Mettere insieme un pezzo per volta

Life · · 23 commenti

Ho perso, col tempo, la tendenza a pensare che vada fatto ‘tutto insieme’. Il tutto insieme è gigantesco, impossibile.

Pensate a quanto sia spaventoso pensare una cosa come ‘voglio correre 15 km’ e quanto invece sia assolutamente fattibile pensare ‘voglio correre 5 minuti in più ogni giorno’. O ‘voglio scrivere un romanzo’ e invece pensare ‘voglio scrivere una pagina’.

Stanno succedendo un sacco di cose e sto provando a prenderle un passo alla volta, per quanto vorrei invece avere tutto e subito – se siete anche voi tipi un po’ ansiosi da ‘se non succede tutto immediatamente non succederà mai’, ci capiamo.

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Quello che faccio è questo: fermarmi un attimo a cambiare prospettiva e capire che ogni distanza si copre un passo alla volta, e intanto cerco di fare cose belle e che mi/ci rendono felici. Queste foto ad esempio sono di Domenica scorsa: una giornata di sole, un brunch, il mercato dei fiori di Columbia Road.

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Ho smesso di contare sulle persone che non ci sono.

Stare lontana da chi ti fa sentire come se fosse faticoso volerti e volerti bene è una liberazione – nelle relazioni, nelle amicizie.

‘I’m tired of trying to win over people’s heart’ come direbbe Claire Underwood.

Indosso vestaglie bellissime come quella di Verry Kerry o quella anni 70 presa al negozio vintage, ma la mattina resto impresentabile e stanchissima.

Vado in palestra, a volte a correre ma cerco di perdere il fiato anche per le piccole cose. Tengo il diario della gratitudine e leggo libri bellissimi e motivazionali, la fatica è ogni giorno scoprire di essere fortunata sotto strati di rogne e pensieri neri ma è l’unica fatica che valga la pena di fare.

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Non mi hanno presa per un lavoro che avrei voluto fare tantissimo, mi hanno presa per uno più bello ma che avrei voluto fare meno.

Ho appeso una tenda trasparente sul letto di Viola che lo fa sembrare da principessa, forse lo avete visto su Snapchat.

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Bevo caffè e mangio cioccolata fondente, mentre la primavera si avvicina e Londra si illumina.

 

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Commenti

  • the_shadow

    Coraggio, non sei sola. Un giorno dopo aver firmato un contratto di lavoro a Milano, città che non conosco e non mi attira, ma lavoro ottimo, buono stipendio, posto fisso, mi arriva una proposta di 3 anni dall’Australia, che era quello che sognavo da quando ero in grado di camminare. Il tempismo di questa cosa mi ha fatto venire voglia di cancellare la mia vita con una gomma, o più poeticamente di lanciarmi nel cesso e tirare lo sciacquone, altro che diario della gratitudine. Però quello è il punto, cercare di vedere il bello in quello che abbiamo qui e ora, senza tuttavia smettere di ambire al sogno, quello con la S maiuscola.

    • sara

      e il problema dove sta??? Non puoi uscire dal contratto che hai firmato?

    • Già. Ma sorge spontanea una domanda: perché non hai rinunciato al contratto?

      • the_shadow

        E’ quello che mi sono detta anche io…e sono stata tentata di farlo. Ma avevo preso un impegno, versato soldi (tanti) per una casa, mi avevano addirittura già dato le business cards. Ho trovato dei datori di lavoro fantastici, di quelli che vedono gli impiegati come una risorsa e non come un peso. Avrei dovuto mollarli su due piedi dopo che mi avevano fatto capire che non importa se ho una bambina di 6 mesi, posso lavorare da casa con i miei tempi e se devo viaggiare posso portarla con me…Avrei perso la faccia e sarei passata per una persona poco seria, e non me la sono sentita. Posso solo lavorare sodo perchè mi si ripresenti un’altra occasione.

        • Daniela

          the_shadow ti capisco, secondo me hai fatto benissimo, e fai bene anche a non smettere di ambire al sogno. Non so quanto tempo fa sia successo e se ti sei già trasferita: se ancora no, ti assicuro che in realtà Milano è meravigliosa e variegata, molto più complessa dell’immagine che spesso se ne ha di fuori. Buona fortuna e buona vita, in ogni caso! 😉

          • the_shadow

            Mi sono trasferita un giorno prima che mi arrivasse quell’altra email. Che dire, spero di non pentirmene e che tu abbia ragione.

        • naive

          eh no vabbe’ se ti hanno anche dato le business cards, come fai a voltargli la schiena??

  • ma che meraviglia, Chiara… anche io ultimamente mi sono imposta di pensare come te, perchè ho talmente tante cose da fare che, se le penso tutte assieme, mi viene davvero il panico… e quindi le penso giorno dopo giorno.. al mattino mi chiedo: cosa farò oggi? e la sera mi chiedo: cosa ho fatto oggi? ..mi rendo sempre conto di aver fatto bene, o abbastanza bene, ogni giorno! un piccolo pezzetto al giorno!
    sarà una frase fatta però a pensarci bene è proprio vero che il mare è fatto di tante gocce!

