto, insomma…

  • Cristina

    È un’idea (e anche un esericizio) bellissima, a cui non avevo mai pensato. Sicuramente inizierò anche io un GJ! Credo proprio di averne bisogno :)

  • Manu

    Going to NY?! wow wow wow

    • Chiara Visconti

      Anche a me è caduto l’occhio proprio lì! :-)

    • natascia

      Ah allora non era una mia impressione…ho letto bene 😉 Che bello!

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      YES YES! Vi racconto tutto prestissimo! Tenete d’occhio Facebook e Instagram 😀

  • Lucia P.

    dal primo gennaio ho anche io il quaderno della gratitudine, confermo il fatto che non sia per nulla facile scrivere di cose belle dopo una giornata no, ma incredibile, c’è sempre, e dico SEMPRE qualcosa per cui essere grati. Consiglio a tutti di tenere un diario della graditudine!!! (anche io tra l’altro mi sto avvicinando al Mindfulness, ho comprato un “quaderno di esercizi”)

  • emi

    Una bellissima idea, avevo sentito parlare di qualcosa di simile: il barattolo della felicità. ll principio è lo stesso, solo che ciò di cui ci si sente grati alla sera bisogna scriverlo su dei cartoncini da infilare nel barattolo per poi leggerne il contenuto nei momenti di sconforto. Mi sembrano delle iniziative molto belle, magari un giorno inizierò qualcosa di simile anche io. Se si ha un carattere poco espansivo, e sopratutto pessimista, già questa deve essere una bella sfida :) Non vedo l’ora di vedere il tuo video! Ps: E se sarai a NY, non vedo l’ora di godermi il viaggio attraverso le tue foto su instagram!

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Bello :)) Avevo letto anche una versione in cui leggevi tutti i biglietti alla fine del mese o dell’anno per essere davvero grata del tempo trascorso.

  • http://www.talemadretalefiglia.net Talemadretalefiglia

    Verissimo! Anche io ho iniziato il 2016 con la voglia di pensare positivo e ringraziare per ciò che di bello mi accade durante la giornata (beh, questa è una cosa che faccio tutte le sere fin da quando ero piccola). Proprio qualche giorno fa riflettevo sulla forza della positività e la legge dell’attrazione. http://talemadretalefiglia.net/2016/02/04/riflessioni/

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Io con la legge dell’attrazione ho un rapporto conflittuale, ma credo che non importa tanto il metodo quanto il risultato: sentirsi meglio, apprezzare di più la nostra vita.

  • jennifer

    aspetta ne avevo gia’ sentito parlare quando ero piccolo… ah si.. mi ricordo … si chiamava Diario!
    Non sapevo che adesso si chiamasse Gratitute Journal (e avesse bisogno di uno sponsor)

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Il diario è un’altra cosa. Sul diario ci scrivi tutta la tua giornata, senza per forza focalizzarti solo sulle cose per le quali sei grato. Ah, ovviamente come ho scritto nel post non è mica necessario usare questo quaderno, ma il supporto a te più congeniale. Per il discorso sponsor: quando mi propongono argomenti che pratico nella vita quotidiana e in cui credo molto, è un piacere averne!

  • Francesca

    io ho iniziato la sera del mio compleanno, dopo aver letto il tuo post sulla mindfulness, in un momento davvero di merda della mia vita. Devo dire che ci credevo poco e invece, a parte una sera in cui mi ha “salvata” il cibo, tre cose belle o comunque positive capitano quotidianamente, e ci metto sempre meno a ricordare quali sono state :) . quindi grazie per avercene parlato!

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      In che senso ti ha salvata il cibo? Ahahaha. 😀

      • Francesca

        eh sai…
        1) oggi c’era il sole
        2) stasera mi sono cucinata pasta e carciofi
        3) in mensa c’era la zuppa di pesce
        …della serie le cose belle delle mie giornate sono il cibo, il cibo e ancora il cibo. ahahahah

  • http://paroleperaria.blogspot.com/ Fra

    Molto bello… proverò a tenerlo anche io un quaderno del genere. Grazie per aver condiviso

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Grazie a te! Se lo fai, poi fammi sapere come va!

