Kangaroo Island: incontrare gli animali selvaggi in Australia

Australia Travel · · 2 commenti
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Piú il tempo passa piú sento il dovere di misurare la mia vita non in anni ma in esperienze.

Viaggiare é tra le mie preferite, i ricordi che piú amo collezionare sono decisamente quelli che riguardano esplorazione, scoperta, meraviglia. Riguardare foto e video é come tornare lí. Chiudo gli occhi e sono nelle piccole strade di Parigi o tra i grattacieli di Dubai. In una cittadina Polacca o su una spiaggia di Malta.
É tempo di raccontarvi il resto del mio viaggio in Australila: la sua parte piú selvaggia.
Vi avevo già parlato di Melbourne e della maestosa Great Ocean Road, ma questo e il prossimo post (e video) sono sicura che vi affascineranno ancora di piú, come è successo a me.
É l’Australia dei sogni, quella delle sconfinate piane e della terra rossa, degli animali selvaggi e delle onde oceaniche.
Eravamo rimasti ad Adelaide, ed é da qui che ripartiamo.
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Il mezzo di trasporto é bellissimo e romantico, una Daimler d’epoca tirata a lucido. La guida é John, un ex militare che dopo averne viste parecchie si é ritirato con la moglie in quella che é la Toscana australiana ed anche la nostra destinazione: la Barossa Valley.
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La tradizione vinicola dell’Australia non ha nulla da invidiare a quella Sud Europea. Il sole che splende la maggior parte dell’anno, il clima mite e la terra ricca di minerali rendono la produzione di vino facile e ricca.
Lo Shiraz é tipico della zona, ma ce ne sono tantissimi altri.
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Nella Yalumba Winery assaggio qualche bicchiere e visito le loro cantine. Scopro i legni che usano per le botti, fatte a mano e firmate tutte da ex dipendenti o collaboratori dell’azienda.
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A pranzo raggiungiamo la piccola, deliziosa cucina dello chef Mark McNamara. La sua scuola, Food Luddite, é un’esperienza unica per conoscere ed assaggiare alcuni dei prodotti piú tipici della zona.
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Inutile dirvi che la carne di canguro é tra queste. L’avevo già assaggiata, se ricordate, insieme al coccodrillo – ma questa volta ho proprio delle bistecchine da cuocere e l’esperienza é del tutto diversa.
Anche a me intristiva un po’ mangiare canguro, ma mi hanno spiegato che sono in tale sovrappopolazione da rendere spesso necessari abbattimenti controllati, quindi in realtà consumarli non intacca la popolazione di animali locale, che cresce e prospera (anche troppo, a sentire gli australiani).
Condiamo la tagliata con bacche di redbush, una pianta semigrassa con un forte gusto salino e bacche rosse aromatiche, spesso usata in cucina.
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Il resto del menu – buonissimo e cucinato tutto insieme – comprendeva patate dolci speziate e crema al lime con composta di quinces (mele cotogne).
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La giornata passa in modo incantevole: sarà che quando unisci buon vino, buon cibo e chiacchiere interessanti tutto scorre facile e ci si sente tra amici.
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Visitiamo altri vigneti e anche la cucina-set-ristorante della famosissima chef australiana Maggie Beer.
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Torno ad Adelaide ancora abbagliata dai colori autunnali e incantata dai sapori di questa terra tanto ricca. In auto John mi racconta un saco di aneddoti riguardo l’Australia e la sua fauna, come quello del coccodrillo che vi racconto nel video, ma mi parla anche dei suoi figli sparsi per il mondo. Mi colpisce come un genitore australiano non abbia tanto a cuore la vicinanza dei figli, come un genitore italiano, quanto la loro felicità e realizzazione, ovunque questa li porti.
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La mattina dopo la sveglia è all’alba ma la destinazione tra quelle che attendevo di più: si va a Kangaroo Island, l’isola dei canguri.
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Dopo un breve volo iniziamo a vedere terra, una terra decisamente meno selvaggia di quanto ci si aspetterebbe ma comunque rappresentativa del territorio. Nonostante sia in gran parte coltivata e abitata da allevatori, questa isola nel Sud Australia è un piccolo microcosmo completo, con più di 46 piante autoctone e specie animali tra le più iconiche di questo continente: koala, canguri, wallaby, leoni marini, foche, diversi tipi di uccelli ed insetti e anche il letale Tiger Snake – per fortuna tanto velenoso quanto timido.
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Salgo a bordo di una jeep per un tour con Kangaroo Island Wilderness Tours. La cosa bellissima di questa organizzazione è che le guide sono tutti coltivatori o allevatori locali, che qui vivono e qui hanno il loro lavoro, che conoscono il territorio come le loro tasche e soprattutto dalla grande esperienza, trattandosi per lo più di lavoratori in pensione. Una fonte di aneddoti, informazioni e conoscenza.
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La nostra prima tappa è il Seal Bay Conservation Park. Qui, su una spiaggia di sabbia bianca e fine come talco, è possibile fare un incontro unico: quello con i leoni marini.
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Si cammina letteralmente tra queste maestose creature, con l’unica attenzione di non andare troppo vicino e non disturbarli (nel video vi spiego perché, mi sono sentita molto Alberto Angela o Licia Colò a raccontarvi tutte quelle informazioni. Merito della guida!).
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Qui a Seal Bay c’è una colonia di mille leoni marini, ben protetti dal grande squalo bianco visto che il fondale è troppo superficiale per consentire al grande predatore di avvicinarsi alla riva.
Non so raccontarvi l’emozione e la meraviglia di camminare a pochi passi da questi animali, molto più grandi e veloci di quanto mi aspettassi, che passano dal sembrare goffi e dormienti al correre e scattare lungo la sabbia.
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Questa zona è anche detta Little Sahara, per il modo in cui la sabbia forma dune meravigliose e selvagge.
A questo punto torniamo a percorrere le strade di terra rossa di Kangaroo Island e ci fermiamo ad osservare piante e piccoli animali locali.
Finché tra gli alberi non si intravedono i koala…
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Sì, ormai ho una passione per i koala.
Non dicono cose molto lusinghiere su di loro: sono pigri, nullafacenti, mangiano e dormono letteralmente e poi non sono per niente socievoli. Se ce ne sono due sullo stesso albero probabilmente sono madre e figlio, raramente socializzano tra di loro altrimenti. E vogliamo dire qualcosa sul loro QI? No, non diciamolo. Voglio continuare a immaginarli intelligenti e soprattutto COCCOLOSI – ma nel prossimo post vi dimostrerò che un pochino forse lo sono.
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Nota: per fare questa foto mi sono arrampicata prima sulla jeep e poi su un albero. Come ne vado fiera :DD
A proposito di alberi: insieme ai canguri, i koala non sono molto apprezzati dai coltivatori locali perché distruggono letteralmente ogni albero su cui vanno ad abitare: lo mangiano fino ad ucciderlo. Come vedete dal tag sull’orecchia, stanno tenendo sotto monitoraggio la popolazione. Al tempo stesso sono parte integrante di questa terra, e gli australiani sanno di doverci convivere pacificamente :)
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Nel pomeriggio accade qualcosa di davvero molto, molto speciale, che però merita un post a parte :)
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Quando scende la sera e l’isola diventa silenziosa e calma e arrivo in un dei posti più rilassanti dove io sia mai stata: Seascape Emu Lodge. Una cena deliziosa preparata dalla padrona di casa (io che inalo un germoglio di soia e vado in paranoia whatsappando l’otorino dall’Australia mentre immagino piante di soia che mi germogliano nel cervello, MA QUESTA E’ UN’ALTRA STORIA…) e un’altra incredibile giornata a Kangaroo Island che mi aspetta e che vi racconterò presto.
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INFO
Informazioni generali:
Tour della Barossa Valley su una Daimler d’epoca:
Azienda vinicola con degustazione:
Formaggi locali:
Lezioni di cucina australiana:
Volo da Adelaide a Kangaroo Island:
Tour di Kangaroo Island con guide locali:
La spiaggia dei leoni marini:
Lodge con vista su Emu Bay:
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Commenti

