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Sulla disparità genitoriale uomo-donna.

Alcune contraddizioni della presunta disparità genitoriale uomo-donna*. 1. Anche lui era presente durante l’atto procreativo, però è ‘meno genitore’ nel senso […]

Quando il pupo ha la febbre.

Mummy · · 8 commenti
febbre

Se prendiamo due assi cartesiani che rappresentano l’uno l’importanza di un evento e l’altro la possibilità che a tuo figlio venga la febbre la mattina stessa, il risultato è nella misura di nove volte su dieci quello che i matematici definirebbero echecazzo.

Anche quando in realtà l’evento non è così fondamentale, la febbre del ragazzino è quella cosa che scova la peggior congiuntura di circostanze della tua quotidianità per esprimersi in tutta la sua potenza. O non esprimersi.

Esempi:

  • domani ho la prima lezione in palestra dopo un anno = 38.1
  • domani ho la presentazione che potrebbe cambiarmi la vita = 38.9
  • domani abbiamo il volo per la Nuova Zelanda = 41
  • domani dobbiamo andare a pranzo dai suoceri = 35.8

Tre giorni fa ho avviato il protocollo ‘febbre’ inaugurandolo col metodo infallibile labbra contro fronte. C’è sto sesto senso della febbre che è una fregatura, e secondo me porta anche un po’ sfiga. Nove volte su dieci quando ti viene l’impulso di provare la febbre a tuo figlio, lui/lei ce l’ha.

Le cose che accadono durante la febbre accomunano tutti i genitori.

La temperatura notturna del lettone che, tenendosi il pupo vicino per l’atavica paura ‘mi si cuoce nel sonno’, raggiunge livelli registrati solo al pranzone di Ferragosto* nel deserto del Kalahari.

Più numeri della tombola fra la conta delle ore tra l’ora in cui ha preso il paracetamolo, che temperatura aveva, tra quante ore gli puoi dare quell’altra cosa, i ml. di sciroppo per la tosse e quelli dell’ibuprofene, la dose di aerosol meno temperatura prevista per pigrecomezzi fratto il numero di cellulare del pediatra. Il tutto scritto su pizzini lasciati in giro per casa. Il passaggio di consegne del bambino con la febbre è una faccenda complessa.

L’allegro menu per tutta la famiglia a base di pastina, pollo lesso e patate che abbatterebbe l’umore di un Quokka**.

L’eppur incontenibile energia del bambino febbricitante che distrugge i sogni della madre, entrata nel frattempo in modalità ‘mo’ lo metto a dormire e lavoro’.

Il tempismo delle richieste. Normalmente il grido ‘mamma, ho finito’ (qualsiasi genitore sa a cosa mi riferisco) arriva mentre sei nell’irrinunciabile call che deciderà il tuo futuro.

I giochi che bisogna fare. Ieri alle cinque, mentre un cliente mi aspettava per una call, io e l’unicorno Fegato stavamo trattando l’acquisto del carretto dei gelati di Polly Pocket da una donna Lego tatuata, dopo aver preparato nove principesse Disney per la festa di battesimo del figlio del pinguino Rico di Madagascar, che si è sposato con una Barbie e ha avuto un Paciocchino.

E’ una vita difficile.

*il correttore mi continuava a riscrivere ‘panzone di Ferragosto’ e io qua che rido, comunque. Il panzone di Ferragosto: questa icona dell’estate italiana.

**il Quokka, definito ‘l’animale più felice dell’universo’:

The worlds happiest animal, the Quokka at Rottnest Island. Pic Mogens Johansen, The West Australian 6/08/13

Foto di copertina: immagine ‘termometro’ da Shutterstock

 

Commenti

  • Chiara Visconti

    Ma io ti adoro!!! 😀

  • http://www.lauryn.it Laura Gargiulo

    ahahhaha mi ridai il sorriso, mi sento meno sola, anche per la vita da blogger e le call che aspettano o interrotte da gridolini sparsi ahhaha. spero il peggio sia passato per la piccola Viola. cosa hai dovuto saltare stavolta? 😀

  • C.

    Oddio sul panzone di Ferragosto mi sono cappottata!
    Quoto tutto ed aggiungo la fatidica domanda “quanto sono mammadimmerda se domani vado lo stesso al lavoro e lo lascio con la babysitter”? Sob

    • Dulcistella

      0. Lo faceva anche la mia, siamo tutti sopravvissuti. Anzi, ti racconto questa, una volta che ero a casa convalescente con la baby sitter mi ero divertita parecchio, perché la suddetta baby sitter aveva ricevuto la visita (in casa mia) dello spasimante. Però non voleva rimanere troppo tempo sola con lui (evidentemente non le piaceva il tizio e voleva liberarsene, oh, non devi immaginarti una situazione pericolosa, era solo che voleva mandarlo via in modo indolore) e così mi aveva istruita a suonare il campanello spesso e a farle richieste di cibo e bevande 😀 che spasso. Rido ancora più di vent’anni dopo.

  • Dulcistella

    non sono pronta.

  • Claudia

    Non ho figli quindi non ho febbri altrui da gestire, ma tu sei capace di rendere in maniera quasi TATTILE i casini che s’inanellano in questo frangente!!! Sei ironica come nessuno, davvero 😀

  • Nathi

    Ho imparato che quando tocchi la fronte al pupo e… hai un dubbio, si, ma forse, anche no. Il pupo ha la febbre, SEMPRE.
    Riassumendo, nel dubbio ce l’ha.

  • Hermione

    Essendo a corto di call determinanti per il mio futuro, da noi il “mamma ho finito” parte quando mi sto per sedere a tavola davanti a un piatto fumante. E al pensiero di quel che mi tocca fare mi passa un po’ l’appetito…