Il nostro corpo è composto al 50% di acqua e al 50% di musica.

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La musica è sempre stata il mio rifugio.

La mia voce, quando non avevo parole per esprimermi o non potevo farlo.

La sensazione di sentirmi – nella felicità e nella tristezza – compresa.

Qualcuno, prima di me, aveva provato quello che provavo io, e lo aveva trasformate in note.

 

 

Avete mai provato il senso di stupore, quasi di commozione, di quando la melodia e il testo di una canzone rispecchiano esattamente come vi sentite in quel momento? A me capita spesso, è una sensazione ‘bittersweet’ ma meravigliosa. Una sorta di abbraccio.

La musica è stata parte di me, sempre.

A quattro anni, quando ho rubato il walkman di mia zia per ascoltare Madonna e cantare ‘mamma-terial girl’ in giro per la spiaggia.

Da bambina, nelle canzoncine e nelle sigle dei miei cartoni preferiti.

Da adolescente, dandomi note da cantare a squarciagola con gli amici o melodie sulle quali struggermi per l’ennesimo amore non corrisposto.

 

mumford and sons quote

 

Da ragazza, facendomi ballare in bagno mentre mi preparavo per uscire.

Dandomi coraggio, facendomi credere di essere forte.
Piangendo insieme a me, spiegando ancora più profondamente come mi sentivo.

Ispirando il mio romanzo, che ho scritto ascoltando la musica ed ha una sua playlist (questa).

 

 

Ho vissuto e vivo con una colonna sonora nelle orecchie, ballando un ritmo che è quello delle canzoni che amo e delle parole che voglio che risuonino in me.

 

Ho sempre cercato di trasmettere la passione della musica a Viola, e fin da piccola in camera ha avuto una radio con riproduttore cd e mp3 dove ascoltavamo canzoni per bambini ma anche per adulti, e insieme ballavamo e cantavamo.

Lo fa tuttora. Dovreste vederla, Spotify da una parte e amplificatore dall’altra, come balla e canta scatenata le sue canzoni preferite.

 

 

Ha un senso del ritmo spiccatissimo, per questo mi piacerebbe molto farle provare a suonare uno strumento (io tifo per la batteria, ma qualsiasi strumento che le piaccia va bene in fondo).

A lei non piace fare corsi se non ci sono altre amichette che li fanno – un bel problema – ma sono convinta che trovare una passione creativa sia fondamentale, sia un’ancora di salvataggio capace di trasportarci anche attraverso periodi meno belli della vita, quindi a Settembre cercheremo qualcosa per lei.

Al Mammacheblog del mese scorso ho avuto il piacere di essere coinvolta in un’attività inusuale: una lezione di musica insieme a Yamaha.

E’ sempre un onore collaborare con brand così importanti nel panorama musicale, che fanno subito pensare alla professionalità nella musica, a concerti e strumenti di valore. A gente che fa della musica la sua vita.

Abbiamo fatto un bellissimo workshop ispirato ai loro corsi di educazione musicale per bambini dai 3 anni, che avvicinano i più piccoli alla meraviglia delle note facendoli giocare, poi cantare, poi suonare, poi leggere la musica e infine anche comporre.

 

Ho visto anche fare una lezione di prova ai bambini presenti e ne sono rimasta piacevolmente colpita: la musica era insegnata in modo molto natura e legata alla realtà.

Come un gioco, ma anche come una sfida, come creatività, come movimento e come rumore.

Tutto a misura di interesse dei più piccoli.

Perché in fondo credo sia proprio questa la sfida: rendere la musica parte del quotidiano, riconoscerla nella vita di ogni giorno. Nel ritmo delle parole e dei passi, nelle melodie che canticchiamo e in quelle che ascoltiamo.

La vita stessa, ha un ritmo.

Basta fermarsi un attimo ad ascoltarla.

E dopo, una volta compresa l’infinita gamma di suoni, di emozioni, di ritmi che essa comprende, iniziare a suonarla.

 

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