Ho avuto un’illuminazione, si chiama Sticazzi.

Life · · 56 commenti
Come vivere una vita creativa fregandosene nel giudizio degli altri - Machedavvero.it

Oggi ero sulla metro e, mentre leggevo l’Evening Standard di ieri sera, ho avuto un’illuminazione.

Stavo scorrendo la sezione dell’intrattenimento e trovo questa doppia pagina dedicata ad un’autrice esordiente, di soli 26 anni, che pare abbia scritto il libro del decennio. I critici sono innamorati di lei, pare che scriva con uno stile incantevole, abbia degli insight sull’animo umano incredibilmente accurati per la sua età e che abbia scritto un libro che, come pochi altri, fotografa l’adolescenza femminile in modo magistrale. Appena terminato, il manoscritto è stato letteralmente litigato da 21 tra le maggiori case editrici. Alla fine dell’articolo la paragonano ad Elena Ferrante. Tutti, dagli Youtubers 16enni alle celebrities ai critici 60enni sono stati conquistati da questa giovane scrittrice.

Per la cronaca, il libro si chiama The Girls di Emma Cline (segnatelo, compratelo) e parla di Evie, una 14 enne che si unisce ad una setta in California. L’autrice si è ispirata alla storia di Charles Manson e del suo culto e ha voluto indagare il punto di vista e l’esperienza di persone (ragazze, in questo caso) che non hanno commesso crimini ma che avrebbero potuto benissimo farlo.

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Ero lì, seduta, e ripensavo al mio romanzo. Che per carità, è andato molto bene, ma certo non sarà considerato il capolavoro del decennio e neppure dell’anno passato. C’era una parte di me che voleva rispondere a un certo cliché di autocommiserazione e penosa autocritica, perché è quello che si fa quando provi a realizzare il tuo sogno ma qualcuno ci riesce meglio di te.

Avete presente, no?

Non sono brava abbastanza.

Ho fallito.

Sono una merda.

Non ce la farò mai.

Ma che cazzo credevo di fare.

Eccetera. Eccetera. Eccetera.

Ma più queste voci provavano ad alzare il tono nella mia testa più una parte di me, predominante, fiera e piuttosto ironica, prendeva spazio. Questa parte ha una narrazione molto diversa rispetto al fallimento, e forse è anche merito di Big Magic di Elizabeth Gilbert, che mi ha aperto gli occhi su una nuova prospettiva.

Sapete cosa?

Ma sticazzi.

Non ho tempo, voglia ed energie, ma soprattutto non mi viene più spontaneo misurare la mia creatività con il suo successo.

Misuro la mia creatività con parametri del tutto diversi: il piacere e il divertimento che mi dà. L’emozione che aggiunge alla mia vita. La bellezza del processo creativo. La voglia di fare. La possibilità di entrare in contatto con persone simili a me. La gioia di iniziare e compiere un atto creativo. La possibilità che do a me stessa di esprimermi liberamente e senza censura, dando voce a tutte le parti di me, perché non ho paura di essere giudicata.

Non sto creando per ricevere in cambio un giudizio, un voto, un rating. Sto creando per l’immenso piacere di farlo.

Sto creando per me e per chi mi leggerà. Sto creando per esprimermi e per creare connessioni. Sto creando per raccontare e ispirare. Sto creando per dimostrare che non c’è bisogno di essere i più bravi, i più belli, i più capaci, i più talentuosi, i più giovani o i più qualsiasialtracosa per esprimere la propria immaginazione, le proprie passioni, le proprie idee.

Sto creando perché rende la mia vita immensamente più interessante.

Sono così felice di aver scritto Da qualche parte nel mondo e Quello che le mamme non dicono.

Perché ho scritto esattamente i libri che volevo scrivere, nel momento in cui li volevo scrivere.

