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Sulla disparità genitoriale uomo-donna.

Alcune contraddizioni della presunta disparità genitoriale uomo-donna*. 1. Anche lui era presente durante l’atto procreativo, però è ‘meno genitore’ nel senso […]

ROOM: L’anteprima del film in esclusiva per voi.

Mummy · · 40 commenti
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Post in collaborazione con Universal Pictures.

Lo sentivo a decine di metri di distanza, quando arrivava a prendermi a scuola e la riconoscevo come una sagoma in lontananza. Impregnava la stanza dove metteva a posto panni stirati o apparecchiava per la cena. Bastava uno sguardo, una parola. Ma la verità è che era la sua stessa essenza a parlare, e il modo volubile in cui mutava.
Non ci rendiamo mai conto di quanto una madre, il suo uomore, il modo in cui parla, le storie che racconta, i gesti e gli sguardi siano capaci di dare forma e colore al mondo di un bambino.
O toglierli.

Le scelte che facciamo per i nostri figli sono legate indissolubilmente al modo in cui siamo e siamo con i nostri figli, alla realtà che creiamo loro intorno. La giornata può essere una meravigliosa avventura o una mera sequenza di azioni e doveri. Un pomeriggio di pioggia può diventare grigia noia opprimente o prendere tutti i colori di un gioco, il profumo di una torta, il rumore delle risate.

Credo che nel modo in cui mostriamo ai nostri figli come vivere creando attorno a noi un mondo che ci somigli, e che ci piaccia, gli stiamo dando preziosissimi strumenti e pensieri che gli consentiranno, più avanti, di plasmare la sua realtà. La sua vita.

Vi avevo parlato del libro Room di Emma Donoughe, che mi aveva lasciata senza parole, e in un video anche dell’imminente uscita del film, che volevo assolutamente vedere.
L’ho visto.
Come immaginavo, l’ho trovato potente e bellissimo.
Porta il concetto di plasmare la realtà dei nostri figli a livelli toccanti, sublimi.

Come vi avevo accennato la storia di Room è quella di Joy, una ragazza che viene rapita da adolescente e che incontriamo per la prima volta dopo anni di prigionia – lontana dal mondo, da tutti e da tutto, chiusa in un capanno insonorizzato delle dimensioni di una piccola stanza.
Insieme a lei c’è il figlio Jack, di cinque anni, nato dalla violenza del suo rapitore.

Room è il film dove la questione materna è insieme glorificata e portata all’osso.
In suo figlio, Joy trova per la prima volta un senso alla sua vita in gabbia. Al tempo stesso è chiamata a fare scelte estreme per proteggerlo non solo dall’uomo che l’ha rapita e che ogni notte torna a trovarla, ma dalla loro stessa prigionìa.
Questa scelta è raccontargli ogni giorno la stessa storia, che dia senso a quello che stanno vivendo, e non cedere. Mantenere la routine, mantenere la rotta, dare a suo figlio tutto il mondo in una stanza. Portare dentro tutta quella realtà che resta fuori.

In questa situazione estrema, in queste condizioni disumane, l’amore materno diventa la forza travolgente che quasi ineluttabilmente trascina la vita in avanti, che obbliga a dare un senso alle cose – anche alle più orribili – e a credere nella possibilità di una prospettiva.
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Non posso non parlarvi degli attori. Se Brie Larson è perfetta, intensa, coraggiosa e spezzata come il suo personaggio, Jacob Tremblay è incredibile. Non ho idea come un bambino di sette anni (all’epoca delle riprese) possa riuscire a dare un’interpretazione tanto convincente ed emozionante: ha un vero dono. Questo è un dato di fatto.

Room, che in Italia esce il 3 Marzo, è un film che va visto. Perché è bellissimo. E perché solleva interrogativi assoluti. Che mondo siamo in grado di creare per nostro figlio, noi che dalla vita abbiamo tutto? Fino a dove possiamo spingerci nel prendere decisioni per entrambi e, non ultimo: siamo in grado davvero di scegliere sempre per il suo bene?
E’ un film che mi ha fatto vedere sotto una luce diversa, più brillante, ogni momento trascorso con mia figlia. Mi ha fatto desiderare di creare per lei una realtà sempre più bella.

