Provate la routine: è letale.

Life · · 25 commenti
Machedavvero.it - a weekend in East London, Columbia Road Flower Market, street art and family life

A un certo punto della mia vita da ragazzina, quando le cose andavano male, il weekend era un non-luogo dove si lasciava che la stanchezza della settimana diventasse l’alibi perfetto per lasciar passare il tempo. Si stava nella penombra, mentre fuori c’era ancora luce ma dentro non più. Con la faccia illuminata dalla luce della tv e le porte chiuse. Qualcuno dormiva tutto il tempo cullato dal rumore della Formula Uno o del calcio, svegliandosi stropicciato e gonfio poco prima dell’ora di cena. La Domenica era una giornata da detestare e non vivere, o dove adempiere supposti ‘doveri’: il pranzo dai parenti. La messa. La passeggiata.

Era il giorno in cui più di tutti mi disconnettevo dal mondo e cercavo rifugio nel mio. Per me, era il giorno della musica e dei disegni a porte chiuse.

Il giorno delle persone che sarei stata. Delle cose che, un giorno, avrei fatto.

Crescendo ho sviluppato un fastidio assoluto per il rumore della partita e della formula uno, e per chi si addormenta sul divano. Non che ci sia nulla di male, è solo che per me è la quintessenza del non vivere, del subire il tempo senza prenderlo per le redini e osare guidarlo in un posto che ci piace. Comprendo la stanchezza, ma non la passività – non perché io sia una persona particolarmente attiva ma perché, al contrario, rischierei di lasciarmi andare e non alzarmi più. Invece devo continuare a fare, a camminare, a muovermi.

A volte la vita in famiglia diventa questo: un alibi per smettere di cercare il nuovo. Si va dove è comodo. Si fanno cose nella media. Ci si lascia condurre dal binario.

I primi anni di Viola, quando vivevamo ancora a Roma, ero terrorizzata dallo squillo del telefono di casa a inizio settimana: era una o l’altra nonna, che ci invitava a pranzo la Domenica. Chiamavano a inizio settimana per paura che l’altra chiamasse prima. La Domenica si risolveva in: ore di traffico, ore di pranzo seduti a tavola, ore di attesa dopo pranzo perché qualcuno accendeva la tv allora si doveva vedere qualcosa. La stracazzo di partita o di formula uno. Il film per Viola. Il film per tutti perché ‘siamo stanchi e dopo pranzo ti viene sonno’. Di nuovo, ero l’unica che scalpitava per fare qualcosa mentre la gente, nella penombra, si assopiva.

Ci sono tanti lati negativi dell’abitare lontano dalla famiglia e per Viola lontano dai nonni, ma uno positivo è che ci siamo riappropriati del nostro tempo e dei nostri spazi. L’unica cosa che resta da fare è gestirli al meglio, fare cose che ci rendono felici. E invece, essendo sposata con un fan del divano + calcio + sonno (con l’intrinseca presunzione sessista ‘con la bambina ci gioca la mamma’ che no, forse non hai capito con chi sei sposato), mi trovo a dover faticare tantissimo per tirare fuori da questi weekend dei giorni belli. Ma lo faccio.Machedavvero.it - a weekend in East London, Columbia Road Flower Market, street art and family life

La buona notizia: si può fare. Si può immaginare esattamente il modo in cui vorremmo trascorrere un weekend e realizzarlo.

Nel weekend mi piace: andare in parti della città dove non vado tutti i giorni. E Londra è un infinito playground, e ogni settimana c’è qualcosa di nuovo.

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Nel weekend mi piace: fare un brunch fuori. Adoro sedermi e ordinare un cappuccino di latte di mandorla, un bellini o un succo, uova in camicia su pane nero e avocado.

IMG_3514Machedavvero.it - a weekend in East London, Columbia Road Flower Market, street art and family life

Nel weekend mi piace: esplorare. Cosa c’è oggi? C’è un mercatino, una mostra, un evento? Mi piace camminare finché i piedi non fanno male, perché ho tutta la settimana per stare seduta ad una scrivania.

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Nel weekend mi piace: vedere amici. Se possono, che qua sono sempre tutti impegnati. Anche a Viola piace da morire uscire con ‘le mie amiche grandi’ quindi posso portarmela in giro per brunch e pranzi senza che si annoi.IMG_3401Machedavvero.it - a weekend in East London, Columbia Road Flower Market, street art and family life

Nel weekend mi piace: uscire. Per anni (anni) non siamo usciti perché non avevamo la tata. Non l’abbiamo nemmeno ora, ma per fortuna ogni tanto una ragazza molto carina può venire a tenere Viola la sera, e OSO organizzare un’uscita (io, perché se aspetto lui addio). Qui per esempio siamo andati al secret bar anni 40 che vi racconterò presto.

