Le ferie in Italia dell’expat

Life · · 16 commenti
LE FERIE IN ITALIA DELL’EXPAT
 
Ogni estate, in qualche luogo nel mondo, un expat si sveglia.
Sa che ha bisogno di tornare a casa per le ferie, perché se vede un altro cielo grigio con dodici gradi a Luglio inizierà a scapocciare contro il muro manco dovesse tirare fuori i funghetti di Super Mario Bros.
E poi gli amici in Italia sono tre mesi che postano le foto dalla spiaggia, limort***ii loro, della frittura de pesce e del birrino al tramonto.
 
Ogni estate, in qualche luogo del mondo ma più probabilmente del Nord Europa perché pagalo te un biglietto intercontinentale ogni estate poi vojo vedè, un expat si sveglia.
Sa che avrebbe dovuto prenotare un biglietto aereo a Gennaio come ha fatto il suo amico lungimirante, invece lui è una merda nell’organizzazione delle ferie e pagherà un Londra-Pescara come un Roma-Tokyo.
(su questo per favore un minuto di mesto silenzio perché mi è successo l’estate scorsa)
 
Ogni estate, dicevamo, un expat si sveglia.
Sa che ha solo 15kg de valigia e dentro ci deve far entrare la vita di un’estate ma soprattutto ci dovrà riportare beni di prima necessità come: parmigiano, caffè, insaccati, biscotti.
Quando impacchetta i costumi e le infradito, quindi, deve mentalmente fare il tetris con la Finocchiona che verrà.
Ogni estate, un expat si sveglia.
E sa che ha disseminato i suoi averi estivi tra casa all’estero e casa di qualche parente.
Partirà credendo di avere in Italia i sandali ma non le infradito, i vestiti ma non i costumi, lo spazzolino ma non la spazzola, e voi sapete già come finirà.
La modamare ‘c’ho sti due stracci in croce perché gli altri abiti estivi li ho lasciati a Londra dove non li metterò mai’ va fortissimo sugli expat.
 
Ogni estate, un expat si sveglia.
Sa che non è che può andare in vacanza dove gli pare: EH NO. CHE NON LA VAI A TROVARE MAMMA? E NONNA? E NON PORTI A FA’VEDE’LABBAMBINA A ZIA?
CHE NON LO VAI A TROVARE TUO FRATELLO?
Essi non è che se riuniscono un giorno per farti le cose semplici, EH NO: sono dislocati ai quattro angoli dell’Italia.
L’expat è, ovviamente, senza macchina.
Ogni estate, un expat si sveglia.
E pensa di stare bene.
Poi incontra sua madre in Italia e scopre che è sciupato, c’ha le occhiaie, si veste di merda e non aveva i capelli grigi l’ultima volta.
 
Ogni estate, un expat si sveglia.
E sa che al suo arrivo in Italia sarà preda di domande quali:
“ma ce l’avete la mortadella a (città estera)? Ah vabbè ma come fai a vivere senza la mortadella.”
“eh ma quelli di (città estera) non si lavano” (wtf?)
“ma dove ce l’hai a (città estera) un tramonto così, eh? EH?”
“BEATO TE CHE VIVI A (città estera)”
“e hai fatto bene ad andartene a (città estera), qua si sta uno schifo”
E la gettonatissima
“tu, che sei SCAPPATO a (città estera)” o
“eh ma che ne vuoi sapere tu che vivi a (città estera)”
> versione bonus per chi vive in Gran Bretagna:
OH, MA ALLORA STA BREXIT????
(eh aspé che faccio no squillo a Teresina May…)
 
Ogni estate, un expat si sveglia.
Sa che l’euforia dell’estate si trasformerà ben presto in un vago senso di dubbio esistenziale che riassumeremo sotto il nome ‘ma io che minch** ci sto a fa in (random Paese nordico dove vive)?”, con conseguenti piani di rientro.
Piani che verranno rivisti al rientro nella città di provenienza quando, facendo lo slalom tra le macchine in doppia fila, la monnezza e le cacche di cane e avendo finalmente raggiunto il Comune per ritirare un documento, egli verrà rimbalzato per otto uffici e sei ‘Mauro, guarda forse sta ar terzo piano aa’ macchietta der caffè’ fino a desistere e tornarsene, sconfitto, a casa.
(storia vera)
 
Ogni estate, un expat si sveglia.
E cazz, è in ritardo per il volo.

Commenti

  • Letizia Jaccheri

    che bellino, come e’ scritto bene e come e’ vero. tanti saluti da una expat in italia, coi capelli coi fili grigi ecc.