E adesso una bellissima sorpresa.

L’ANTEPRIMA DI ROOM IN ESCLUSIVA PER VOI

Se abitate a Roma, sono davvero felice di dirvi che ho la possibilità di far vedere Room a 20 di voi.

Lasciate un commento a questo post raccontandomi il momento più emozionante o toccante vissuto con i vostri bambini, potreste partecipare all’esclusiva anteprima del film Room a Roma, il 1 Marzo alle 18.00, nella sede della Universal Pictures.

Sarò io personalmente a selezionare le protagoniste delle esperienze più significative, che avranno l’opportunità di assistere all’anteprima del film insieme ad un accompagnatore.

Sono sicura che amerete questo film, e non lo dimenticherete molto facilmente.

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Vi ricordo che Room è nelle sale dal 3 Marzo.

Commenti

  • http://www.thecosmetictherapy.com/ Shaina

    Ci sono molte differenze rispetto al libro?

    • Graziolina

      Si, hanno semplificato un po’ la storia, alcuni dei personaggi presenti nel libro non compaiono nel film: secondo me una scelta giusta, non ci sarebbe stato tempo di approfondirli tutti e invece così il focus è rimasto sullo speciale rapporto madre-figlio.

      • http://www.machedavvero.it/ Chiara

        Ovviamente accorciato per motivi cinematografici ma molto fedele come senso e come atmosfera, quindi non molti a dire il vero.

  • raffaella

    Guardando gli occhi magnetici di Lavinia (4 mesi) sono rimasta immobile, come se acoltassi un segreto, o comprendessi un mistero…emozione difficile da dimenticare…

  • Chiara Peri

    Non oso etichettare un momento come “il più” emozionante o toccante. Ma ricordo con estrema chiarezza un pranzo del 6 gennaio di alcuni anni fa. Io e mia figlia siamo andate a pranzo fuori insieme. Mentre le versavo l’acqua ho realizzato che era la prima volta che non la stavo “portando” con me. Io e lei stavamo facendo qualcosa insieme. L’avevamo immaginata, pensata e voluta e ce la stavamo godendo. Mi si apriva una fase del tutto nuova ed esaltante, che ci ha visto girare insieme per l’Italia e oltre, esplorando grotte e assistendo alla Madama Butterfly all’Arena di Verona, guadando fiumi, visitando amici e costruendo un patrimonio di aneddoti che saranno mattoni importanti della nostra relazione futura. Questa estate, quando siamo andate insieme a Istanbul, una delle città che più amo al mondo e che più significa per me, seduta con lei sul marmo di un hammam di quartiere, mentre mi versava bacilate di acqua tiepida in testa, ho ripensato a quel pranzo nella trattoria di Testaccio. E, ancora una volta, sono stata profondamente grata per ciascuno dei momenti speciali che posso dividere con lei.

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Che bello Chiara…

  • Marisa Garofalo

    Beh appena letta la parola “emozionante” mi sono ritrovata con un groppo in mezzo al petto nel ricordare quando il 17 settembre 2005 in bagno capii di non avere nei mesi successivi la possibilità di sognare mio figlio perché non c’era più. La stessa emozione nel maggio dell’anno successivo e nell’aprile dell’anno ancora dopo. E’ così che ho capito che una vita deve essere amata anche se non generata da me e mi avvicino ad un gruppo di bambini che di veri genitori non ne avevano in cerca di Amore, beh è stato allora che è arrivato il mio primo bimbo generato da me ma non di mia proprietà, che devo rendere felice e capace di gioire con tutti quelli che lo circondano.

    Il resto è storia  due figli e tanti momenti emozionanti che mi godo ogni momento.

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      <3

  • Federica

    Non ci sono altri commenti, non ho termini di paragone per capire se la mia esperienza possa essere più emozionante di altre ma non importa. Oggi mia figlia compie 5 anni e raccontare questo aneddoto è come un piccolo regalo. Alcune sere fa , eravamo io e lei sole, nel lettone prima di addormentarsi mi ha detto abbracciandomi “Mamma, ti amo tanto”. Ma noi in famiglia non utilizziamo quella frase, io ed il mio compagno non ce lo diciamo, non so dove può averlo sentito. Non in televisione, guarda solo cartoni ma dubito possa aver sentito una frase del genere.
    E allora voglio credere che glielo abbia suggerito il suo cuore come giusta espressione per esprimermi il suo amore.