  • Vanja

    Ciao Chiara,
    ti capisco e anche io sono una persona piuttosto ansiosa che se non vede il risultato si affligge, ma ci sto lavorando tanto e con discreti risultati.
    Su tua ispirazione sto tenendo il gratitude book e mi sento molto più felice e fortunata, a volte basta solo ricordarsi le cose belle che si hanno!
    Potresti suggerirmi qualche libro motivazionale?
    Grazie mille! 🙂
    Vanja

    • Ciao Vanja, bellissimi che ho appena letto:
      Big Magic di Elizabeth Gilbert
      Dire, Fare, Ringraziare di Assunta Corbo

  • Angela Deva

    come ti capisco, lo vivo anche io tutti i giorni…Sei grande Chiara. Continua così! 🙂

    • Grazie Angela 🙂 si va avanti per tentativi, come sempre…

  • natascia

    Si ti capisco… un piccolo passo alla volta, perchè sennò sembra che tutto ti travolga e ho paura perfino di raggiungere quello che voglio, un’ansia! Sei davvero di ispirazione. Bellissime le foto !! Piene di colore e di sole 😀 Mi piace moltissimo l’abbinata minigonna e giacca/golfino, stai proprio bene. Ps: gratitudine journal iniziato!

  • Alessandra Pellizzato

    Godere delle piccole cose… hai ragione!❤

  • Bee_

    5 minuti in più di corsa al giorno sono tantissimissimi per me! ??. Good luck per tutti i nuovi progetti Chiara! E speriamo la primavera si faccia vedere per davvero anche qui che sono stanca del cappotto.. ?

  • k.

    anche io sono interessata ai libri motivazionali, quali consigli?

  • elleanna

    Mi sembri tanto triste negli ultimi posts. Qualsiasi cosa sia, spero passi.

  • Silvia

    Chiara grazie delle tue parole e di condividere i tuoi pensieri e la tua vita ….
    Sei fantastica
    Ti seguo da tanto e mi hai aiutato tantissimo ad uscire da un periodo “buio” della mia vita
    Grazie?☀️
    Silvia

  • S.

    Posso dire una cosa?Mi piace l’idea del libro della gratitudine ma quando lo scrivete a chi siete grate?Chi state ringraziando per quello che avete?mi sembra infatti che sia molto bello il rendersi conto delle cose belle che ci accadono ma è come se mancasse un passaggio più profondo che appunto faccia chiedere perché ho avuto queste cose belle…non so se mi sono spiegata bene

  • Anna

    Cara Chiara,
    è da tempo che avrei voluto lasciare un commento a uno dei tuoi post, ma la frenesia quotidiana a volte diventa un’alibi anche solo per scrivere un pensiero, per dire “grazie” e, peggio, per godere di quella felicità in cui viviamo immersi, ma che non riusciamo quasi mai a vedere.
    Beh, io stasera il mio commento te lo lascio. Sono un po’ stanca, sto scrivendo direttamente “in bella” e magari farò qualche refuso o qualche errore di ortografia, ma non importa, so che lo apprezzerai comunque. Non si può aspettare che sia sempre tutto perfetto, le cose vanno fatte succedere, altrimenti si corre il rischio di vivere in un rassicurante immobilismo.
    Ho 35 anni, vivo a Roma, sono moglie e madre di una bimba di due anni e mezzo. Lo scorso febbraio ho lasciato il mio lavoro, un posto fisso a tempo indeterminato. Non mi soddisfaceva più, non mi aiutava più a stare in equilibrio con me stessa e Loro, i mie cari. E’ stata una scelta ponderata, studiata, non poco sofferta.Ma ho scelto, punto. Ho scelto di non lamentarmi più, ho scelto di reagire.Ho scelto di cambiare, di costruirmi una nuova opportunità professionale, ho scelto quantomeno di provarci a costruirla questa opportunità. Sto trascorrendo del tempo migliore insieme a mia figlia, non di più rispetto a prima, ma migliore come qualità e intensità della relazione.
    Sto lavorando con attenzione alla stesura del mio progetto professionale. Ho frequentato un workshop sulla felicità. Sto riscoprendo lati della mia personalità che erano nascosti da tempo e conoscendone di nuovi. Mi sto dedicando di più e meglio a mio marito, al nostro rapporto, alla nostra famiglia.Sto coltivando nuove amicizie e ravvivando quelle consolidate. Sto facendo cose nuove che non avevo mai fatto. Sto capendo che per i progetti importanti serve tempo e il bello è che non so quanto.
    Sto andando costantemente in palestra. Sto imparando a chiedere aiuto quando mi rendo contro che da sola non ce la faccio.
    Leggo,leggo molto. Ho letto il tuo romanzo “da qualche parte nel mondo”, ho letto ricerche scientifiche sull’alimentazione, libri motivazionali, romanzi, classici della letteratura. Ho letto un libro sull’importanza dell’intestino! Carinissimo e utile ad ogni donna.
    Quando leggo? Di sera, con Giulia accanto e appena posso. Sto imparando a vivermi il mio tempo, di mamma, di moglie, di donna.
    Sto imparando a dire più “grazie” a mio marito, a mia figlia, a mie fratelli, a mie genitori, ai miei amici. Dico grazie anche a te che con il tuo blog riesci a farmi capire che essere forti e determinate aiuta, ma ancora di più aiuta saper apprezzare il proprio quotidiano e volersi bene per come si è.

    Ah, dimenticavo, ho imparato a dire “Grazie” a me stessa.

    Ciao,
    Anna

  • Hai proprio ragione, Chiara. Mettere insieme un pezzo per volta è l’unica soluzione. Voler fare tutto insieme ci rende solo perennemente insoddisfatti. Lo sto imparando sulla mia pelle, soprattutto ora che sono mamma. Fare poche cose ma buone. Un bacio!