IMG_3503Machedavvero.it - a weekend in East London, Columbia Road Flower Market, street art and family life

Nel weekend mi piace: fare quello che mi rende felice.

Non fatevi ingannare da parenti, mariti e doveri: è a QUESTO che serve il weekend.

Commenti

  • diomio, addirittura a inizio settimana chiamavano?? io sono riuscita ad allungare perlomeno le “uscite” verso casa dei miei facendone due al mese, ma la routine è dura da debellare. mio marito per fortuna non si piazza davanti alla tv ma è comunque incollato al computer…io ora che è primavera e la bimba non va all’asilo esco con lei al parco, ma sto aspettando che diventi una signorina come la tua Viola per fare delle belle uscite…unica pecca è che io mi sono disinnamorata di Milano, non è proprio come Londra… 🙁

  • lens & anything else

    amen. partite e formula uno, quando la finiremo con ‘sta noia?!?!

  • Daniela NewbieMom Trefiletti

    Io odio uscire la domenica a Roma, file interminabili per i musei e parchi infestati da bambini urlanti! Di solito passiamo le domeniche con amici che hanno una casa al lago oppure andiamo al mare, ma spesso mi ritrovo a dover fare i mestieri che non riesco a fare durante la settimana -_- ho la fortuna di stare a casa tre pomeriggi a settimana e li dedico tutti a mia figlia, portandola in posti nuovi e godendoci la pace della solitudine! La differenza di andare al Bioparco il martedì pomeriggio piuttosto che il sabato e la domenica è abissale!

  • gynepraio

    Ciao Chiara, il ricordo di quelle domeniche polverose e asfittiche, passate in casa a non fare nulla ancora mi fa venire l’ansia. Sommato a quella pigrizia “indotta”, lo spettro di libri da studiare e una settimana demmerda da iniziare. Ora, vedendo cosa è diventata la domenica da quando a) ho cominciato a lavorare e b) me ne sono andata di casa non capisco come abbia potuto gettare via tutti quei giorni preziosi.

  • I viaggi di Monique

    Le stesse domeniche che vivevo da bambina anche io e che a volte capitano ancora adesso, anche xchè poi la vita di provincia è così noiosa che il divano diventa allettante rispetto alla noia e calma assoluta che c’è fuori. E così ho passato, e a volte trascorro ancora, giornate così, lente, pigre, dove sogno cosa vorrei essere e fare anzichè fare, andare, anche da sola se proprio lui vuole starsene davanti alla tv (playstation, calcio, etc). Ora ho complice la mamma, e a lei dedico le mie domeniche molto spesso. Non solo xchè è sola, ma xchè mi piace condividere tempo prezioso e giornate tra shopping, pranzi e passeggiate con lei, che ha condiviso anni forzati di divano e lunghi pranzi con i parenti 😉 Grazie Chiara, come sempre per questi tuoi pensieri che mi fanno fare un tuffo nel passato. Buon tutto a te!

  • Shireen

    Mentre il mio stallone da monta gioca all’xbox one, io disegno o scrivo. Lavoriamo tutti e due un sacco, quindi direi che, soprattutto nei mesi freddi, questa e’ una domenica ideale.

  • serve sempre essere felici
    io ho aspettative altissime riguardo al weekend, li aspetto sempre con grandissima ansia, e con la voglia matta e disperatissima che qualcosa accada, che succeda un fatto differente che possa cambiare il colore delle cose che mi stanno intorno…
    a Londra penso sia più facile, senza figli penso sia meno complicato… una cosa mia, una tua
    [però farei a cambio]

  • Alice

    Da bambina non c’era domenica che trascorressimo a casa e io, scarrozzata qua e la’, sognavo tranquilli weekend casalinghi a giocare con le amiche del cortile! Ora, che ho superato i trenta, capisco il valore di crescere “zingara” e mi ritrovo con la smania di organizzare sabati e domeniche, trascinando ovviamente chi sta con me!! Mi consola sapere che non sono la sola “Tour Operator Coniugale” e che, grazie a questa innata passione (suona meglio di..ansia!) ci salviamo settimanalmente dal divenire parte integrante del divano di casa!!Chiara ..avanti così!!
    ALICE

  • Alessandra Pellizzato

    Bellissime foto: hai un occhio favoloso x gli scatti!!!
    Io per anni ho avuto il tuo stesso problema: il mio lui attaccato alla playstation x i due giorni del week end, a serrande chiuse per non aver nemmeno il riflesso della luce del sole a disturbare il gioco, e io chiusa in casa a struggermi! Che noia, che estati sprecate!
    Ho miracolosamente risolto adottando due cagnolini; per far fare belle passeggiate ai nostri due pelosetti abbiamo visitato tutti i parchi e giardini della regione! BELLISSIMO! !!!!!!!
    MORALE: trovare una attività all’aperto che piaccia ad entrambi è la miglior fortuna ?

