Come quei post di una volta.

Life · · 12 commenti

Non so se avete presente, ma l’ultimo trend in fatto di blogging è quello di dedicare ogni post ad un argomento, possibilmente con un titolo accattivante, possibilmente in punti o paragrafi e con una provocazione o una riflessione da lanciare. E a me questo tipo di post, se scritti bene, piacciono molto. Ne leggo, ne scrivo, ne bookmarko.

Si è invece un po’ perso quel modo di postare che era più tipico dei miei tempi – aaaah, i miei tempi, dove qui era tutto blogspot e splinder – in cui si apriva l’editor e lo si trattava un po’ come una pagina di diario, buttandoci dentro di tutto un po’, anche senza un gran filo logico.

Che è quello che voglio fare oggi.

E’ una giornata novembrina, nonostante sia Giugno la temperatura è precipitata di nuovo e serve la giacca. Il cielo è grigio, stamattina pioveva. A dirvela tutta, la presunta paura che si dovrebbe provare dopo un attentato che coinvolge la tua città, su di me non attecchisce: tanto sono ansiosa sulle angosce che crea o amplifica la mia mente, tanto sono fatalista su incidenti e terrorismo.

Un po’ perché credo che se è giunta la tua ora, Samarcanda-style, c’è poco che tu possa fare. Un po’ perché credo che ormai stiamo assistendo a un franchising del terrorismo dove qualsiasi squilibrato o estremista può svegliarsi una mattina e falciare gente con un’auto, o sgozzare passanti con un coltello da cucina. Questo rende il tutto talmente terrificante ma anche talmente imprevedibile, che dire “evito situazioni di folla” o “non vado in centro” non ha quasi più senso: magari vai a fare la spesa e trovi lo squilibrato al supermercato. Per dire. Quindi che si fa? Si vive, direi. Senza farsi limitare troppo. Al momento vi scrivo dal mio coworking a Camden Town, per arrivarci ho preso metro e bus e sì, avrei potuto lavorare da casa, ma non ci penso proprio.

Vi racconterei di com’è diverso l’arrivo dell’estate qui. Perché, semplicemente, non arriva. Non c’è una stagione estiva che deve iniziare, o temperature che scendono. Ci sono splendide giornate di sole, tiepide e luminose, dove Londra si svela in tutta la sua bellezza, ma sono circostanziali. Durano due, tre giorni, poi si torna al grigio. Al perenne Novembre.

Mi mancano le cene fuori, all’aperto. Mi manca l’aria che inizia a profumare di fiori. Mi mancano i piedi sulla sabbia, una domenica di Maggio, e il primo weekend al mare a Giugno. Mi manca soprattutto quella sensazione, sospesa e felice, dell’inizio dell’estate. L’estate che è una promessa e già si pregusta. Le ciliegie, le pesche, la prima anguria. Apparecchiare in terrazza, le tovaglie bianche, un bicchiere di vino freddo. Mi manca scoprire la pelle, sentire il sole addosso.

Mi manca un po’ tutto, dell’Italia, in questo periodo in cui mentre voi siete coi piedi a mollo io cammino sotto la pioggerella orizzontale. E’ una cosa che non si capisce finché non la si vive. Per sei anni.

Comunque, a parte questo Londra la amo sempre tanto. I nostri piani di rientro sono al momento fermi, e vedremo cosa succede.

Intanto, nuovi progetti e nuovo fermento sono nell’aria, per me. Prima di tutto per i #mcdworkshop. Ormai vi ho fatto una testa così, quindi sapete già di cosa si tratta – qui comunque tutte le info – e sono felicissima di tutto: del programma, dei guest teacher che ho in mente, dei piccoli sponsor indipendenti della goodie bag, della location, dell’allestimento che faremo. La mia idea, dall’inizio, è stata quella di offrire di pari passo un workshop utile, pieno di tips pratici, e un evento coinvolgente, bello, d’ispirazione. Quando posterò le foto e il video di Roma, o se parteciperete, mi direte se ci sono riuscita 🙂

L’altro progetto invece coinvolge la mia parte più creativa, ed è qualcosa che volevo fare da tanto… e che finalmente ho l’occasione di realizzare. La cosa più bella di entrambi questi progetti è che finalmente aprono le porte del mio piccolo mondo a collaborazioni e partner, cosa mai successa prima, e dopo tanti e tanti anni di lavoro da sola è una cosa molto stimolante, piacevole, appassionante.