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Bellissimo <3

  • cialdina19

    Ho appena visto il trailer e i due protagonisti sì, sono eccezionali entrambi! Tanto di cappello anche ai doppiatori italiani.. :) da vedere senz’altro!

  • ceci_m

    Prendere il primo aereo con Michele, a 6 mesi.
    Per molti un weekend a Barcellona è banale, per noi aveva un significato in più: tutti dicevano che ci sarebbe voluto tempo per abituarsi alla vita in tre, che avremmo benedetto e santificato i nonni ogni giorno e che essere genitori giovani significava anche mettere da parte per un po’ frivolezza e avventure (però poi ci rassicuravano con giri di parole che equivalevano a “tranquilli, quando avrà 10 anni tornerete a vivere”).
    E invece no: in equilibrio su quella scaletta prima di salire sull’aereo, con un bambino in braccio, un biberon nell’altro, il ciuccio incastrato nel mignolo e un papà ansioso con trolley, zaino e borsa per il cambio,mi sono sentita viva; e cosciente che eravamo rimasti uguali, ma con un dono in più: la possibilità di trasmettere a nostro figlio quel senso di possibilità, scoperta e avventura che desideriamo porti sempre con sè.

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Bellissimo!!!! Avete continuato a viaggiare, poi?

  • Laura

    Dopo tuo consiglio sto leggendo il libro, che mi ha rapita. Non sono di Roma, per cui aspetterò il 3 marzo! Nel frattempo sicuramente finirò il libro ! Grazie delle recensioni!!

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Figurati! Spero ti piaccia!

  • Anna Rita

    Adriano, mio figlio, aveva da pochissimo compiuto un anno, ed io dovevo partire per lavoro, lontano, una decina di giorni in Vietnam e Cambogia. Avevo preparato maniacalmente tutto, l’avevo abituato a dormire nel suo lettino, gradualmente avevo smesso di allattarlo, i miei erano a Roma per dare una mano a mio marito durante la mia assenza. Potevo essere serena, ed ero anche eccitata per quel viaggio nel magico Oriente che tanto mi affascina. Ma quel senso di colpa atavico che accompagna sempre noi mamme non mi lasciava, con tutte le preoccupazioni e le ansie legate al fatto che fosse la prima volta che lo lasciavo, andandomene cosi lontano. Arriva il giorno della partenza, la mia valigia rossa con cui il piccolo aveva giocato fino a 5 minuti prima era vicino alla porta, il taxi per l’areoporto stava per arrivare. Lui era in braccio al papà e io lo stavo salutando con grande emozione, parlando parlando parlando, dicendogli quanto lo amassi e che sarei tornata presto. In quel momento lui mi ha sorriso, mi ha preso la testa tra le sue manine e mi ha dato un lunghssimo bacio sulla bocca, lasciando me e mia marito ammutoliti. Era il primo bacio che mi dava, ed era il suo modo per dirmi di partire tranquilla, che lui sapeva benissimo quanto lo amavo e che mi avrebbe aspettato tranquillo a casa. Ecco, questo è il mio racconto, è successo un anno fa e nello scrivere continuo ad emozionarmi per quel momento bellissimo.

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Che momento intenso :)