  • k.

    anche io ho il chiaro ricordo del sottofondo di formula uno o commento delle partite la domenica pomeriggio. però la domenica pomeriggio io me la spassavo a casa a giocare, meglio che andare a fare due passi mentre i grandi parlavano/discutevano di cose barbosissime. Oggi chiaramente è diverso. Anche da noi il mio Lui sembra estasiato all’idea di guardarsi un bel film/cartone dopo pranzo tutti insieme sul divano (orrore e risentimento). Però certe volte riesco/riusciamo a creare un pretesto per un’uscita, una gita, e tutto cambia. Come dice mia mamma e come ormai penso anche io, noi donne siamo il motore di tantissimo in una famiglia, siamo noi che inventiamo le ricette, ci procuriamo gli ingredienti, e li mischiamo, anche se poi non siamo avvezze a riconoscerci come delle executive chef. Poi però la torta se la gustano tutti. (scusate la metafora culinaria, ma è la prima che mi è venuta in mente). Ciao Chiara, buona settimana, a te, a me, e tutte quante noi che leggiamo questo blog.
    K.

  • Silvia Trevisan

    Spesso odio anch’io i giorni di festa sonnolenti, a volte invece li cerco e il divano della domenica pomeriggio con un family movie diventa allettante. Forse dipende da come è passata la settimana, se troppo frenetica o calma…comunque la passeggiata e scoprire cose e posti nuovi è sempre meglio. Preferisco insegnare uno spirito un po’ più avventuriero anche in queste piccole cose ai miei figli.

  • Chiaretta

    Come ti ho anticipato su FB, ho letto questo post ieri (25 aprile, tipo domenica) mentre ero sul divano dai miei suoceri a vedere la partita, dopo un pranzo a base di cannelloni e polpettone!
    Premettendo che per lo scorso week end avevamo in programma solo lavatrici e relax, poiché siamo tornati da una minivacanza mercoledì scorso, mi sono ritrovata molto in quel che scrivi.
    Secondo me è nel nostro DNA: gli uomini tendenzialmente pigri e tranquilli, noi donne più “smaniose” (passami il termine, anche se non lo amo) di scoprire, conoscere, vedere. Ho scoperto che è un classico che la donna pungoli l’uomo per uscire, scovare posticini nuovi, fare una gita fuori porta.
    Convivendo con un malato di A.S. Roma, ho lottato per non passare ogni domenica dai suoceri a vedere la partita. Ora siamo arrivati ad un buon compromesso: una domenica dai suoi, una dai miei (abitiamo distanti da entrambi) e due week end liberi tutti per noi!

  • Silvia

    È proprio così ! Invece di stare immobili ….agiamo!!! Bisogna cercarsi un po’ di felicità !!!!
    Grazie Chiara

  • celine

    ma va? sei sposata?

  • GG

    potrei averlo scritto io questo post.
    tranne che mio padre non guardava sport a casa perchè grazie al cielo se ne andava al bar, così noi potevamo fare altro.
    poi per me la domenica pomeriggio è arrivata la Discoteca, dava significato a tutta la settimana.
    però si, appena abbiamo potuto liberarci del pranzo domenicale dai nonni è cominciata l’Era della Domenica Vera
    GG

  • Anche se non ho figli (ancora), per quanto riguarda la domenica la penso come te. A dire il vero io sono una di quelle che da sempre pensa che per riposarsi e non fare una mazza c’è sempre tempo. Stare sdraiati sul divano (per un film, una partita, una gara, per poltrire) per me è tempo buttato via. Preferisco lo stadio alla TV, un prato al divano, tutto il resto ad una gara di Formula1. Ogni settimana passiamo le ore incollati ad una scrivania, dentro 4 mura, magari con gente che non ci piace. Abbiamo il sacrosanto diritto di fare ciò che più ci piace nei giorni liberi. Che se per qualcuno è poltrire, per qualcun’altro quello è uscire, vedere cose, provare posti. E io sono così!
    Un abbraccio!