E sono immensamente felice di poter aprire queste pagine ogni mattina e scrivere su questo blog, perché trovo meraviglioso condividere i miei pensieri e le mie esperienze con un pubblico di persone affini. Sono felice di fare video. Di scattare foto. Così come di mettermi la sera davanti a un foglio bianco, e disegnare.

Il mio libro non è diventato un caso editoriale? E STICAZZI! Il mio blog funziona bene ma non fatturo come Chiara Ferragni? E STICAZZI! (e via dicendo…)

Quindi quello che voglio dirvi, con questo post è: semplicemente fatelo. Quella cosa che volete fare, fatela. Un libro, un dipinto, una maratona, un nuovo corso, un video.

Fallirete? E sticazzi!

Davvero: non conta, non ha nessuna importanza. E se veramente ci sarà gente che perderà tempo a farvelo notare – ma che risate, persone così piccine e con tanto tempo da perdere – guardatele e chiedetevi cosa stiano facendo loro: probabilmente niente. Sempre meglio stare dalla parte di chi fa che di chi sta a guardare, fidatevi.
Come vivere una vita creativa fregandosene nel giudizio degli altri - Machedavvero.it

La paura del giudizio e del fallimento è il vostro unico nemico, e non perché valgano qualcosa in sé ma perché sono capaci di bloccarvi. E no, non dovete fermarvi, dovete andare avanti e divertirvi più che potete sperimentando, cadendo, correndo, sporcandovi le mani, facendo cose ridicole e cose bellissime, conquistando e perdendo cuori, viaggiando o esplorando il giardino di casa, in questo enorme parco giochi che è la vostra vita.

Permettete a voi stessi di essere creativi, di fare quello che vi piace fare e di seguire con fiducia, entusiasmo e senza alcuna vergogna quello che fa accelerare i battiti del vostro cuore.

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p.s. queste immagini sono per voi. Se questo articolo vi è piaciuto, condividetelo con chi ha bisogno di un piccolo incoraggiamento per seguire la propria creatività <3

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Commenti

  • Cri

    Grazie! Davvero!❤️

  • Giorgio Perulli

    Tutti gli scrittori scrivono per se stessi, non è vero che vogliono trasmettere qualcosa a qualcuno.Forse in minima parte, ma essenzialmente perché gli piace.Poi entrano in gioco altre dinamiche, ma la vera verità,come dice mia figlia, è quella.

    • Se volessero scrivere solo per sé stessi però basterebbe un diario 🙂 Il pensiero a chi legge c’è e deve esserci sempre, fosse anche l’egoistico piacere di sapere che quello che stai vivendo tu l’hanno vissuto altri e si ritrovano nelle tue parole.

  • lens & anything else

    Ho letto Big Magic grazie a te ed era esattamente quello che avevo bisogno di leggere in questo momento della mia vita. Ora devo buttarmi. Sono mesi che cerco il coraggio e devo in qualche modo trovarlo!
    La cosa che mi più mi ha colpito è quando promette alla sua passione che non farà di tutto perché diventi un lavoro o il modo per guadagnare. Mi ha colpito tanto perché esattamente come mi sento in questo momento con la fotografia, mi piacerebbe avere il modo di esplorarla e sperimentare senza chiederle niente in cambio. Solo che bisogna campare e sto cercando altro, qualsiasi cosa che me lo permetta e mi lasci del tempo libero per fare. Ma questa cosa è impossibile da spiegare, soprattutto se hai una laurea in ingegneria edile. E ammetto difficile da spiegare anche a me stessa.

    • L’ho trovato molto bello anche io. Certo, far quadrare conti e interessi è importante, ma la fotografia dopo un primo investimento in attrezzatura chiede solo la tua passione!

  • Viviana

    Questo post è la pacca sulla spalla che mi hai dato adesso che ne ho proprio bisogno. Grazie Chiara.

