Le cose sul sesso che non ci hanno mai detto.

Life · · 20 commenti
donne: quello che non ci hanno mai detto sul sesso femminile

[Post offerto da Ohhh, e già dovrebbe farvi capire qualcosa. Se ne sconsiglia la lettura ai miei parenti prossimi.]

Come donne, ci è stato insegnato che la nostra sessualità è qualcosa di problematico.

Da bambine ci è stato detto di sedere composte, di non tenere le gambe aperte, di comportarci da signorine – il che includeva un certo pudore, una certa riservatezza, cose che non si fanno e di cui non si parla.

Da preadolescenti ci è stato spiegato di avere un corpo in via di sviluppo ma ci è stato implicitamente fatto dimenticare di avere al tempo stesso una sessualità in via di sviluppo. La masturbazione maschile era qualcosa di inevitabile e con cui fare i conti, roba da battute ad alta voce. La masturbazione femminile un segreto inconfessabile, roba da risate o smorfie di disgusto. Come se avessimo bisogno di un uomo per giustificare non solo il piacere, ma la conoscenza del nostro stesso corpo.

donne: quello che non ci hanno mai detto sul sesso femminile

Da ragazze ci è stato detto che la nostra verginità era un valore inestimabile, che la prima volta andava fatta con ‘quello giusto‘. Oltre alla pressione di dover vivere quest’esperienza sul solco di un ideale di totale perfezione, il che è umanamente impossibile per la maggior parte, questo implicava che a quell’età si avesse la capacità di identificare ‘la persona giusta’ al di là del frutto della cieca attrazione che si prova da adolescenti, e che il desiderio – di per sé – non costituisse una motivazione sufficiente.

Noi non dovevamo fare sesso, dovevamo fare l’amore.

Con questo non voglio affatto dire che i sentimenti non siano importanti, ma che ci è stato raccontato solo un lato della faccenda. Ovvero che noi non avevamo istinti, carne e passione, avevamo amore, devozione e sottomissione.

Ho sentito spesso riferirsi alla verginità come a un ‘regalo’ che si fa all’uomo. Ci si dona. Senza chiedere niente in cambio, ovviamente.

Il fatto è che non mi è mai stato detto che sarebbe stato un regalo che avrei fatto a me stessa, quello di scoprire le meravigliose opportunità di godimento che il mio corpo mi avrebbe concesso.

Perché godere è peccato. Godere è da troie. Le cagne godono mentre le donne si concedono, giusto?

Il sesso come espressione di una potenzialità, il sesso come appagamento, il sesso come pieno utilizzo del proprio corpo, questo è un messaggio che a molte donne non arriva mai.

Anche perché lo sappiamo tutti, no? L’uomo a cui piace il sesso e ha molte donne è un figo, la donna che fa lo stesso è una troia.

donne: quello che non ci hanno mai detto sul sesso femminile

Da donne ci è stato detto di preferire sempre la censura. Di non vestire provocanti. Di non avere atteggiamenti sexy. Di non contare i nostri amanti. Di compatirci e piangere se trovavamo il sesso e non l’amore. Mi chiedo quanti cuori si siano spezzati per mantenere fede alla pretesa di renderli inseparabili, a volte indistinguibili.

E vogliamo parlare della pratica? Un sacco di donne non hanno idea di come e cosa fare per provare piacere ma fanno di tutto per farne provare all’altro. Danno per scontato che il termine di un rapporto sessuale sia quando lui è venuto, anche se lei ancora no. O che lei non debba venire per niente, perché in qualche modo se non viene è colpa sua. E’ lei la frigida, mica lui l’incapace.

(Vi racconterei di quell’ex che pensava non fossi capace di venire quando in realtà io – come la maggior parte delle donne – sono esageratamente multi, ma è un’altra storia.)

Quante volte ci facciamo andar bene le cose, nel sesso. Il modo sbagliato, i gesti troppo forti, un po’ di dolore o, al contrario, il non sentire assolutamente nulla. E’ perché, grazie a questa cultura di segretezza e censura rispetto al piacere femminile, non ci è stato insegnato a conoscerci davvero. Non conosciamo il nostro corpo né le sue potenzialità. Quello che possiamo e non possiamo fare, quello che possiamo chiedere e quello che non possiamo chiedere [inserisci payoff di famose chips al formaggio].