Viola intanto cresce, a vista d’occhio. Ormai sembra una pre-teen. E più cresce più mi attacco a lei, è strano: quando era piccola non avevo problemi a stare giorni e giorni lontana da lei, ora mi manca di più, quando non ci sono. Sarà che già intravedo il momento in cui non vorrà più stare con me, quando arriveranno le porte sbattute e gli insulti perché non capisco niente (quelli a dire il vero già ci sono), quindi faccio tesoro di questi momenti, quando ancora si accoccola contro di me e vuole dormire insieme. Il fatto che l’abbia cresciuta prevalentemente io, e negli ultimi 6 anni senza alcun aiuto, rende il nostro legame molto forte.

E infine, io.

Vorrei una piscina con il fondale iridescente.

Vorrei qualcosa che allontanasse tutti i brutti pensieri.

Vorrei qualcuno che mi porti a cena fuori quando le serate profumano di gelsomino.

 

 

 

Commenti

  • Sarò nostalgica ma “i post di una volta” (o quelli de panza) sono quelli che alla fine mi piacciono di più.
    E sì, definitely.
    Ora più che mai, qualcuno che mi porti a cena fuori quando le serate profumano di gelsomino.

  • Patrizia Menchiari

    Ma le nonne non ti sgridano quando vedono le sue cosce infreddolite? 😉
    Ti leggo dai primi post, non commento mai. Ma stasera capito qui e non ci sono commenti.
    Allora ti mando un saluto, in memoria dei bei tempi in cui ogni post era una pagina di diario.
    Ti mando un po’ di profumo di gelsomino e di caldo dall’Italia, anche se stasera qua piove e sembra Londra.
    Volevo solo dirti che condivido il tuo spirito rispetto al terrorismo, è random, non c’è nulla che si possa fare, salvo smettere di vivere, che è l’unica cosa da non fare, mai.
    Lunedì porterò a Londra i miei figli, la statistica è dalla mia parte ma comunque non ho paura.
    In bocca al lupo di cuore per tutto, per #mcdworkshop, per il rientro.
    Sappi che il tuo libro, il primo, Quello che le mamme non dicono è stato il libro che ho regalato di più in questi anni. Ecco un commento sconclusionato per un post minestrone che mi è tanto piaciuto. Un abbraccio, Chiara.

  • Cristina

    Sono stata a Roma un giorno e mezzo la scorsa settimana: quant’è bella! Sembrava di essere già in piena estate…

  • Francesca

    Io preferisco questi post rispetto agli attuali.

  • Giusi

    Che strano. Da quando sono nata, ho sempre avuto l’impressione di essere un’aliena. Io vivo in Sicilia, in un paese tranquillo e pieno di cioccolato aromatico. Però non mi sono mai sentita a casa. A me piace l’autunno, amo l’inverno. Adoro le case con le finestre a bovindo ed il giardino sul retro. Mi piacciono le giornate uggiose e il mare grigio. Per me l’arrivo dell’estate non é una promessa, ma una certezza che mi fa saltare i nervi. Odio tanto il caldo. E’ più forte di me. Mi rende apatica e depressa. Sarò un caso raro, ma io con il caldo e il sole tendo a diventare malinconica, nervosa, lunatica. Insomma: uno strazio.
    Leggere di te (e capisco tu possa dire che che se non si vive l’esperienza é difficile da comprendere) e della tua permanenza londinese, mi porta un pò indietro nei ricordi. Quando questo lo sognavo per me.
    Poi si fanno scelte che scelte non sono. Semmai sono scelte indotte. Pensi che avere una casa, un impiego fisso sia raggiungere l’optimum. Ma non é così. Quel che é difficile, avendo radici obbligate, é reciderle. Non te lo permetteranno le circostanze, le cose, le persone e inconsciamente ci auto-sabotiamo.
    Domenica scorsa ho passeggiato sulla riva, sotto al primo sole. Io amo il mare. Eppure non ero felice. Pensavo al mio mancato soggiorno permanente nel sud dell’ Inghilterra. A come tornarci questa estate. Per fortuna oggi é una giornata uggiosa. Piove e soffia un lieve venticello. Se trovi qualcosa capace di allontanare i brutti pensieri, condividila un pò.

