3 cose da imparare da 3 donne delle serie tv

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Non sono solo i libri a regalarci personaggi memorabili, a farci sognare ed emozionare con loro. Sono anche le serie tv, porca miseria. Quelle che ti fanno fare le 3 di notte perché l’episodio successivo è lì e NON PUOI non guardarlo. Quelle che quando finisce la stagione ti senti orfana e quando finisce la serie non sai più cosa fare della tua vita (mi è successo con The Killing). Quelle che rappresentano gli esempi di sceneggiatura migliori degli ultimi anni – certamente migliori della stragrande maggioranza dei film al cinema, sorry.

In questo universo di storie tanto intense da sembrarci vere, sono spesso i personaggi femminili a spiccare. Per fortuna con le serie tv il famoso Test di Bechdel è sempre positivo e le donne hanno ampio spazio per esprimersi e dire qualcosa di determinante.

Vi presento tre personaggi femminili meravigliosi, che interagiscono con altri personaggi femminili incredibilmente intensi e parlano di politica, di vita quotidiana, di guerra. Tre personaggi costruiti e recitati divinamente, che catturano dalla prima apparizione e che restano in qualche modo dentro di noi, perché ognuno di essi ha una lezione da insegnare.

claireunderwood

Claire Underwood: lo stile

House of Cards, Netflix
Tailleur impeccabili, così su misura che aderiscono alle curve del corpo senza fare una piega di troppo, così decisi nei loro colori da essere una dichiarazione prima ancora che un abito. Camice candide che sfiorano la pelle, serie e sexy al tempo stesso, gonne che fasciano i fianchi e scendono dritte fino al ginocchio. Décolleté dalle forme appuntite e dai tacchi sottili, crudeli. Claire è eterea e perfetta. E’ la donna che gli uomini temono, rispettano – e forse talvolta hanno anche il coraggio di desiderare – e che le donne possono detestare o ambire ad essere, più spesso entrambe le opzioni. La donna senza imperfezioni percepibili ma con un carico di fragilità nascoste nelle lievi incertezze di gesti misurati. ‘Moglie di’ solo in apparenza, segretamente dominante.  Il suo non è soltanto uno stile estetico, è classe nei comportamenti, nei sentimenti e nelle reazioni. E’ la manifestazione più bella della crudeltà e della determinazione femminile e l’incarnazione dell’egocentrismo di estremo buon gusto. La sua consapevolezza di poter essere in controllo non si traduce mai in aggressività o arroganza: è una parola al momento giusto, è lo sguardo che cambia il senso di una conversazione, è un singolo gesto, silente e definitivo. La classe di Claire Underwood è quella di chi non ha bisogno di alzare la voce per farsi sentire, agitarsi per farsi vedere né soprattutto avere l’approvazione degli altri per prendersi elegantemente ciò che vuole.

“è una parola al momento giusto, è lo sguardo che cambia il senso di una conversazione, è un singolo gesto, silente e definitivo.”

 

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Kimmy Shmidt: l’autodeterminazione

The Unbreakable Kimmy Shmidt, Netflix
La vita non è stata proprio generosa con Kimmy, rapita da adolescente dal capo di una setta che credeva nella fine del mondo e tenuta segregata per anni in un bunker sottoterra. Dopo un inizio del genere mi sarei aspettata una serie complessa e psicologicamente impegnativa, invece Kimmy esce fuori dal bunker e pensa ‘fanculo, finalmente sono libera e adesso voglio godermi la vita e fare tutte le esperienze che posso’. E’ meraviglioso come questa serie rinneghi completamente il cliché della vittima che si autocommisera e presenti invece una persona ottimista e determinata che sceglie di non lasciare che le difficoltà del passato influenzino il presente. E’ un po’ come se pensasse ‘la mia dose di vita di merda l’ho avuta, ora anche basta: si gioca secondo le mie regole’.  E’ un inno al superare i traumi e al non lasciare che le esperienze che abbiamo subìto ci definiscano: siamo noi a poterlo e doverlo fare. Ho adorato e divorato la prima serie, rotolando dal ridere come una scema da sola, davanti all’iPad. Titus e Peeno Noir ormai sono un cult assoluto. *Peenoooooo noir* (qui anche la versione strepitosa del cast di OITNB con una Vause da strapparsi le mutande).

“la mia dose di vita di merda l’ho avuta, ora anche basta: si gioca secondo le mie regole”

 

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Claire Fraser: il coraggio

Outlander, Amazon Prime
Come ho letto da qualche parte ‘ci sono donne forti, donne molto forti e poi c’è Claire Fraser’ (anche Beauchamp/Randall per essere precisi). Iniziamo col dire che Outlander è… HOT. Praticamente usa il sesso come Game of Thrones usa le decapitazioni: frequentemente e indugiando nei particolari. Detto questo, passiamo a Claire. Tanto per cominciare è una ex infermiera delle truppe inglesi, una che le palle ce le ha già quadrate di suo. Quando poi viene catapultata indietro nel tempo, nella Scozia degli Highlander in lotta per l’indipendenza, il suo pane quotidiano diventano violenza, natura ostile, tentati stupri, accuse di stregoneria e altre delizie post medievali. Un sogno. Qui non assistiamo però all’evoluzione di una donna debole che deve farsi forza, ma ad una donna forte che diventa d’acciaio. Alcune ragioni per le quali adoro Claire. Primo: è preparata e sa quello che fa. Cuce ferite da spada come fossero ricamino al punto croce perché è quello che ha scelto di studiare e poi fatto per anni. Quando le danno in mano un pugnale per la prima volta non resta lì tenendolo in mano con insicurezza da principiante, ma si fa spiegare come usarlo. E lo usa. Quando a disposizione ha solo erbe e nessuna medicina, se le studia. Non è una che si improvvisa, è una che si prepara. Secondo: Claire on si lamenta, fa. Non indietreggia, avanza anche se questo vuol dire esporsi a situazioni di rischio. Non si piange addosso, cerca soluzioni. Terzo: si fa rispettare. Conosce perfettamente i limiti oltre i quali non vuole andare, e non permette a nessuno di oltrepassarli. Non ha paura di imporre agli altri il livello di rispetto che vuole per sé stessa, e per questo lo ottiene.

“Non ha paura di imporre agli altri il livello di rispetto che vuole per sé stessa, e per questo lo ottiene.”

Ora però vorrei chiedere a voi: qual è il vostro personaggio femminile di telefilm preferito? E cosa vi ha insegnato? Su Twitter mi avete già dato qualche indizio e nominato Meredith Grey, Alicia Florrick, Lorelei Gilmore, Miranda Hobbes e altre… ma voglio parlarne con voi!

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