  • Francesca

    Beh io (senza polemica davvero) sono dell’idea che uno fa la vita che vuole fare.
    Io odio stare chiusa in casa, l’ho sempre odiato, (a meno che proprio non stia grandinando), come ho sempre odiato i pranzi domenicali dai parenti, il calcio e gli uomini patiti per il calcio, difatti ho sempre evitato come la peste bubbonica gli uomini che la domenica si devono vedere la partita (poi ok una volta ogni tanto ci può stare per carità, ma non ogni domenica che Dio mette in terra), come ho sempre evitato i pranzi col parentame vario, a costo di passare per stronza agli occhi dei parenti, cosa di cui non me ne può fregar di meno, per me la vita è ben altro. Se la nonna telefona, beh, la mia risposta è semplicemente no grazie, abbiamo altri programmi, punto. Grazie al cielo possiamo essere padroni del nostro tempo!

  • Susanna

    Ti leggo da tanto ( praticamente dall’inizio) e proprio non credevo che fossi sposata.. non ci hai mai raccontato del tuo matrimonio o sbaglio?

  • Io invece ora un po’ le rimpiango quelle domeniche tra casa, messa, pranzo un po’ più lungo condito con un po’ di noia pomeridiana. All’epoca forse la pensavo come te, mi stavano strettine quelle domeniche, ma ora, ora che quasi tutti i protagonisti di quelle giornate familiari non ci sono più, ogni tanto mi piacerebbe rituffarmici e godermele di più, godermi quei sorrisi, quelle chiacchiere oziose, persino i battibecchi… è un senno di poi o solo una smelensggine da quarantenne in maternità… non so… Bella comunque la tua domenica, colorata e divertente, noi non abbiamo Londra con le sue infinite varietà, ma quando possiamo andiamo al mare e… respiriamo!

  • Alice

    post interessante!
    mi chiedo se 1. sia una cosa tipica degli uomini 2.solo degli uomini italiani/del Sud Europa 3. di tutte le coppie in generale (magari anche in una coppia di due donne gay, c’è quella spaparanzata sul divano e l’altra proattiva?!) 4. perché le nonne italiane sono nipote-centriche, non hanno un @#[ da fare nei w-end?!

  • Maria

    Boh, io credo che anche l’estremo opposto, ossia temere la monotonia, dover uscire a tutti i costi, farsi venire l’ansia perché il bilancio mensile è all’insegna della routine… Non so, quelle persone che appena hanno un minuto libero devono per forza fare qualcosa, anche se magari vorrebbero starsene a casa, non mi convincono, sembra che debbano scappare dai loro demoni e non affrontare i problemi. La routine non è mica per forza negativa! Sarà che io sono abitudinaria, e se c’è una cosa che mi piace fare o un luogo che mi piace visitare non ho problemi a ripetere l’azione! Poi un giorno di riposo ogni tanto ci vuole, una bella domenica passata a mangiare e poltrire sul divano per me è il top! Sono decisamente una da ‘sì mi piace fare uscite sociali ma una due volte a settimana, di più sbrocco!’. Forse è l’introversa che è in me a parlare!

  • Clo

    sei la prima persona al mondo che è riuscita a tradurre in parole il mio “malessere” della domenica. E’ sempre un piacere grandissimo per me leggerti, anche se non commento mai. Grazie.

  • Ecco, questa descrizione finalmente traduce in parole quello che ho provato ogni santa domenica per tutta la mia adolescenza.. Il problema è che ora che cerco di uscirne, lui mi rema contro.. Ma tu hai soluzioni che non mi facciano finire come al solito a fare la ragazza madre in giro mentre lui imperterrito non si schioda dal letto (già, perchè il mio nemmeno al divano arriva…)?!

  • Chiara

    Eddai, su, ragazze… saran dieci anni che stanno insieme, hanno una figlia di 7 e come lo dovrebbe chiamare? “Il mio ragazzo”?
    In italiano esiste l’orribile parola “compagno” che per quanto è orribile nessuna la usa…

  • Cristina

    Ciao Chiara oggi è la prima volta che ti leggi sul blog. Questo articolo lo trovò bellissimo;-) mi fa sorridere pensare a quando si poteva uscire e basta e sono orgogliosa di te che sei riuscita a farcela, organizzandoti e scegliendo la vita che ti piace. Sono davvero felice. Un bacio a te a Viola e all’amico di leone cane fifone. Spero di vederti presto. Ciao ciao Cristina