  • http://www.talemadretalefiglia.net Talemadretalefiglia

    L’Australia ed il Giappone, due mete che mi mancano e mi affascinano. Foto bellissime

  • Pollyanna

    Vorrei rispondere a Cherrytree perchè solleva un tema importante, visto che viaggiare apre davvero la mente e dovrebbero farlo tutti: non è necessario avere tanti soldi (tempo forse, dipende dalle mete). Io viaggio (ora un pò meno, per scelta) da quando ero ragazza, studentessa e soldi pochissimi: zaino in spalla e ostelli, incoscienza e grande allegria. Poi, con i primi lavori mi sono concessa di meglio, e vent’anni fa era comunque un pò più costoso. Oggi con offerte di voli low cost , bed and breakfast un pò ovunque a basso costo ecc. si può viaggiare con poco. Certo, serve adattabilità e un pò di fatica. Io e il mio compagno siamo stati recentemente un mese in Grecia con mille euro in due , senza per altro farci mancare quasi nulla. Certo, volo low cost, bed and breakfast di locali senza televisione (che te ne fai se passi le serate con l’uomo che ami?) o aria condizionata (non serve, c’è il meltemi, e se fa caldo sopporti), o bidet o stanze lussuose. Isola rigorosamente quasi sconosciuta e poco turistica (ovvio, se vai a Mikonos spendi molto di più).Per fortuna frequentata da turisti nordici, che avevano le nostre stesse priorità. Pochi italiani, e incontrarli una tragedia: si lamentavano del caffè cattivo (bè in un’isola sperduta greca l’espresso non è usuale, bevi il caffè turco no???), della mancanza dell’aria condizionata, del bidet, del fatto che le spiagge non erano a portata di auto ma dovevi camminare…Insomma, dipende da “come” vuoi viaggiare, Certo, Chiara ha il lusso a disposizione, ma lo fa per lavoro, penso le stesse mete possano essere visitate con molto meno, se si rinuncia, appunto, al lusso.