Decluttering: la mia esperienza – #pensapulito

Life · · 35 commenti
image

Il decluttering: questa assoluta necessità. Ve lo dice una che ha la mente perennemente incasinata, così come l’armadio e la scrivania del computer. Anche questo browser, con almeno dieci finestre aperte, non se la passa tanto bene. Pulire, mettere in ordine, fare spazio, è un atto pratico ma anche in qualche modo spirituale. Avete mai fatto caso al senso di oppressione di certi ambienti iper-decorati, molto disordinati o saturi e a quello di pace e respiro di quelli minimali e ordinati?

Ho iniziato un percorso di decluttering ed è stato istruttivo.

Le premesse

Il metodo Marie Kondo sbucava fuori da ogni anfratto del web ogni volta che cercavo ispirazione per rimettere a posto casa. Letteralmente: la gente era impazzita. Il mondo si Kondizzava donando o direttamente frullando nel secchio ere di ciarpame e roba brutta, ma forse anche di ricordi. Ho letto la Kondo ed è fortemente ispirazionale. Anche fortemente ossessiva secondo me, ma fin tanto che funziona va bene. Ho capito che non avrei mai avuto il coraggio di applicare il metodo alla lettera, quindi ho solamente permesso all’idea della necessità assoluta di ‘possedere meno e possederlo in ordine’ di impossessarsi di me.

Per il resto, ho letto un sacco di articoli su Internet e ho agito per buon senso. Il buon senso, quando vivi a Londra, cambia. Innanzitutto perché ti rendi conto di esserti portato veramente troppa roba dall’Italia – perché i trasferimenti sono traumatici e uno si aggrappa agli oggetti che lo fanno sentire sicuro, tipo ‘se mi porto la collezione degli album di figurine di quando ero piccola andrà tutto bene’ (ho riportato gli album di Creamy, Georgie e Cenerentola a Roma alla prima occasione). Il buon senso che cambia è una fortuna, perché se sei una come me non ne possiedi affatto.

image

La sofferenza

Come ho scritto su Internet, io ero una che da piccola si teneva i rotoli dello scotch terminati perché convinta che in futuro, prima o poi, avrebbe costruito qualcosa con le ruote. Voi capite. Vengo da una famiglia dove tutto è in ordine, ma basta aprire un armadio per contraddire l’assioma. Non siamo accumulatori, siamo conservatori. E’ per merito di questo che oggi Viola può indossare i vestitini di quando io ero piccola, cioè abitini conservati per una trentina d’anni. Qui semplicemente non si può, non c’è spazio per conservare nulla, e io soffro. Conserverei tutto, e non per riutilizzarlo ma solo per sapere che c’è.

Niente, quando si va per il decluttering bisogna staccarsi dalle cose materiali e superare dubbi come: se regalo la guida alle trattorie di Ravenna e poi passo da Ravenna? Questa camicia rossa e nera che oggi fa cagare, chi mi dice che tra 3 anni non sarà di modissima? Perché liberarmi del salvagoccia mai usato per dodici anni, che magari domani lo uso? E la domandona da un milione di dollari: E SE FAI UN ALTRO FIGLIO? Ha ha. No. Ma ho una nipotina e le vorrei passare tutto.

La decisione

Siete solo tu e il casino. Ti siedi, lo smonti, lo guardi. Parti per genere: tutti i libri insieme, tutti i vestiti insieme etc. Devi essere senza pietà perché la grande verità è questa: per quanto ti sembrerà di aver buttato l’impossibile, quando avrai finito sarai ancora piena di roba. E’ un FATTO. La Kondo suggerisce di seguire delle regole per decidere se dare via, buttare o tenere, ed è: ‘does it sparks joy’? (Emana gioia? anche se credo che in Italiano sia stato tradotto come Ti emoziona o Ti fa battere il cuore?), che è un bel criterio perché taglia fuori tutto quello che è molto brutto. Sei finalmente autorizzato a frullare dalla finestra lo svuotatasche leopardato che ti ha regalato la zia Irma, la teiera a forma di orsetto e le pantofole sfondate. Il decluttering ti mette davanti al poco buon gusto che hai. La regola è: sei in dubbio? Via.