  • Serena D’Andria

    Ricordo un episodio che mi ha messa duramente alla prova perché è stato il momento esatto in cui ho realizzato cosa vuol dire essere mamma, cosa vuol dire provare quel mix di preoccupazione costante, senso di colpa galoppante e gioia infinita. Martina aveva 2 anni e mezzo e Chiara la sua sorellina solo 2 mesi ed era allattata al seno. Un amichetto e la sua mamma ci portarono gentilmente la gastroenterite in casa… Ricordo che “la grande” ha iniziato a vomitare, una due dieci volte, non smetteva, era pericolosamente disidratata e dopo una notte insonne passata tra una vomitata della grande e una poppata della piccola alle 5 e mezzo del mattino ci mettiamo tutti in macchina per andare al Bambin Gesù… Mio marito già nel tragitto mi comunica la felice notizia “sai amore, inizio ad avere un po’ di nausea anche io!” Ok, allertiamo i nonni (a Taranto) che per fortuna in sei ore arrivano a dare manforte e la babysitter che dopo esser stata supplicata in tutte le lingue di venire in ospedale appena sveglia si precipita. Chiara non poteva entrare in ospedale e la sala d’aspetto non era proprio il posto adatto a una neonata sana, tosse febbre e vomiti ovunque… Perciò appena arriva la babysitter la allatto e gliela consegno chiedendole di farla passeggiare all’aperto nonostante il gelo delle 7 del mattino di dicembre. La grande entra, mio marito inizia a vomitare e viene allontanato senza essere curato perché adulto, perciò si mette in auto e torna a casa lasciandomi là, con una cucciola con flebo al braccio e una al freddo fuori da allattare. Sistemano Martina in reparto e ogni tre ore i pianti strazianti ininterrotti di lei che non si rassegnava a stare con la babysitter, non si capacitava del perché la sua mamma la dovesse lasciare là impaurita in mezzo a medici e infermieri per il cambio con la tata. Per fortuna hanno avuto pietà di me e dopo 16 ore ci hanno mandati a casa risparmiandoci la notte là. In quel reparto ho visto di tutto e ricordo un pensiero costante “non piangere, non piangere, ringrazia il cielo che tua figlia ha solo una stupida gastroenterite…”
    Ovviamente 4 giorni dopo l’ho avuta io e la mia unica preoccupazione era di non perdere il latte e non far mancare il nutrimento alla piccolina, che grazie ad esso l’ha scampata bella :) viva il latte materno!!!

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Oh nooo :( Argh, la gastroenterite è un incubo, una volta siamo stati malati nella stessa casa nipotino, io e mia mamma… Viola unica salva per qualche ragione! :DDD Solidarietà!

  • Maddalena

    Sono mamma da 21 giorni e mi rendo conto ogni giorno di più quanto ogni mia decisione impatti sulla vita di un’altra piccola, importantissima, amatissima persona. Dallo scegliere se dare o meno una medicina al decidere se portarlo fuori per una passeggiata anche se tira vento e fa un po’ freddo. Qualcosa che dà le vertigini e causa sentimenti a volte contrastanti. Ma dio se è un’emozione indescrivibile

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      <3

  • Laura DS

    Per me e’ difficile scegliere solo un momento da condividere…. in 4 anni vissuti così intensamente insieme a mio figlio, che mi fa riscoprire tutto come se fosse la prima volta anche per me. Ma voglio raccontare un momento semplice, dolce e positivo.
    Chiara io e te abbiamo la stessa eta’, e come tutte le trentenni sai per noi quanto siano stati importanti i cartoni giapponesi nella nostra infanzia.
    Beh un pomeriggio , in un momento di noia, ho cominciato a vedere con mio figlio le vecchie sigle dei cartoni animati. A lui sono piaciute tanto, abbiamo iniziato a cantare insieme, a ballare, e vi giuro, che mi sentivo di nuovo bambina con lui. A un certo punto mi sono quasi venute le lacrime agli occhi, a condividere con lui un pezzetto della magia della mia infanzia, sul suo stesso piano, pazza d’amore e grata a lui per aver accettato e ascoltato le mie storie, le mie canzoni.
    E’ un momento banale, ma in fondo la nostra vita e’ fatta di tanti piccoli momenti banali che dobbiamo noi rendere speciali no?

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Ma lo sai che io ho cercato online le serie del passato tipo Georgie, Creamy, e ne abbiamo visto anche noi qualche pezzetto insieme? E’ stato dolcissimo.

  • Grazia

    Quando ho tolto le rotelle alla sua bici con l’assoluta certezza che ce l’avrebbe fatta, con lui e mio suocero che mi guardavano dubbiosi e poi io che le tengo il sellino, le faccio fare la salita sul prato e poi la lascio andare e lei che pedala dritta, in equilibrio, da sola e va…

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Che bello… nel mio caso lo ha fatto mio papà e credo sia stato un bellissimo momento nonno-nipotina!

