Bambini e schermi: per evitare danni bastano poche regole!

Mummy · · 0 commenti

Come vi ho raccontato in questo post – L’auto intrattenimento del bambino (se, te piacerebbe) – mia figlia ha un’assoluta incapacità di auto-intrattenersi.

Ha giocato da sola forse 3 volte in tutta la sua vita,  e per giocato intendo ‘trascorso del tempo facendo qualcosa – qualsiasi cosa – autonomamente’.

Capirete che l’argomento ‘bambini e schermi’ a casa nostra è piuttosto sentito, perché è un problema effettivo.

Alcune settimane fa sono stata alla presentazione della nuova App di Sky, Sky KidsApp, studiata per bambini e con all’interno tantissimi contenuti. Ho apprezzato molto che la conversazione fosse incentrata su un rapporto salutare tra bambini e schermi.

Le serie tv per bambini possono essere avvincenti ed educative, spesso sono sviluppate in modo da intrattenerli in modo sano e divertente oppure per comunicare loro valori come credere in loro stessi, difendere i più deboli, valorizzare l’amicizia.

Ma, ovviamente, gli schermi e i bambini devono incontrarsi nelle modalità giuste.

Ecco alcune considerazioni che sono emerse dalla conversazione tra il pedagogista e scrittore Alberto Pellai, autore de ‘L’Educazione Emotiva’ e noi mamme.

Per capire come funziona la mente del bambino, immaginatela come una casa:

Al primo piano ci sono tutte le funzioni associate alla sopravvivenza

Al secondo piano c’è il cervello emotivo, dove passano tutti i sentimenti come dolore, piacere, gioia, tristezza, rabbia, paura.

Al terzo piano ci sono le funzioni cognitive, che si sviluppa con l’adolescenza e aiuta ad elaborare e a dare un senso e un’organizzazione a tutto quello che succede ai piani sottostanti

Nel bambino preadolescente il terzo piano non è abbastanza sviluppato da permettergli di capire e razionalizzare contenuti troppo forti, che quindi hanno facile accesso al cervello emotivo e possono scatenare reazioni eccessive, fare danni.

Come evitare una visione che ‘FACCIA MALE’ ai bambini?

Semplicemente evitando che sia:

  • Troppo prolungata

Ovvero supera le 2 ore al giorno. Sembra tanto, ma la verità è che ormai le puntate di alcuni show durano quasi un’ora, quindi ‘guardare due cartoni’ significa stare davanti ad uno schermo 2 ore o più, specialmente se ci sono altri momenti della giornata dedicati a tv o tablet.

  • Frammentata

Avviene passando da uno schermo all’altro oppure avendo frequenti interruzioni che impediscono di dedicare la completa attenzione ad un solo device

  • Inadeguata per contenuti

Qui parliamo di due tipi di contenuti. I primi sono quelli chiaramente non adatti ai bambini, dei quali molti genitori sottovalutano l’effetto. Contenuti troppo violenti o complicati, ma anche semplicemente troppo ‘emotivamente carichi’, che i bambini non riescono a processare e che quindi restano inspiegabili e paurosi, proprio perché i piccoli non riescono ad organizzarne il senso.

I secondo sono contenuti adatti ai bambini, ma non a bambini della loro età. In entrambi i sensi: il contenuto per bambini più piccoli provoca frustrazione e noia. Quello per bambini più grandi, confusione. Questo avviene spesso ad esempio con bambini che guardano gli stessi show dei fratelli più grandi, e che ovviamente non riescono a capirne interamente il senso, e questo li mette in allarme.

Nella riunione ho sollevato la questione merchandising: spesso ci sono programmi non adatti a bambini piccoli che però come marketing si rivolgono anche ai piccolissimi, con borsette da asilo, tovagliette, abiti etc e questo ovviamente crea confusione nel genitore e nel bambino.

Un bambino di 4 anni è molto diverso da uno di 9, e se il 9enne può affrontare serie tv live action che parlano di sentimenti, prime cotte e preadolescenza o al contrario lotte di potere, azioni rapide e un minimo di violenza, il 4enne non ha gli strumenti per dare un senso a quello che vede, ed entra in uno stato di allerta e agitazione.

Proprio per questo è importantissima la visione condivisa con i genitori.

Questo ovvia a due problemi:

  1. Aiuta noi a riconoscere quali serie sono effettivamente adatte a nostro figlio. Per la sua età ma anche per il suo grado di maturità e di sensibilità. Ad esempio, una cosa che faccio io è vedere almeno tutte le prime puntate dei cartoni che non conosco insieme a lei.
  2. Aiuta a mediare tra le storie sullo schermo e i sentimenti, quindi a dare un senso e un contesto a quello che il bambino vede, senza che si scateni eccessivamente la sua parte emotiva. Ad esempio, vedere un personaggio un po’ pauroso e dire a voce alta che ‘questo personaggio fa un po’ paura’ è dare voce a qualcosa che il bambino non riesce a razionalizzare ma che sente.

Se rispettiamo le regole di buon senso e partecipiamo alla visione dei contenuti insieme ai bambini, lo schermo non può che essere una bellissima esperienza.

Stiamo provando Sky Kids App in questi giorni. Viola la adora.

Anche io ho ritrovato contenuti che non vedevo da un po’ e che adoro, come Gumball e le Powerpuff girls, ma anche le serie Disney, che adoro.

Ovviamente, il fatto è che mia figlia non se ne vorrebbe più staccare…

Ma la soluzione c’è ed è semplice ma geniale:

  •  Settando il suo profilo e inserendo la sua età Sky Kids App elimina tutti i canali con contenuti che potrebbero essere non adatti alla sua età. Ovviamente se avete più di un bambino, ognuno avrà il suo profilo e questo aiuterà anche voi a capire cos’è meglio suggerirgli di vedere.
  • Le puntate sono scaricabili offline, in modo che il tablet sia ‘tirato magicamente fuori dal cappello’ in momento in cui serve davvero, ad esempio un lungo viaggio in auto, treno, aereo..
  • Con la ‘Buonanotte Automatica‘ io, nella mia sezione Genitore con password, posso decidere in quali ore durante il giorno l’App sarà attiva. Per tutto il resto.. buonanotte cartoni!

La ‘peace of mind’, cioè la tranquillità di saperli al sicuro, è fondamentale quando li lasciamo per un po’ insieme alla tecnologia!

E per il resto: stasera film tutti insieme?

 

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