Enlight1-2

L’ordine

Ora che la tua casa è piena solo di cose che sprizzano gioia, come lo scolapasta e il filo interdentale, devi rimettere tutto in ordine. Per farlo puoi di nuovo affidarti alla nostra psychoMarie, a cui ormai credo nessuno si azzardi a fare più regali perché è un attimo che li lancia nel cestino, seguendo le sue numerose pratiche di piegatura dei vestiti e ordine generale (che onestamente credo proverò, anche se ho l’impressione che si adattino solo ad un guardaroba molto basic), affidarti ai vari tutorial online perché – credeteci o no – c’è gente che blogga di ordine casalingo con religioso fervore, oppure utilizzare di nuovo il vostro fallace buon senso e ritrovarvi a dover fare un ri-decluttering tra sei mesi, che è quello che probabilmente farò anch’io.

Consigli generali

  • se non l’hai indossato negli ultimi due anni, vendilo/regalalo/buttalo
  • se non l’hai ancora letto, o lo inizi stasera o lo regali
  • se ne hai due va bene, se ne hai tre buttane uno
  • se non lo vuoi ma può valere qualcosa, vendilo
  • guarda che i trucchi dopo un anno scadono: butta
  • guarda che pure la dispensa è piena di roba scaduta
  • se è rotto e sono mesi che ti riproponi di aggiustarlo, o lo aggiusti subito o lo butti
  • ‘lo tengo nel caso in cui…’ non è una ragione valida
  • se non trovi il tappo, buttalo. tanto poi troverai il tappo: butta pure quello
  • se è legato a un brutto ricordo, buttalo
  • se è brutto, buttalo (non si applica ai familiari, n.d.r.)
  • se è molto brutto, regalalo a qualcuno stronzo

Ora, visto che la mia esperienza di decluttering è in corso e durerà parecchie settimane, vorrei tutto il vostro supporto e tutti i vostri consigli per portarla a termine,  che qui appena vedo un’agenda di cinque anni fa o un braccialetto estate 2008 la motivazione vacilla.

Questo post fa parte di una serie di appuntamenti attorno al tema #pensapulito per Folletto. Ogni mese vi racconterò il mio pensiero su qualcosa da fare per rendere il mondo, quello in cui abitiamo e il nostro, inclusa la nostra mente, un luogo più ‘pulito’ in tutti i sensi. Seguitemi!

Related Post

Commenti

  • Claudia

    Cioè significa che io sono sempre stata declutteringata e non lo sapevo?
    Sono figlia unica, mia mamma è figlia unica e così era anche mia nonna: tu capisci che le cose belle-antiche-di famiglia sono cadute/stanno cadendo tutte dritte su di me. Che è molto bello ma non posso (nè vorrei) buttare via praticamente alcunchè. Quindi, se non le antichità, le cose nuove cioè mie, ovvero appartenenti alla mia vita presente, devono sottostare alla mia regola (aurea): conservare ma non accumulare.
    Ho imparato via via ma posso affermare che funziona e -cosa fantastica- si hanno tante belle cose che piacciono sempre (per forza, quelle che non- le hai buttate).
    Il mio consiglio è di fare le cose per gradi: non pretendere di buttare via nel giro di un’ora tutto l’inutile accumulato, che poi rischi di fare male. Anche se ci metti un po’, impari il metodo e impari a non rimanerci male se quella cosa che hai comprato con tanto entusiasmo, adesso dopo vent’anni … mah non ti piace più…. Quindi forza e coraggio!! ;-D

    • Eh, forza e coraggio! 😀

  • Chiara De Bortoli

    Ho letto anche io libro di Marie Kondo e sono arrivata alle tue stesse conclusioni: mi sa che il decluttering lo devo rifare ogni 6 mesi. Però almeno ogni volta che faccio il cambio di stagione butto via una marea di roba, ho cosmetici recenti e ho preparato 2 scatoloni dì vestitini della mia bimba (ha un anno) da dare via…ho dovuto farlo in fretta e senza guardare troppo ma ce l’ho fatta!!!

    • Sì infatti, per ora mi accontento dell’ordine 😀

  • Emily

    Vivendo a Londra confermo che accumulare roba non è una buona abitudine. Ero solita conservare tutto, poi sono arrivata qui 9 mesi fa e per i primi non mi sono liberata di niente, ma negli ultimi 3 dovendo affrontare un cambio di casa ho deciso che non ha senso tenere ogni cosa, soprattutto quella rovinata da cui però un tempo non riuscivo a separarmi perché mi affeziono tutto – sono materialista, sì! Non sai mai quando arriverà il momento di doverti spostare di nuovo, magari resti nella stessa casa 2 anni, magari 2 mesi e più viaggi leggera meglio è… Soprattutto se sei sfigata come me e per ora non puoi permetterti niente di più di un flatshare con altre 4 persone, in una camera che è poco più di un buco (ma dicendo che è cosy tutto diventa più accettabile :D).