  • Serena Ponteggia

    Ciao Chiara, ti racconto una cosa… ho letto “Ma che davvero? (il libro) anni fa e mi aveva lasciato dentro la sensazione che fossi una persona speciale. Qualche tempo fa ho preso “da qualche parte nel mondo” d’impulso mentre uscivo dalla libreria, attratta dalla copertina, quasi senza leggere la quarta e senza ricollegare minimamente il tuo nome (sorry…). L’ho letto d’un fiato, l’ho proprio divorato e avevo come la sensazione di ritrovare la voce di una persona conosciuta. Appena finito il libro ti ho googlato intenzionata a trovare e leggere tutto ciò che avevi pubblicato. Lì ho realizzato che eri tu! E ho iniziato a seguire il tuo blog. Tutto questo per dirti che sono rimasta affascinata, non solo da come scrivi e da quello che trasmetti ma dalla donna che sei. La cosa divertente è che quando sono entrata nel tuo mondo ho avuto la tua stessa identica reazione davanti all’articolo!!! Mi sono detta: ecco vedi, lei ha avuto il coraggio e il talento di fare tutto quello che tu hai sempre sognato! Come vedi è tutta una questione di punti di vista. La cosa che mi rallegra è che almeno una cosa in comune l’abbiamo… il recente approdo all’isola di STICAZZI!!! ? E ti prego scrivi, scrivi, scrivi… Un abbraccio. Serena

    • Grazie di cuore Serena per questo commento! Un abbraccio a te!!!

  • volevofarelarockstar

    Grazie. Ci sono arrivata dopo anni passati a confrontarmi: ero la peggiore a pallavolo, canto di merda, non so disegnare, non sono la più carina tra le mie amiche, in gruppo mi sentivo sempre a disagio, non ho un blog famoso, non ho le tette, faccio errori grammaticali, ho l’impressione che quando mi lancio nel proporre o vendere qualcosa fallisco spesso. Ma sticazzi. Sto bene, anche se non sono la più brava e probabilmente neanche brava. Andrà tutto bene. In bocca al lupo Chiara, ti leggo bene.

    • Crepi Vale 🙂 Il punto è che nessuno sarà mai ‘il più’, credo. E invece che star lì a misurare, confrontare e buttarci giù, faremmo meglio a divertircela 😀

  • Ah! Ah! Ah! 😀 Questo post casca veramente a fagiolo! Lo girerò a tutte le mamme della chat della classe di mia figlia! Non sto qui a spiegare il perché ma sappi che “STICAZZI” è diventato il nostro mantra per resistere agli attacchi delle mamme dell’altra prima che sono ovviamente: più brave, più belle, con i figli più intelligenti, le maestre più brave… ecc. ecc…. Sticazzi per sempre!

  • kiwi

    Sai cosa ti dico?
    Che fra meno di un mese ho il Concorso di magistratura, con la C maiuscola, sogno di una vita ultimamente accantonato a causa di eventi sopravvenuti.
    Non mi sento pronta, ho paura di fallire e di deludere/deludermi.
    E quindi? Sticazzi, lo faccio lo stesso!

    • E vabbè, però un ripassino fallo 😛 Non vorrei che lo sticazzi fosse il frainteso col fare le cose con la mano sinistra… Sticazzi del successo, ma non del fare un lavoro di qualità!

      • kiwi

        L’ho interpretato più che altro come un “buttati”!

  • Paola Paoly

    semplicemente: grazie! :*

  • Anya

    <3 sticazzi!

  • Anisha

    Comunque quel libro è una sola pazzesca. Il New Yorker l’ha bastonato infatti

    • Ah sì? Io ho letto solo questo pezzo e un altro paio… vabbè, non è questo il punto 🙂

  • pocket

    esatto Chiara! Secondo me gli unici con cui dovremmo essere in competizione ogni giorno in ogni campo siamo I noi stessi di ieri :*
    E io il tuo libro l’ho comunque divorato 🙂

    • Grazie! Ma io sono davvero soddisfattissima, lo amo tanto il mio libro e penso di aver scritto la cosa migliore che in quel momento potessi scrivere!

