Rosicare mi fa benissimo.

Life · · 6 commenti

Forse non lo sapevate, ma a me ci vogliono 8 ore ‘door to door‘ come dicono gli inglesi per indicare l’intero lasso di tempo di un viaggio, per andare da Londra a Roma. Otto ore, le ho appena fatte: 1 ora di macchina, poi 1.30-2 di attesa in aeroporto, 30 di imbarco, 2.30 di volo, 30 tra uscita dall’aeroporto e attesa del bus, 1 ora e 15 di bus, 20 minuti di metro, 10 minuti a piedi.

Torno a casa, torno a Londra perché Londra è casa anche se non esattamente come vorrei.

Sul volo ho editato circa 75 foto del workshop, parte delle quali andranno a costituire la gallery di foto che sto preparando per farvi vedere tutto ma proprio tutto del #mcdworkshop di sabato.
Tornare a Roma o in generale in Italia in questo periodo è strano, nostalgico. Da voi è estate, punto. Sole, tramonti rosa, pomeriggi al mare, bambini da portare in spiaggia, la pelle scoperta al sole, l’odore di crema solare, il gelato che cola sulle mani, le sere stellate.

Qui è il solito eterno novembre, a volte più caldo e soleggiato come oggi, a volte piovoso e grigio, ma nulla nell’aria suggerisce pause estive, mare, spiaggia, o quantomeno la spensieratezza e il prendersela con più calma tipico estivo. Va bene così, perché questo è il posto dove si fanno le cose.

Mercoledì però sono di nuovo a Milano, perché giovedì pomeriggio sono speaker alla Social Media Week a questo evento:

Influencer versus Marketer: una ricerca comparativa

Ovviamente, manco a dirsi, io rappresenterò gli influencer. Se ci siete, venite a salutarmi!

Altre 24 infuocate, da passare in buona parte su un volo, e vi confesso che vorrei cominciare a scrivere un altro libro. Ma, se per questo, vorrei anche produrre uno spettacolo, disegnare una collezione e migliorare i miei skill in grafica digitale.

Posso dirvi cosa funziona con me?

Ve lo dico in segreto. Pss.

Venite qua.

 

No, più vicine.

 

 

Rosicare.

Rosicare mi fa partire coi razzi verso il mio obiettivo. La cosa bella è che, quando rosico, tiro fuori due palle che porca miseria dove le avevo nascoste.

No, seriously: è come se dopassi i miei talenti. O li risvegliassi finalmente.

Perché nel mio caso, rosicare non significa provare invidia, ma quel sentimento di dolorosa sveglia che è “ma vedi quanto sei scema, che te ‘sta cosa la sai fare pure meglio, e non ti ci sei mai impegnata?”.

Bam! Partono i razzi, il processo si innesca, il target è agganciato.

E, abitualmente, centrato.

Poi mi annoio subito e avanti così finché non rosico di nuovo.

Ditemi se vi pare normale.
Eh no, non lo è.

Sapete però quei cori da stadio ‘rosicare-vi-fa-male?’. Ecco. A me no: a me rosicare fa benissimo, è proprio una wake-up call coi controfiocchi, è un ‘adesso ti faccio vedere io’ non tanto alla persona o all’accaduto che ha causato la mia reazione, quanto proprio a me stessa.

C’è una me stessa sfigata con una narrativa tutta sua che dice: ‘buahaha come mi faccio pena, guarda lui/lei/loro che hanno fatto e io no…buahaha…”

E c’è l’altra me stessa supercazzuta che la spinge da parte e fa “mo’ ti faccio vedere io, crybaby.”

Oh, how I love her!

Lei è più me di me stessa per intero.

 

E insomma, benvenuti in un altro post che ne conteneva un altro diverso.

Commenti

  • Monica

    A me questi post così, un po’ improvvisati e un po’ no, ma soprattutto “come una volta”, piacciono un sacco

  • Veronica77

    Sono una lettrice silenziosa, sono sempre lì lì per commentare ma poi mi prende la timidezza e mi fermo un attimo prima. ma da questo non potevo esimermi, mi ci hai tirata dentro con tutti i piedi, perché conosco bene questo sentimento, sopratutto il “mo’ ti faccio vedere io”! sempre molto quieta, a volte quasi nella pace dei sensi, e poi scatta l’istinto vitale che mi dà la scossa. e gli occhi? vogliamo parlare dell’espressione che assumono gli occhi quando sei presa da questo sentimento? Io li chiamo “gli occhi della tigre” (Rocky docet :-D), per la serie, state attenti voi che siete di fronte a me, perché potreste farvi male! Comunque tanti complimenti Chiara. E’ sempre un piacere leggerti, i post divertenti e quelli con spunti di riflessione.

  • Elena Lanza

    Ohhhhhhh finalmente un’altra come me! Cominciavo a preoccuparmi delle mie partenze col botto – noia – ripartenza col botto, che veramente pensavo di non essere normale. Mi consoli.

  • Silvy

    Io chiamo questa sensazione “ispirazione”.
    Provo a lasciare che persone e cose “migliori” di me in competenze professionali, abilità relazionali, organizzazione, ecc ecc siano per me di ispirazione.
    Questo mi rende grata verso di loro, e come dici tu non è invidia, ma è quel sano “MUOVITI!”.
    Ciao Chiara … grazie!

  • Agnese Sabatini

    Ahahah, questo post mi ha fatto sorridere perché succede anche a me questa cosa del rosicare! Prima arriva la “me frignona” che mi ricorda quanto io sia inetta e incapace eccetera eccetera…poi arriva la “me ora-vi-faccio-vedere-io”, ed è il momento migliore!! Però non avevo mai pensato a questa cosa, grazie per lo spunto di riflessione!

  • Maida Cappelletto

    Ecco “rosicare” è diventata un po’ anche la mia parola magica. Mi ha portata a tirare fuori una “me” che manco pensavo esistesse. Il confronto, anche se a distanza, vale oro perchè ti fa mettere in discussione. Mi ci sono voluti anni per comprendere la “lezione” … forse non avevo rosicato abbastanza bene ahahah.