    • Sì esatto: cosy è la parola chiave. Comunque Londra in questo è una scuola di vita. L’altro giorno su Snapchat ho fatto vedere il mio armadio estate/inverno e la gente è abbastanza inorridita. Che dire: vado anche un po’ fiera di non essere una di quelle che ha bisogno di sei armadi e walk in closet 😀 (o almeno ‘facciamo finta di’… se no prende troppo male).

  • Giada

    Io sono assolutamente pro metodo Kondo seppur non l’ho mai letto:D…
    Accumulatrice seriale da ragazzina, diventata mamma e avendo poco spazio nella nuova casa ho cominciato ogni sei mesi a fare repulisti stanza per stanza… Cioè ogni sei mesi comincio da una stanza, e svuoto cassetti, butto o regalo, e riordino… È una gran scocciatura, ma in una settimana o due( lo faccio appena ho tempo), la casa sembra nuova e hai una sensazione di leggerezza assoluta… Sapere che non c’è solo ordine apparente ma anche reale( cioè negli armadi, nei cassetti) mi dà un senso di pace… Provare per credere… Credo sia assolutamente vero che l’ordine è il piacere dell’intelletto!!

    • Però lei promette che questo è un metodo ‘una volta per tutte’ e che fatto una volta dura per sempre (come forma mentis almeno). Se l’idea ti attira te lo consiglio!

  • pocket

    anche io voglio cominciare a fare decluttering, ma mi scontro sempre col mio compagno “e se poi domain ci serve?”
    Dovrei inziare il decluttering da lui!

    • Hahaha no, per i membri della famiglia non vale!

  • Alice

    Ho letto pure io la Kondo ma dopo buona parte del libro, l’ho chiuso e …ciaoo!!
    Sono l’unica a cui la Kondo mette ansia?!
    E se un libro ti mette ansia?! Buttalo!!
    Scusate questa regola non c’è, l’ho aggiunta io.. :-))
    Alice

    • Sì vabbè, infatti su certe cose la trovo estrema, e la mia diffidenza l’ha guadagnata quando dichiara che a 8 anni comprava le riviste di home decor.

  • Io sono figlia di un accumulatore seriale per cui ho fatto del decluttering la mia ragione di vita ben prima della Kondo e ti dirò: non ci si fa. Ogni volta che vedo quelle cataste inutili di roba mi prende un magone che neanche hai idea, forse è per quello che io sono una minimalista convinta. Su due cose però non ho mai fatto e mai farò decluttering: libri e foto. Posso vivere benissimo con due paia di jeans e tre t-shirt ma senza i miei libri e le mie foto mi sentirei persa. Ognuno ha suoi limiti :D.

    • Beh le foto, essendo non replicabili, vanno sempre tenute!

  • GG

    mio suocero teneva le lampadine nelle scatole con l’etichetta ‘rotte’.

    io tengo tutto attorcigliato arrotolato frullato incasinato, poi una volta o due all’anno in un momento di pms particolarmente intenso riordino, ma soprattutto butto.
    i soprammobili sono i primi, danno un senso di soffocamento, ma non so perchè quando hai finalmente le mensole vuote pdopo un po’ne ricompaiono altri

    si salvano solo i libri, che mi fanno compagnia anche solo leggere i titoli e ripensare al contenuto.

    un consiglio: quando si elimina bisogna chiudere subito i sacchi, altrimenti si viene prese dal pentimento e si comincia a salvare la qualunque.
    GG

    • Hahaha oddio tuo suocero è un mito assoluto!!

  • Susanna Pacini

    Sono figlia e nipote di accumulatrici. Mia mamma in questi giorni si è decisa a buttare i registri di mio nonno (ispettore scolastico nel dopoguerra) per far posto (in cantina) alla Treccani anni ’80. Alla mia proposta “vendila!” ha risposto con “ma tra un po’ ai nani servirà un’enciclopedia… Per le ricerche a scuola”. Nella stessa cantina ha riesumato la mia culla in velluto, ovviamente da buttare, giocattoli di quando lei era piccola e scarpe anni settanta che se mi andassero me le metterei io…tutte cose che potevano essere usate da qualcuno è invece sono finite al macero con Xxx anni di ritardo.
    La Kondo non l’ho letta. Ma giuro che lo farò. E poi il libro non lo conservo…lo passo a mia mamma.