  • Maria Pia

    Penso anch’io che nonsi debba sbriciare cosa accade nel giardino del vicino, curiamo il nostro e godiamocelo..è la cosa più bella, è il miglior modo di vivere. Brava comuque di tutto ciò che hai realizzato fino ad ora, penso sia una immensa soddisfazione.

  • Gabriella Carofiglio

    ci sono passata e ci passo tutt’oggi, nonostante la mia età, attraverso l’autocommiserazione, che io chiama scarsa autostima. Non con la scrittura, ma con le illustrazioni. Penserò “sticazzi” la prossima volta, lo giuro! ‘che tanto chi fa meglio c’è sempre, chi fa peggio anche, però a me rende felice fare quello che faccio, punto 🙂

  • natascia

    Bellissimo pensiero, condivido! Curiosità: STICAZZI è una parola (o due? Boh non lo so perchè non ho sangue romano che io sappia) che mi piace molto e la uso spesso 😀 E ora sarà il mio mantra 😉 Grazie Chiara, sempre illuminante! E se anche non diventassi l’autrice del secolo, i tuoi libri mi hanno parlato nel momento giusto nei punti giusti. E quindi….obiettivo raggiunto. Se anche un solo lettore avrai colpito nel punto giusto….

  • Elena

    Un po’ come quando guardo le statistiche del mio sfigatissimo blog e mi chiedo perché ogni tanto mi torna la voglia di scriverci…
    Infatti…ma sticazzi! 🙂

  • eccomi, presente! Giocavo a pallavolo, sono arrivata in serie C, ma non ero Mila ed ho lasciato. Avevo un blog quando non esisstevano i blogger, il mio diario virtuale si chiamava myspace e piaceva, piacevano i miei racconti e le mie foto, ma sapevo che non ero abbastanza e sono sparita dal web. Ci ho riprovato con un blog di moda, stesso periodo dell Ferragni, ma non essendo la Ferragni io ho lasciato e lei…beh, lei è la Ferragni. Ho aperto il mio attuale blog perché volevo diventare qualcuna, ma anche in questo caso ho lasciato. Da pochi mesi ho riaperto questo ultimo blog ed ho iniziato a scrivere perché mi piace, mi rilassa e, soprattutto, perché scrivo di me e mia e mia figlia e di me per mia figlia (povero coinqui, scrivo anche di lui, dai). L’emozione più grande? Ricevere da una persona che non conoscoun commento sincero per il mio modo di scrivere. Sul lavoro mai ‘na gioia, ma sticazzi! La mia gioia si chiama Julia e scrivo per lei su http://www.talemadretalefiglia.net (piccolo spazio pubblicità) 😉

    e cmq, come sempre, brava Chiara

  • unpostoperme

    Oggi, sono proprio le parole che dovevo leggere; grazie!

  • Olivia

    Ciao Chiara. Ti leggo da tanto (almeno 3 anni). Molto bello questo post, tutto vero e giusto quello che dici e quello che consigli di fare. Come te, molti altri sono arrivati a questa semplice quanto illuminante soluzione. Ma permettimi di dirti una cosa. Da questo post e dagli ultimi che hai scritto di recente, qui o su facebook, mi sembra (e magari sbaglio eh) che tu stia facendo invece proprio il contrario di quello che suggerisci. Le paranoie che ti erano venute per la gente di Snapchat che sorride, per le famiglie felici, per le case in ordine di Pinterest. A un certo punto ho pensato davvero che la tua fosse un’ossessione. Cercare la conferma,la lode, ed essere migliore di altri. Si vede che stai tentando di cambiare ma si vede anche quanto ancora, in certi momenti, ti riesce difficile farlo. Scrivi benissimo e lo sai. Ho letto entrambi i tuoi libri e anche se personalmente, per i gusti che ho io, il primo lo preferisco, continuo a pensare tu sia un’ottima scrittrice. Continuo a pensare tu sia una bella donna e una brava mamma. E devi esserne consapevole anche te. Guarda più dentro di te e meno fuori. Vedrai quanto di bello hai.