Perché  siamo state educate ad essere l’oggetto del sesso, non in controllo del sesso.

Quando nascono siti come OMGYes, una ricerca estensiva sul piacere femminile che punta a dare informazioni ‘pratiche’, praticissime, al riguardo per migliorare la sessualità delle donne e della coppia, capisci quanto la sessualità femminile sia stata tenuta da parte fin ora.

Facciamo un favore a noi stesse e mettiamoci in controllo delle potenzialità del nostro corpo. 

donne: quello che non ci hanno mai detto sul sesso femminile

Cioè indicando, spiegando, chiedendo, mostrando. Perché abbiamo un clitoride tra le gambe, che è una Ferrari del piacere, mentre lui poverino ha solo un pene, che al confronto è un triciclo e viene una sola volta. Abbiamo il diritto e il dovere di dare e ricevere piacere, e sulla parte ricevere siamo carenti.

Via l’immaginario pornomaschilista della donna che ha solo bisogno di una sveltina o che deve venire in cinque secondi mentre lui non fa altro che avanti e indietro. E’ un po’ come chiedere alla Ferrari di fare i 250 all’ora solo girando il volante. Hey? E la frizione? Hey? E l’acceleratore? Ma soprattutto: ‘sta macchina l’hai almeno accesa?

Ma le prime a guidare la Ferrari, vi dico la verità, dovete essere voi. Altrimenti non saprete mai se la state portando a tutta potenza o se la state usando con le premure che usereste per la 126 scassata di mia nonna.

E no, non volete farlo.

Questo post è offerto da Ohhh, che non è un sexy shop come gli altri. Niente luci rosse e costumi in finto latex, ma oggetti sicuri, belli e di design per stimolare fantasia, sessualità e piacere. Io personalmente adoro il brand Lelo e ho il Liv2, ma se il sex toys vi sembra ‘troppo’ trovate tantissime altre cose interessanti e più soft, come accessori da massaggio e kit regalo particolarmente piacevoli.

Babbo Natale da Ohhh ci passa spesso, quindi se volete aggiungergliene uno alla lista sono sicura lo porterà – anche perché se siete sole è un regalo per voi stesse, ma se siete in due è un regalo per entrambi.

Io intanto vi do un piccolo incentivo, che è un codice sconto del 10% a fronte di una spesa minima di 30€.* Vi basterà inserire il codice MACHEOHHH al momento dell’acquisto.

Una nota di merito anche al blog di Ohhh, che ha reclutato penne interessanti e argute come quella di Memorie di una Vagina, Violeta Benini o Grimilde, per parlare di argomenti poco esplorati ma degni di studio come la ‘degustazione del tubero‘, l’allenamento del pavimento pelvico, l’infedeltà.

 

*non cumulabile con altri sconti e non valido su prodotti già in promozione

 

Commenti

  • Lo sai che ti adoro, vero? :-*

  • meraviglioso !! grande Chiara !

  • Sara

    oooooh che bel post! Chiara complimenti, ti seguo da quando hai aperto il blog e ogni post sempre più bello! Ultimamente più profondi… Oooh un abbraccio

    • Grazie mille Sara! Si, mi sento in un periodo abbastanza riflessivo ma anche un po’ rivoluzionario, dove tante certezze che avevo – per lo più dettate da altri, la mia famiglia o il mio contesto – sono state discusse e corrette alla luce del mio percorso fin ora.

  • Monica

    Bellissimo questo post, orgoglioso e sicuro di se’ 🙂 e’ cosi’ che le donne dovrebbero sempre potersi sentire!

  • gg

    Le foto sono strepitose.
    Sono tue anche queste ?
    Gg

    • Si! Felice che ti piacciano.

  • Senza dubbio un ottimo articolo, che non solo fa riflettere, ma che dice molte veritá. Mi son vista riflessa in alcune osservazioni e hai proprio ragione!! La societá nella quale viviamo non é ancora preparata e forse cosciente che anche le donne hanno una sessualitá e forse alcune, molto piú sviluppata che qualsiasi uomo e che sono le padrone del proprio piacere.
    Vivo in Spagna da quasi 10 anni e forse qui le cose sono un pó diverse…la sesualitá si vive in modo piú libero, anche se dipende molto dalle origini…
    Felice di leggere un Post cosí interessante e diverso dal solito e orgogliosa che sia una italiana a farlo!!
    Un abbraccio
    Stefania (TabataReal)

    • Grazie Stefania, mi fa molto piacere. In che modo pensi che la sessualità femminile in Spagna sia differente? Sono curiosa di saperlo.