    • Hahaha infatti lo consiglia anche lei: non tenete il libro, passatelo a qualcuno… Però distinguerei ‘spazzatura’ da ‘ricordi’, che vanno trattati con cura e custoditi <3

  • Chiara Mazzarello

    Dopo il tuo post su Facebook mi sono buttata (appunto!) nella lettura di Marie Kondo e l’arte del riordino. Tutto ok per quanto riguarda vestiti e e oggetti che ho estirpato a tonnellate e dato via con tanta sofferenza ma anche soddisfazione.
    Arrivata alla sezione sui libri in cui consiglia di strappare e tenere solo le pagine degne di nota ho avuto un mancamento ?!
    Quindi grazie Marie ma finirò sepolta in casa sotto la libreria e mi va bene così!

    • Eh, i libri sono una sofferenza. Però pensa alla soddisfazione di avere una libreria composta SOLO dai titoli che ami davvero.

    • manuela

      Come ti capisco … ce la faccio più o meno con tutto, ma con i libri proprio no … tengo tutto, anche delle cose incredibili di cui mi vergogno e metto in terza fila :)

  • Decluttering…
    È una vita che ci provo, ho anche la casa piccola…
    Forse ci riuscirò… Un giorno…

  • Cara Chiara, il tuo post mi ha fatto molto riflettere. Non so se leggerò quel libro, ma già applico un decluttering personale ogni tot mesi. Da piccola anche io avevo una scatola delle cose che non servono ma un giorno serviranno. Dai miei conservo una cartellina con gli stickers di cioè di quasi 30 anni fa! Poi mi sono trasferita a Parigi 2 anni fa, portando l’essenziale. Tanto con l’asciugatrice potrei avere 3 cambi e mi coprirebbero 4 stagioni. Siamo venuti qui con poco bagaglio, quanto basta a riempire una microcasa. Ogni tanto mi attacco ai ricordi, ma stando lontana dalla famiglia me lo perdono. Per il resto ho comprato molto poco. O molto basic. Quando torno in Italia e vedo la casa apparentemente spoglia ma con quegli armadi alti quasi 3 metri pieni di roba mi sento male. Ho lasciato li le cose che tanto torno-quando-voglio. Ma in realtà non mi è mancato nulla, a parte le mie Panton…ma quelle non potrei mai buttarle, mi capisci vero 😉 ?

  • manu179

    Con me la Kondo ha fatto il lavoro a metà…Ma temo sia colpa mia una specie di irriducibile!!!

  • Anya

    Forse una sorta di decluttering l’abbiamo insito nel dna. Ognuno a modo nostro. Senza aver mai letto il suo libro, ma sempre e solo sentito parlare (e mi va bene così per il momento), da sempre constato 2 cose:
    1. quando camera mia diventa un macello (della serie che in confronto una caccia al tesoro con tanto di mappa, diventa quasi un gioco da ragazzi) è perchè rispecchia il mio animo: sono incasinata dentro. Contrariamente, nei periodi in cui è tutto in ordine è perchè sono (più o meno ^^’) equilibrata dentro. Quando passo da una fase all’altra, vuol dire che mi sto incasinando o viceversa;
    2. se non ti fa battere il cuore o ti fa male al cuore, buttalo. O se non vuoi buttarlo, perchè obiettivamente quella cosa ha in sè tanti bei ricordi se elaborati bene, conservala, ma nascondila. Ecco, io nascondo terminati oggetti in fondo in fondo all’armadio, dove so di doverci capitar per forza una volta l’anno.
    3. i libri: non li butto. Non potrei,. Quelli brutti che non mi piacciono (o di cui mi vergogno XD stile ponte milvio, lucchetti e simili….o.O) si nascondono. Fanno parte di me. Un’altra me. Che prima o poi forse avrò il piacere di raccontare a qualcuno. Preferisco vedere lì messi in ordine quelli che mi emozionano anche adesso. Per i quali ho rinunciato ad un’altra scemenza pur di completare la bibliografia dell’autore. Da questo se ne deduce che uso il criterio per autore, oppure per quelli della stessa collana, ma di autori diversi, li metto sulla base della tonalità della copertina.
    4. I tempi del decluttering sono variabili. Non standard. Ogni tanto mi prende il raptus e.. via! :) E se sono indecisa su un oggetto/ricordo, mi prendo il giusto tempo per capire se fa male o meno..