  • La Gio

    Sticazzi!!!! GRAZIE allora xchè ti sai spiegare così bene, perché togli le parole di bocca, perché la frustrazione che hai dentro se non riesci ad esprimerla brucia di più e trovare qualcuno che capisce fa sentire meno soli. Grazie xchè in questo periodo avrei venduto la mia macchina fotografica, fatto una borsa con uncinetti ferri & co per rinchiuderla in soffitta, spento la mia macchina da cucire e perfino dubitato delle mie scelte di lettura. Poi però STICAZZI… Alla fine l’importante è stare bene e se ESSERE è la cosa più complicata del mondo… e NON ESSERE fa davvero schifo… SCEGLIERE COSA ESSERE METTE ANSIA! ma va bene così!

  • daniela

    Sono completamente d’accordo con quello che scrivi anche io dirò E STICAZZI! lo dirò determinata perchè anche io sono una creativa con bigiotteria e altro e non sono come altre ma io ci proverò sempre e condividerò questo post davvero mooolto bello

  • Silvia Florio

    Grande!!!! Avevo bisogno di leggere queste parole! Ho da poco aperto il mio blog e creo la mia piccola linea di bijoux handmade e ci sono giorni (molti) in cui mi chiedo perché lo sto facendo! Ma dentro di me so che tutto questo è mio e il solo fatto che mi assomiglia e mi rende felice mi basta!

  • sai che fin dalle prime battute di questo post ho subito pensato al libro Big Magic che sto leggendo (e sto amando!).
    Concordo in pieno con il tuo pensiero e… S T I C A Z Z I sia!

    Buona giornata!
    Simona.

  • samanta giambarresi

    Ora non vorrei fare la rompi della situazione ma io non ci credo più ai critici, a quello che dicono e tanta roba ancora. (e sticazzi), ogni caso è singolo e le soddisfazioni te li da chi legge e apprezza non un giornalista che legge le prime 10 pagine le 15 pagine centrali e le ultime 5 (perché c’è chi lo fa). Poi penso a quell’illustre critico musicale che a una ragazzina di 19 anni disse che non sarebbe mai diventata una brava e famosa cantante, non ne aveva il carisma. La ragazzina era una certa Laura Pausini (esticazzi)

  • Alessandra

    Grazie, questi post sono sempre bellissime lacrime.

  • Anna

    Anche io sto cambiano prospettiva di vita….E studiando il buddismo sto imparando una cosa fondamentale: creare valore. Si perché creare valore ti migliora come persona e di conseguenza migliora il tuo ambiente. Sto anche prendendo familiarità con il concetto di perdita-opportunità, così lontano dalla nostra cultura ma così importante per la nostra salute mentale… Anche questo è decluttering, il ripulirci da pensieri inutili che non ci fanno bene!!! Grazie per il pezzo!!!

  • Roberta

    Grande capo estiqaatsi docet 🙂

  • Ecco…
    A volte guardo il mio blogghino, con i suoi miseri numeri, e mi intristisco, perché non se lo fila quasi nessuno….
    Poi arrivano i tuoi stessi pensieri: ma chissene!
    Il mio blogghino mi piace, scrivere mi rende felice e… Amen!
    Se piace agli altri, ne sono felice. Non decolla? Pazienza.. Rende felice me perché è il mio angolino.

    Grazie per aver scritto questa bellissima riflessione!

    • Panebuter

      Condivido…anche io con il mio “blogghino”…ma va bene cosi.