  • Sono questi i post di cui ci siamo innamorate, noi che ti seguiamo dall’inizio dei tempi 😉
    In bocca al lupo per il #mcdworkshop e gli altri progetti, sono molto curiosa di sapere di cosa si tratta!

  • Fiamma

    Sarà che sono una vecchia lettrice di blog (e soprattutto del tuo fin dall’inizio) ma io amo questo tipo di post. Grazie per l’immagine della piscina col fondale iridescente.

  • Alice

    Ciao Chiara,

    anche a me piacciono molto questi post “di una volta”.. anzi, a dire la verità, li trovo i migliori di tutti, e vorrei che ne pubblicassi di più!

    Per quanto riguarda il meteo inglese, io sono fatta strana ma mi piacerebbe tanto avere una non-estate come quella di Londra.. a Milano ad esempio, l’estate porta più che altro disagi e problemi: innanzitutto i pollini, che a causa del riscaldamento climatico globale non durano più un mesetto ma vanno avanti per mesi.. il caldo poi amplifica l’inquinamento dato dalle polveri sottili, che a loro volta fanno effetto-catena con i pollini, quindi le allergie/asma/problemi respiratori vari sono in costante aumento, soprattutto su bambini ed anziani.. risultato: occorre imbottirsi di antistaminici, in più ci sono le belle giornate, il sole dura fino alle nove di sera, ma è sconsigliabile fare passeggiate nel verde 🙁 . Inoltre, c’è il flagello delle zanzare, ogni anno in aumento anche quelle. Il caldo estivo è sempre più torrido e umido, quindi o si ha la fortuna di avere il climatizzatore in casa, o si muore di caldo, non si dorme la notte, ecc ecc. Negli uffici/locali/negozi/mezzi pubblici, l’aria condizionata viene sparata a palla, quindi passi dai 16° di dentro ai 36° di fuori.. tanto che ormai c’è più gente influenzata in estate che in inverno. Ecco, per tutti questi motivi, l’estate italiana calda è bella se si è al mare, in montagna, in collina, nella natura, ma nelle grandi città è solo un tormento.

    Sugli attacchi terroristici, ammiro il tuo fatalismo, che sicuramente aiuta a vivere meglio il presente che non stare in ansia davanti alla TV (come faccio io).. però faccio fatica ad accettare che questa sia la nostra nuova normalità, ovvero che sia “nell’ordine delle cose” che nelle capitali europee ogni 2 settimane degli innocenti (inclusi bambini, donne incinte ecc) vengano fatti saltare in aria, investiti, squartati, solo per il fatto di essere degli occidentali e di vivere da occidentali.. veramente ci si può abituare a vivere (e far vivere i nostri figli) in un mondo che sembra partorito dalla mente di Freddie Kruger? Tu personalmente (se posso chiedertelo) come affronti queste tematiche con tua figlia?

  • Liuba Figlia

    Quanto hai ragione 😍

  • Francesca Celletti

    I post come “quelli di una volta” sono sempre i migliori… quelli con più cuore e meno parole… io ti seguo dal primo e questo è bellissimo… un abbraccio

  • Eleonora

    è vero, le serate italiane (ma anche francesi) di quasi estate sono meravigliose… quando si cerca un motivo per stare fuori e continuare a passeggiare, o quando si cena solo all’aperto, e va bene sia una terrazza meravigliosa che guarda tetti e cortili sia un metro quadro di cemento in strada, basta ci sia un arbusto che protegge dal traffico… questo è il momento dell’anno più delizioso, prima che arrivi l’estate, con il caldone, le vacanze, le persone che vanno e vengono… in questi giorni, invece, tutti sembriamo contagiati dalla stessa malattia, che fa sorridere senza motivo e fa ciondolare, perder tempo…
    (poi, da brava redattrice editoriale cagacazzo quale sono, ti ricordo di mettere il link dove annunci le info sui corsi!)
    baci e coraggio, Londra, come ben sai, è meravigliosa per tanto altro!

  • Sono davvero molto felice dei vostri commenti <3 Allora ne farò di più!!!