Breve storia dei miei sex toys

Life · · 3 commenti

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In principio fu l’anello.

Esso, un cosetto di silicone a pila, che assomigliava più agli anelli di gomma dei cinesi con la lucina dentro che ad un oggetto del desiderio, fu acquistato per gioco ad un distributore automatico di preservativi. Sembrava selvaggio e provocatorio, all’epoca, possedere un sex toy – seppur delle dimensioni di una nocciolina, ma in fondo c’è chi ha lo stesso problema col marito (no, dài scherzo, non voglio fare penis shaming, è vero che l’unica cosa importante è saperlo usare. T. tu manco lo sapevi usare, stronzo!).

Ci abbiamo riso sopra, finché non lo abbiamo provato. Allora non abbiamo riso più.

Lo abbiamo venerato.

Un anello per trovarli, un anello per domarli e nel buio moltiplicarli.

Sapete di cosa parlo.

La cosa bella dei sex toys non sono tanto i sex toys in sé. E’ che ti mostrano quello che puoi raggiungere da sola e che potete raggiungere insieme. Quindi un anellino di silicone può schiudere un mondo di WOW e far cliccare qualcosa che altrimenti non vi sarebbe venuto in mente.

I sex toys sono un mezzo per un fine: scoprire quello di cui sei capace.

Ci sono un sacco di donne che misurano ancora la loro capacità di provare piacere dall’abilità dell’altro: se ti capita uno che non ci sa fare, sei finita! Penserai sempre di essere incapace di godere delle meraviglie del tuo corpo.

E dunque l’anellino superò la prova, ma ancora di più stuzzicò la curiosità di chiedersi: ok, questo lo raggiungo con l’anellino, ma ci riuscirei anche senza in qualche modo, aggiustando il tiro?

(Spolier: oh, si. Si. Si si si si. SI!)

Dopo il glorioso anellino, che esattamente come quelli sparaluminescenti dei cinesi durò tre giorni, arrivò lui: il LIV2 di Lelo.

Il Lelo è un incrocio tra un soprammobile di Arval Aalto e un frullatore a immersione Moulinex. Un attrezzo liscio liscio, quasi vellutato, a forma di zucchina OGM, che serve a fare diverse cose, in/su/vicino a diverse parti del corpo. Quello è a vostra fantasia.

Il Lelo può essere impostato in diverse modalità: quella facilona, che bastano tre secondi, come quella stronza, che ti fa arrivare lì lì e poi smette. Poi ricomincia. Poi smette. E tu gli rispondi senti allora faccio da sola, vaffanculo, ma sotto sotto ti piace.

Il Lelo è quella cosa che da sole è bello ma in due di più. E’ anche quella cosa che lui parte per una settimana e tu intanto ‘sperimenti’.

 

Con sommo dispiacere, ammetto di non aver mai usato quello che in un celebre episodio di Sex and the City è chiamato il Coniglio. So solo che è una bomba e che, rispetto ad altri di vecchia generazione, ora è talmente di design che lo potresti esporre come soprammobile.

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Se vi chiedono cosa sia, rispondete con sicurezza:

il cactus di Arval Aalto.

Ma ci sono anche il Do Not Disturb (sai, se lo appendo alla maniglia della porta significa che sto dormendo), il Brucaliffo (è un’edizione limitata della serie Alice nel Paese delle Meraviglie), l’Accendino da fornello (eh, il fuoco della passione), e i vari Telecomandi.

Non aprono esattamente il cancello, ma vabbè.

Questo post è offerto da Ohhh, che non è un sexy shop come gli altri. Niente luci rosse e costumi in finto latex, ma oggetti sicuri, belli e di design per stimolare fantasia, sessualità e piacere. Io personalmente adoro il brand Lelo e ho il Liv2, ma se il sex toys vi sembra ‘troppo’ trovate tantissime altre cose interessanti e più soft, come accessori da massaggio e tante piccole idee regalo.

Io intanto vi do un piccolo incentivo, che è un codice sconto del 10% a fronte di una spesa minima di 30€.* Vi basterà inserire il codice MACHEOHHH al momento dell’acquisto.

Buon divertimento 🙂

*non cumulabile con altri sconti e non valido su prodotti già in promozione

 

Commenti

  • Barbara

    Che le dimensioni non contano e che l’importante è saperlo usare NON È VERO!!! 🙂

    • Hahahahaha vabbè… pensa se uno è dotato ma totalmente incapace. Dici che insegnare si può ma ingrandire no? Eh vabbè… Ma anche la volontà e l’impegno fanno la loro parte 😀

  • Vale

    Capisco che a Roma si dice ARVARO, ma da Architetto ti suggerisco: ALVAR Alto…… : )