  • Fede Calzino

    Bellissime parole… e sono anche in una fase della mia vita in cui sto cercando disperatamente, con tutte le mie forze, di mollare tutto e diventare fotografa, nonostante i miei 36 anni suonati.
    Però permettimi… tu non sei certo l’ultima delle sciacquette eh… un libro andato molto bene, un blog che funziona da anni… ci sei arrivata, ce l’hai fatta. Sii fiera dei tuoi risultati, sempre.
    Le persone che devono ancora farcela e lottare mi sembra che siano altre, me in primis!
    Non molliamo, andiamo avanti… ma che fatica. Troppa.

  • Patrizia

    Fantastica riflessione, e ben contenta di averti scoperto da qui! Complimenti per il blog, e ora mi attrezzo con i libri… Grazie! 🙂 un abbraccio

  • Lory

    Cecilia non sai quante volte ho pensato e penso le parole che hai scritto su sul fallimento e l’auticritica e mi autocritico parecchio e penso spessissimo di essere una merdaccia poi però poco alla volta cerco di analizzare che forse proprio una merdaccia non sono e che qualcosa di buono la faccio anche io e che essere creativa fa stare bene me punto! Non serve a me stessa avere 1000 like o commenti infiniti serve che io mi senta bene ed in pace con me stessa. La creatività colora la mia vita ogni giorno ed è questo quello che conta. Per u lungo periodo ho smesso di scrivere sul mio blog pensando ” ma che scrivo a fare, a nessuno interessa, ma ho capito che interessa a me rileggermi e quindi continuerò a scrivere anche solo per me stessa ed i miei cari !!! Ps ho il tuo primo libro e sei geniale!! Rido come una pazza e io penso proprio le stesse identiche parole mammamia mi ha fatto un certo effetto era come se leggessi il mio io hihihih solo che io un bimbo l’ho avuto a 35 anni!!! Lol

  • paola oldani

    Buongiorno Chiara, sono una mamma ex pubblicitaria un po’ agé. Dopo vari ripensamenti, paure, timori, periodi no ho deciso di fare quello che mi piace, scrivere con il mio blog, disegnare , fotografare e tante altre cose. Il mio semplice motto era non mollare, ora sarà sostituito dal più moderno e azzeccato STICAZZI. Ho 51 anni , e solo per questo non posso essere una blogger o quello che voglio? Di critiche ne ho ricevute e ne ricevo e data la poca stima che ho di me stessa mi sono sempre scoraggiata . Poi un giorno è scattato qualcosa dentro di me e mi sono chiesta ma faccio del male a qualcuno? No assolutamente, allora a a testa alta e con gioia perché faccio quello che mi piace, sono andata avanti tipo schiacciasassi e scrivo, produco, fotografo come se non ci fosse un domani. E la cosa più importante cerco di trarre vantaggio anche dalle piccolissime soddisfazioni che tutto questo comporta, come ad esempio un solo like o un commento positivo su ciò che posto o scrivo. Complimenti per il tuo lavoro, per come scrivi, per come hai saputo realizzarti regalando belle parole agli altri. In bocca al lupo per tutto. Ora che ti ho scoperto, non ti abbandonerò più.
    Un abbraccio, Paola.

  • Pregoo!

  • Questo é uno dei miei post preferiti sul tuo blog 🙂 sto leggendo ora Big Magic e AMO OGNI PAROLA.
    Il mio STICAZZI personale lo dedico con tutto il cuore ai “like” sui social media! Forse mentalmente ho ancora 15 anni, ma mi ci é voluto un po’ a imparare a pensare: “quella ha 60k likes e io non riesco neanche ad arrivare a mille? E sticazzi!”
    Lo so che é stupido e, di nuovo, infantile. Peró é dannatamente facile scadere nella trappola del confronto sui social media. Adesso non mi piace neanche trovare “falso comforto” nei pensieri maligni tipo “quella li ha comprati, i followers” oppure “sicuramente la sua vita non é cosí fantastica”. Invece spero che i suoi followers sono tutti veri e che la sua vita sia veramente cosí fantastica! Anche la mia lo é, ma a suo modo. E se questo non é abbastanza patinato per le masse di Instagram…sticazzi!