  • Dani

    Molto bello e molto vero nel complesso, certi tabù a senso (e sesso, nel senso di genere) unico andrebbero estirpati quanto prima.
    Però, e spero che nessuno si senta giudicato, leggendo mi è anche venuto un dubbio: è così sbagliato cescere un figlio, maschio o femmina che sia, dicendogli che l’esperienza sessuale è molto bella, ma anche un qualcosa che ti mette letteralmente nudo nelle mani dell’altro? Che se non per forza bisogna aspettare LaPersonaGiusta, sarebbe però bene dare se stessi a qualcuno a cui ci si sente di dare quella fiducia, la prima come le successive volte? E che le prime esperienze sono un dono, come le successive, nel senso che da ogni tassello di esperienza non si torna più indietro, e che (esperienza personale) scegliere male le persone può creare rimpianti? Non mi sento in nessun modo “sporca” per quel che ho fatto in vita mia; certi ricordi però mi brucia, e non poco, di averli in comune con un demente e non con quello che si è poi rivelato l’uomo giusto, o quantomeno un uomo da ricordare con affetto e con stima comunque dovesse andare a finire. In questo senso sì la verginità può essere intesa come dono; dal post mi sembra evidente che Chiara si rivolge a donne adulte o comunque in grado di decidere, ma la mia riflessione è a spettro più ampio. Non rischiamo di questi tempi, giustamente intenzionate a toglier i tabù dalla sessualità femminile, di “buttare il bambino con l’acqua sporca”?

    • Ciao Dani, una riflessione molto interessante. Come ho scritto nella frase seguente alla mia affermazione, non voglio assolutamente negare che la componente sentimentale sia necessaria, anzi sono la prima a ritenerla importante. Quello che non mi piace è la questione ‘quello giusto’: che strumenti ha un adolescente per identificarlo-a? Non sarebbe meglio allora parlare di sentimenti e rispetto reciproci, cosi come di curiosità e voglia, invece di mettere tutta questa pressione sul dover rendere l’esperienza ‘perfetta’ a tutti i costi?

      • Dani

        Assolutamente d’accordo, direi che stiamo dicendo grossomodo le stesse cose. Il mio commento è venuto più che dal tuo post in sé, da tante cose che vedo in giro ultimamente – solo che qui, a differenza di altrove, si possono tirare fuori le idee contando su una discussione civile con persone intelligenti 😉 Anzi, grazie per lo spazio di confronto!

        Mi spiego meglio sulla questione: molto di quello che sento e vedo intorno a me, e soprattutto ai ragazzi con cui ho a che fare (insegnante), tende da un lato come dici tu a demonizzare la sessualità femminile vissuta con coscienza. Ma al polo opposto spesso vedo non tanto la consapevolezza che traspare dal tuo discorso, quanto la riduzione del sesso a qualcosa che “si deve fare” e che “ha poco peso, è solo una bella esperienza come altre”. E questo punto di vista mi sembra, anche se per altre ragioni, altrettanto pericoloso e riduttivo dello stereotipo della donna angelo della casa.
        In questo senso ho approfittato del tuo post per buttare lì una riflessione, mi piacerebbe anche sentire i pareri di chi ha esperienze di vita, in quell’ambito e non solo, diverse dalla mia.

    • Dulcistella

      lettera per lettera, quel che ho pensato io. Tanta stima.

  • Viviana Iocolano

    mi sono venuti gli occhi lucidi a leggerlo… perchè avrei voluto che qualcuno me le dicesse… o spiegasse prima certe cose… Senza nulla rinfacciare o criticare a mia madre che sono convinta abbia fatto del suo meglio. Però queste parole mi fanno capire quanto sia importante cambiare il punto di vista e finalmente metterci al centro del nostro universo personale.

  • Chiara Peri

    Mi avevi davvero tentato. Peccato che il sito funzioni di ohhh funzioni davvero male. Forse è il sovraffollamento dovuto al tuo post… 🙂

    • Si, probabilmente, ma se ci torni sicuramente funziona!

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