Le vite che vedo

Life · · 25 commenti

Sono seduta sulla sedia bianca al tavolo bianco che non ho scelto io altrimenti altro che lacca bianca, sarei andata di legno consumato. Sì, avrei scelto un tavolo con una storia, che era qualcos’altro, che porta tracce, che si può vivere e toccare e forse anche un po’ graffiare.

Riutilizzo, vintage, shabby chic, kintsuguchi – quella cosa giapponese di riempire d’oro le fratture degli oggetti rotti che ultimamente tutti amano citare perché è proprio un bel concetto – ultimamente si dà valore estetico a quello che è rovinato, rotto, consumato. Come noi, insomma. O forse non ‘noi’ inteso come tutti.

Da quanto uso Snapchat miè chiarissima la differenza come vivo io e come vivono gli altri. Essendo meno costruito di altri social mostra di più, e in tempo reale. Ci sono persone che riescono ad usarlo da quando si svegliano a quando vanno a dormire, ogni giorno. E sorridono, ogni giorno. O comunque hanno un umore e una stabilità emotiva tale da consentire loro di prendere un cellulare e raccontare cosa stanno facendo.

Sono felice per loro. Davvero, sono felice che sappiano viversi la vita in quel modo e godere delle piccole cose come delle frivolezze. E’ un dono. O forse è la normalità che mi manca.

La mia vita è una tale altalena di sentimenti estremi, fortissimi e spesso distruttivi che a l’idea di immortalarli mi disgusta. Vorrei invece avere la serenità per farlo invece, vorrei tanto.
Vedo vite diverse: vite familiari, vite di single, vite di giovani coppie, e mi fanno pensare che allora si può vivere in modo sereno, senza la sensazione che il cuore ti scoppi da un momento all’altro e che tu stia facendo danni irreparabili ogni passo che compi.

Si può vivere senza portarsi dietro quella netta sensazione di star preparando la propria catastrofe, e di star vivendo la vita sbagliata.

Si può vivere senza una voce di sottofondo che dice ‘stai sbagliando tutto’. E state a sentire bene: non c’è niente di glorioso, o di tormentato, o di romantico in questo. E’ solo una merda vivere così.

Si può.

Si può essere sereni. Si può vivere una vita che si sente propria. Si possono avere amici che ti vogliono realmente bene e che stimi, e fare delle cose con loro. Si può vivere la giornata come una sequenza di momenti, belli e  meno belli, facili e meno facili, e affrontarli con lo stesso sorriso e la stessa calma.

Sono felice per loro.

A volte penso di non essere proprio tagliata per questo lavoro, come per un sacco di altre cose.

 

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