  • nonsonoBorgia

    Anche tra le mie motivazione per essere grata figura il viaggio a New York! Di base sono abbastanza tendente al cinico, ma di recente mi sono resa conto che a tratti mi trasformo in Pollyanna: tra scadenze, lavoro, obblighi sociali e giornate dichiaratamente di merda, ho trovato il modo di essere grata per quello che ho. E se mi ritrovo a desiderare qualcosa non sto lì a crogiolarmi, ma comincio a macchinare qualche tragico piano per raggiungere l’obiettivo – ecco, sono di nuovo in versione Pollyanna.
    Chissà, magari ci scontriamo a NY!

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Bello, un atteggiamento assolutamente da mantenere. Buon viaggio! Quando vai?

  • Anya

    In effetti da quando ne avevi scritto tu avevo iniziato a scrivere ogni sera 3 cose belle.. poi sono iniziati giorni pessimi e realmente non sapevo cosa scrivere e faticavo come una dannata e.. sì, ho smesso. sono resistita un paio di settimane e stop.. è “bello” leggere che a volte non si è le sole ad aver difficoltà a trovare qualcosa per cui esser grati :) grazie per aver condiviso anche il lato “buio” del quaderno..

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Grazie a te Anya. Credo sia la sfida più grande di questo tipo di pratiche: accettare anche che alcuni giorni fallisci, o fatichi da morire a vedere il lato positivo. Ma poi continui lo stesso.

  • http://mammaglimmer.blogspot.it Silvietta

    Io non ho un quaderno come il tuo, ma la sera, con mio marito, ci raccontiamo tre cose belle della giornata : il modo per accorgersi di tanta felicità vissuta durante il giorno!

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Anche noi ce le raccontiamo. E’ ‘una cosa bella’ successa oggi, ma funziona :)

  • http://www.mindcookies.it Noemi

    Bell’idea! Io ho di recente cominciato a scrivere con una certa costanza un diario, o meglio un quaderno in cui dare sfogo al flusso di pensieri. All’inizio ero un po’ scettica e invece mi sta aiutando molto nel trovare un equilibrio emotivo, nel chiarirmi le idee. Aiuta anche in ottimismo e autostima.

    http://www.mindcookies.it

  • http://mixandmatchblog.com Musadinessuno

    Io sono una feliciona di natura, per me il bicchiere è sempre stato mezzo pieno e ogni volta che qualcuno espone una criticità mi viene automatico trovare il lato positivo della situazione e una soluzione MA sono cresciuta con una mamma mangiata dalle ansie e sbeffeggiata dagli eventi della vita, che mi ha sempre dato messaggi contrastanti: “accontentati delle piccole cose” e al tempo stesso “sì ok, sei contenta perché ogni giorno hai delle piccole gioie, ma non lo sai che non si campa di piccole gioie?”.
    Vabbe’, riassumento così velocemente il mamma-pensiero viene fuori il quadro di una mamma anche più fuori di testa di quanto non sia, ma in questo ambito davvero non è stata capace di fornirmi un modello da poter seguire con serenità, tant’è che per un periodo ho deviato dalla mia natura stessa, vergognandomi di usare come carburante per la felicità le cose belle di ogni giorno, come se con delle briciole volessi arginare le crepe di una diga di infelicità, fatiche e delusioni. Poi l’anno scorso in questo periodo, nel bel mezzo di un percorso di psicoterapia cui ho affiancato lo studio e la pratica della mindfulness, ho capito una cosa illuminante (su questo aspetto e su un bel po’ di altre cose): VA BENE COSì. Se questo è il mio modo naturale di pensare, perché dovrei sforzarmi di tenere la testa bassa sulle cose negative? Sì, avrei potuto arrivarci da sola anche prima, ma alle cose si arriva quando è il momento, ogni strada è quella buona. E oggi sono grata ogni giorno anche per questa sensazione di leggerezza che ha preso il posto della vocina che mi diceva di continuo “sei sbagliata” :)

  • Emeraldas

    Ciao Chiara, anch’io (ansiosa e “pesante” nei miei pensieri per natura, forse simile a te per questo aspetto?) sto provando la mindfulness e ho iniziato da poco a tenere un gratitude journal. Ho visto che usi colori diversi nel tuo, stai usando una specie di codice? Puoi dirmi qualcosa di piu’ al riguardo? Siccome, conoscendomi, so che far diventare questo esperimento un’abitudine mi richiede un po’ di sforzo sono alla ricerca di consigli su come utilizzare il quaderno al meglio :) Grazie e buona vita!