  • Federica Tonelli

    Grande Chiara! Questo è il più bel post ever! E grazie, perchè mi dà la carica in un momento in cui sto investendo di nuovo su di me e sul mio futuro, e sticazzi se ho quasi quarant’anni!

  • Panebuter

    GRAZIE <3

  • Nakupenda C.C

    È un termine che uso spesso anch’io! Complimenti, bel post!

  • simona

    Ciao, sono arrivata qui per caso, ma il tuo post è stato un bellissimo incoraggiamento. Grazie 🙂

  • Alessandra

    Chiara i tuoi due libri sono meravilgiosi, e travolgenti! letti entrambi, il primo è stato la mia Bibbia, il secodo mi ha fatto anche riflettere!sei brava, fregatene e continua così 🙂

  • Sara De Paoli

    grazie !!!! esticazzi!!!

  • Monia Papa

    “C’era una parte di me che voleva rispondere a un certo cliché di
    autocommiserazione e penosa autocritica, perché è quello che si fa
    quando provi a realizzare il tuo sogno ma qualcuno ci riesce meglio
    di te”.

    Sai, credo sia proprio questo la parte forse in assoluto più
    rischiosa del realizzare il proprio sogno: riuscire sì, ma non
    abbastanza. Perché perfino il fallimento puro e semplice potrebbe
    essere più facile da digerire. Fallimento che, per calarlo
    nell’argomento “ops, sono diventata finalmente una scrittrice?
    Machedavvero?” potrebbe tradursi con “Hai scritto un romanzo ma
    nessuno te lo pubblica? Ehi, rilassati, è successo pure a Moby Dick.
    Ma a un certo punto le tue parole verranno lette dagli occhi giusti e
    allora il tuo successo esploderà.” Ma come si può reagire quando
    invece la nostra occasione l’abbiamo avuta ma è andata più o meno
    come quando soffi dentro uno strumento a fiato e il suono esce sì ma
    è così flebile e fioco che forse forse sarebbe stato meglio il
    silenzio? Non si sa come si può reagire. Per questo farcela “a
    metà” può essere perfino più penoso di non partire affatto.
    Perché chi non parte ha pur sempre la possibilità di rannicchiarsi
    in posizione fetale nel placido abbraccio del “non è ancora
    successo ma quando succederà, perché lo so che succederà, vedranno
    tutti in che modo meraviglioso succederà!” Meglio non provare,
    meglio i rassicuranti “se solo… Potrebbe…” del dover
    affrontare l’onta del “non sono brava abbastanza”.

    Il rischio di non essere il meglio in ciò che si ritiene il
    meglio per sé può far decidere di non provarci neanche. Affatto.

    Ma non perdiamo di vista il post: il punto, secondo me, non è che
    è importante ribadire che non misuri più la creatività con il
    successo. Perché finché ti senti in dovere (soprattutto con te
    stessa, certo) di specificarlo in qualche modo stai continuando a
    farlo. Il punto, più che altro, è decidere qual è la concezione di
    successo. Perché “il piacere, il divertimento, la possibilità di
    entrare in contatto con persone simili a te” non possono essere
    essi stessi forme di successo? Perché devono essere “altri
    parametri”? Messa giù così non sembra dire “non importa se non
    vinci (però, attenzione, chiariamolo bene, tu NON VINCI)
    l’importante è che ti diverti”? Perché deve esistere un’altra
    vittoria, una vittoria di serie A, la vittoria dei più belli,
    capaci, talentuosi, giovani, qualsiasialtracosa? Che poi, a dirla
    tutta, il talento, ecco, sì, proprio quello, con che unità di
    misura si misura?

  • Emilia Levato

    trovo tutto straordinario domani vado ha comprare il libro Sticazzi

  • Emilia Levato

    ho trovato tutto straordinario, domani ordino il libro