Penserai che è colpa tua.

Life · · 5 commenti
Violenza sulle donne

Penserai che è colpa tua.

Perché eri li, perché non sei riuscita a reagire, perché sei arrivata a quel punto, perché immaginavi che sarebbe potuto accadere, perché eri vestita in un certo modo, perché ti sei avvicinata, perché eri appariscente, perché l’hai provocato, perché ti sei fidata, perché ti sentivi protetta, perché ti è piaciuto, perché non sei riuscita a dire niente, perché dopo hai riso anche tu, perché era una cosa normale, perché non avevi scelta, perché sapevi che l’avresti fatto/a arrabbiare, perché hai fatto quella strada, perché hai ricambiato lo sguardo, perché la prima volta volevi, perché pensavi che quella persona ti amasse, perché la rispetti, perché la temi, perché la ami.

Penserai che non voleva farlo.

Che è stato tutto un fraintendimento, che stai ingigantendo la cosa, che non voleva farti del male, che non ti ferirebbe mai, che è stato un caso, che era una cosa innocente, che l’ha fatto perché stava male, che l’hai portato tu a farlo, che è l’espressione dei suoi problemi, che sta male, che voleva solo darti piacere, che voleva solo scherzare, che pensava volessi, che aveva capito male, che l’hai portato a capire male, che non succederà mai più, che ti ama.

Penserai che si può cancellare.

Che se non lo dici a nessuno non creerai problemi, che lo dimenticherai, che in fondo non era niente, che succede a tutte, che ci sono casi molto peggiori.

Penserai che non puoi dirlo a nessuno.

Perché la gente risponderà ‘eh, per tanto poco..’, perché la gente riderà, perché non sarai creduta, perché tanto non cambierà niente, perché ci saranno delle ritorsioni, perché è tutto nella tua testa, perché sei tu quella sbagliata, perché in fondo è anche colpa tua. Colpa tua.

 

No.

Devi difendere te stessa. Devi combattere per te stessa.

Devi ripeterti cento volte, e ancora cento, che la persona che commette violenza – piccola o grande – sceglie di farlo. Che nessuna tua azione, parola o caratteristica può essere considerata una giustificazione. Che quando una persona sceglie di farti del male, di umiliarti, di aggredirti fisicamente o verbalmente, di minacciarti, di isolarti, tu non sei responsabile per le sue azioni. Lui/lei lo è.

Non è colpa tua.

Per favore, ripetilo fino alla nausea, fino ad addormentarti e svegliarti con queste parole.

Non è mai colpa tua.

Commenti

  • miprendoemiportovia

    bellissimo, lo userò a scuola coi ragazzi nelle ore di educazione all’affettività e alla sessualità
    grazie

  • claudiag

    La violenza è una cosa terribile, in ogni forma, in ogni occasione, in ogni modo. Tacerla la rafforza e la rende più grande ancora. La responsabilità e la colpa (grande) sono sempre e solo di chi la esercita. Non scambiatela mai per altro e trovate la forza di parlarne. claudiag

    • Già… non scambiarla mai per altro è il problema, perché nei rapporti intimi o familiari è spesso mescolata non solo ad ‘altro’ ma a ‘tutto’.

  • Monica

    Mi e’ capitato spesso di immaginare come mi sarei comportata se mai qualcuno mi avesse messo le mani addosso e una parte di me ha sempre pensato che magari non sarei stata abbastanza veloce e decisa nel reagire. Credo che questa paura mi arrivi soprattutto da un’educazione volta sempre a ‘essere gentili’, a rispondere con tatto, a ‘non disturbare’ gli altri. Mi era piaciuto molto il tuo post riguardo a Cinderella e penso che sia importante insegnare la gentilezza ai propri figli; quando pero’ questa e’ troppa? Quando inizia a metteci in pericolo? Quanto invece l’essere sempre pronte e ‘responsive’ a certe situazioni influisce sul nostro carattere e sul comportamento che abbiamo con gli altri in modo negativo, perche’ siamo aggressive e guardinghe anche quando non necessario? Tu come gestisci questo equilibrio?