  • Federica

    Chiara la tenda sul lettino di Viola come l’hai attaccata al soffitto? Se non ricordo male non puoi rovinare/bucare i muri, hai trovato un modo alternativo ? Te lo chiedo perché mi trovo nella tua stessa situazione e sto cercando una soluzione…grazie

  • antonella

    ho letto il libro lo scorso inverno ed ho messo in pratica il sistema di Marie Kondo per sistemare gli armadi.
    Non ho mai sentito la mancanza dei capi di abbigliamento – parecchi – che ho fatto fuori. Ho anche messo in pratica il suo sistema per piegare i vestiti – mio marito continua ancora adesso a prendermi per il culo – ma funziona anche quello!
    La tua descrizione è molto ironica e mi trova d’accordo su molto cose. La Marie è di molto ossessiva, ma devo ammettere che molti spunti mi sono stati utili.
    In merito ai libri ed alle foto, spiacente ma no, quelli li conservo tutti … e parlare con i vestiti a fine giornata per ringraziarli… credo che a quel punto mio marito chiederebbe il divorzio :-))) Buon decluttering Antonella

  • Silvia

    Anche io sono una che non butta perché pensa che quasi tutto potrebbe tornare utile un giorno… le ante dell’armadio non si chiudono bene perché c’è troppa roba dentro ma non mi decido a fare pulizia, anche se so che uso si e no la metà di quello che c’è dentro.
    Altro discorso per i libri. Difficilmente mi è capitato di leggere due volte lo stesso libro, motivo per il quale non appena c’è un titolo che mi interessa prima lo cerco in biblioteca piuttosto che tenerlo in casa a prendere polvere.

  • Ok, mi hai convinta! (Ahahahahahahah, pensavi di esserci riuscita). Scherzi a parte, ho preso tutto e messo in terra (troppa roba da mettere su un tavolo troppo piccolo) ed ho iniziato la meticolosa valutazione poi, presa dallo sfinimento, ho iniziato a mettere tutto in un mega sacco nero (noi romani siamo così, eccessivi anche nel decluttering). Poi ho preso qualcosa di molto pesante, anche parlante, che nel suo romano milanese (milanese di nascita e romano d’adozione) mi ha detto “Che stai a fa’?” – “Declattero!” Era il coinqui (my love)… Mi sa che nell’euforia del momento ho declatterato anche lui

  • Bianca

    questo post mi fa venire il mal di pancia. mi ricordo quando ho vuotato la mia casa di venezia, venti stanze, comprata ottanta anni fa dalla mia famiglia, per risistemarmi in sette stanze compresi i servizi. un orrore, un incubo. bisogna essere spietati quando si seleziona la roba da salvare e da buttare.

  • Bianca

    e quando ho vuotato la biblioteca? non ne parliamo . Quattromila libri da selezionare. Ci vorrebbe l’icona di una pistola.

  • Susanna

    Non so. Come tutte le manie del momento detesto gli eccessi.
    Sono contraria soprattutto all’idea che buttare tutto possa servire a rendere il mondo un posto più pulito.
    Si parla molto di declutterare (termine pessimo) ma forse dovremmo partire dal comprar meno. Come arriviamo a riempirci la vita e la casa di cazzate? Dovremmo lavorare sull’ordine mentale anche quando si tratta di dare una priorità ai nostri bisogni. Di cosa abbiamo davvero bisogno? Perché acquistare oggetti ci è così indispensabile, se poi sentiamo la necessità ancora più urgente di defenestrarli?

  • Maria

    Carissima,
    mi trovo nella tua stessa situazione: abbiamo un baule di saponette, asciugamani e lenzuola accumulate e conservate dalla mia bisnonna “perché se venisse una guerra potrebbero servire”, mia nonna ha conservato tutto dei suoi avi, e mia mamma ha mantenuto e aggiunto la sua parte.
    Io sono stata cresciuta con l’insegnamento del non buttare, del conservare per riutilizzare.
    Ho un armadio pieno di vestiti per quando riuscirò a tornare di quella taglia, e cosi via.
    Mi accorgo che nemmeno i miei ex riesco a “buttarli via e cancellarli” completamente.
    Con mia figlia sto facendo un ottimo lavoro: compro solo il minimo indispensabile, appena i vestiti non vanno più o i giocattoli si rompono via!
    Ora piano piano sto eliminando tutta la mia montagna di roba, tra lacrime e sofferenza e dolore profondo, ma sono sicura che quando avrò finito sarò soli felice.

  • Maria

    Io ho 5 domande che mi faccio per decidere cosa tenere e cosa eliminare, se la cosa in questione risponde ad almeno 2 di queste domande la tengo se no via, per far spazio a cosa migliori.