  • LadyCooman

    Io non sono ancora dalla parte della mamma, sono ancora una figlia ma spero che il mio commento vada bene comunque. Dopo il tuo post ho letto il libro tutto di un fiato, mi è piaciuto molto e il trailer del film è ancora più emozionante. I miei genitori non hanno fatto nulla di spettacolare, ma ci sono stati sempre, giorno dopo giorno e questa è la cosa più importante, hanno riempito la casa di libri, hanno giocato per ore con me, mi hanno insegnato ad andare in bicicletta e a credere in me stessa e che essere un po’ diversi è una cosa positiva. Non avrei voluto niente di meglio.
    Grazie per l’opportunità.

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Grazie a te!

  • LadyCooman

    Ciao, avevo già scritto un commento ma non lo vedo tra quelli pubblicati, quindi lo riscrivo in caso fosse andato perso. Non ho ancora avuto un esperienza come mamma ma solo come figlia, spero vada bene comunque. Ho letto il libro tutto di un fiato, dopo che lo avevi consigliato tu e il trailer del film è stato molto emozionante, sono curiosa di vedere i cambiamenti. ( L’aggiunta del pezzo con il cagnolino, mi è piaciuta molto). I miei genitori non hanno fatto niente di eclatante, ma mi sono stati vicino ogni giorno e questo è la cosa più importante, ci sono sempre stati quando ho avuto bisogno, hanno riempito la casa di libri, e giocato per ore con me, mi hanno insegnato ad andare in bici, a ragionare sempre con la mia testa e che essere diversi va benissimo. Non cambierei niente.
    In ogni caso andrò a vedere questo film con la mia mamma :)

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      E’ molto bello, vedrai…

    • Chiara Visconti

      Credo che i tuoi genitori, nonostante tu dica che non abbiano fatto ‘niente di eclatante’, hanno fatto proprio quello che dovrebbero fare i genitori: esserci. :-)

      • http://libriepopcorn.blogspot.it/ LadyCooman

        Si, appunto come dicevo dopo è esserci tutti i giorni e poter contare sempre gli uni per gli altri la cosa più importante. <3

  • Laulips

    Ho letto questo libro in circa sei ore, nascondendomi ovunque appena potevo. Ho misurato la cucina, e Muro sarebbe stato tra il frigo e il lavello. Ho pensato a quando vorrei spegnermi per un giorno e non sentire nessuno, e mi ha dilaniata la vergogna.
    Room è un ceffone, uno sbrano, e infine un balsamo.

    • http://www.machedavvero.it/ Chiara

      Anche a me è piaciuto tantissimo, e sono felice che il film ne incarni davvero lo spirito. Tante volte gli adattamenti sono deludenti: non questo.

  • http://www.machedavvero.it/ Chiara

    Un bellissimo ricordo, mela. Grazie di averlo condiviso!

  • http://www.machedavvero.it/ Chiara

    Che bellissima cosa che hai fatto per il tuo compagno. Davvero, sono molto colpita. Sono felice che la tua brutta esperienza sia finita nel migliore dei modi, un abbraccio!

  • http://www.machedavvero.it/ Chiara

    Che bello *__*

  • http://www.machedavvero.it/ Chiara

    Che bellezza….

  • http://www.handby.it Sara

    Voglio leggere il libro. Non credo che riuscirei a vedere il film. Nella lettura ho maggior tempo per metabolizzare :) Quindi farò a breve l’ordine su Amazon 😀 Grazie!

  • Giulia Bracaglia

    Leggendo i commenti e la recensione, mi è venuta una curiosità infinita e non vedo l’ora di andare a vedere questo così acclamato film!!!

  • http://www.talemadretalefiglia.net Talemadretalefiglia

    Ciao Chiara, grazie ancora per la bellissima esperienza che hai fatto vivere ad alcune di noi. Inutile dire che il film è stupendo, a metà proeizione già ero in mood fontanella rotta. Pensare che è tratto da una storia vera è sconvolgente, ma ancora di più lo è il magico rapporto che Mà è riuscita ad insaturare con suo figlio facendolo crescere sereno e quanto pià vicino ai suoi coetanei giocando con la fantasia e
    creando per lui e con lui un intero universo in una stanza, Room appunto. Per il resto un breve racconto quì http://talemadretalefiglia.net/2016/03/01/room-con-il-premio-oscar-brie-larson/