  • Tesdereno

    avantieri le cacche del cane stavano in bella mostra sul marciapiede all’intersezione tra via Pucci e via Massena…quartiere Sempione (Milano bene) Ai semafori c’erano extracomunitari iracheni che infastidivano gli autisti non accondiscendenti. Il degrado ormai è luogo comune (in Italia). Conviene spostarsi solo se assolutamente costretti per la pagnotta di sopravvivenza.

    • Andrea Oppenheimer

      gli iracheni sono profughi. sono costretti a lasciare la propria terra natia. la loro presenza non è degrado, le cause che portano ai conflitti nella loro patria sì. un degrado civile che forse alla milano bene non è chiaro.

  • Per non parlare che si ritorna a casa più stanchi di prima.

  • Bellissimo post. Mi riconosco soprattutto nella riga dove spieghi che le vacanze altrove sono rese impossibili da “ma non la vai a trovare mamma??”. Io ho famiglia a Stoccolma e mio marito a Milano e ogni anno é un puzzle infinito per poter vedere UN SOLO posto sulla terra che non sia uno tra questi due o Brighton dove viviamo (sí, nonostante mi sono trasferita qui da otto mesi ormai, tutti i famigliari continuano con “tu che vivi a Londra”).
    Non mi trovo invece in: “ma io che ci sto a fare in UK”. Sará che vengo appunto da Stoccolma, ma ogni volta che torno il pensiero che mi torna in mente é solo “meno male che me ne sono andata”!

    • the_shadow

      Davvero Sascha? Come mai trovi sia più vivibile Brighton di Stoccolma? A me Brighton pare overcrowded e carissima ormai, una succursale di Londra in pratica. Peccato perchè è molto aperta e stimolante. Pensavo si stesse bene in Svezia 🙂

  • Giulia Pennaroli

    ahahah sono sorella di una expat e tutte le volte che torna in Italia devo prestarle di tutto!!!

  • Raffaella

    Mooolto carina e veritiera! Brava Chiara, mi sono rispecchiata in tutto, vivendo anche io all’estero da molti anni, in un luogo dove il caldo e le belle giornate estive sono praticamente un miraggio. Sinceramente dopo 11 anni di ferie a correre tra amici e parenti, non sento piú la necessitá/voglia di tornare in Italia, quantomeno in estate. Molto meglio una bella vacanza rilassante lontana da tutti 😉

  • Carlotta Alles Tip Top

    La mia personale classifica:
    1. (Con tono sarcastico) “Come sei abbronzaaaataaaa”
    2. “Bè, che si dice a….?”
    3. “Bè, c’è la neve in Svizzera?” – ad agosto
    4. “Il fidanzato ce l’hai?”
    5. “Il reggiseno lo porti?” (successo veramente)

    • Paolo Barile

      Se è per questo quando vivevo in Scozia mi hanno anche chiesto se portassi le mutande!!

  • Luana Pozzar

    Ogni estate un expat si sveglia e sa’ che dovra’ rispondere sempre alle solite banali e noiose domande senza senso…

    “Ma come fai a vivere in Inghilterra? Piove sempre!” (boring)
    “Come va a Londra?” (FFS sono 3 anni che vivo in Inghilterra e sono 3 anni che ogni volta ti dico, ridico e ti ritorno a dire che non vivo a Londra)
    “Ah ti vedo ingrassata! Beh ovvio, in Inghilterra si mangiano solo schifezze.”(really?)
    “Allora quando torni in Italia? No perche’ adesso con la Brexit vi cacciano tutti…” (vedo che sei proprio informato)

    Complimeti Chiara per il post! Piu’ azzeccato di cosi’ non si puo’!!

  • Anna F

    “Ogni estate, in qualche luogo del mondo ma più probabilmente del Nord Europa perché pagalo te un biglietto intercontinentale ogni estate poi vojo vedè” –> a meno che tu non viva in Wisconsin… e allora sí che pur di tornare a riassorbire vitamina D (non in pasticche, ma sotto forma di ‘sole’) ti listi pure le mutante su craigslist e torni ogni estate con un volo intercontinentale (storie di vita vera e disperata :P). Buone vacanze Chiara!

  • theniki94

    Quello dei vestiti non è ancora successo perché sono partito d’inverno e questa è la mia prima vacanza da expat , però devo aggiungere il fatto che sei un expat sardo , sarai costretto a fare scali assurdi e peggio ancora se viaggi con Ryanair

  • Grande.

  • Alberto Donofrio

    Comunque…. mo va di moda dire “expat” e “fare default”, ma “expat” vuol dire emigrato e “fare deafult” vuol dire “fare fallimento”

  • Olga Pontesilli

    Sembra scritta da mio figlio 😂😄