La nonna che ballava sui tavoli.

Life · · 1 commento

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Mia nonna l’ho fatta sedere in giardino, e sembrava piccola e magra su quella sedia di plastica bianca.

Era la scorsa estate e mi si era accesa un’idea che avrei dovuto avere molto tempo prima.

Ho preso una videocamera, ho fatto sedere mia nonna in giardino nella sua casa che un tempo era un vigneto, un orto, un parco e oggi è solo una casa, e le ho fatto raccontare la sua vita.

Frammenti, ne sono usciti. E racconti circolari in cui la storia tornava al via, come nel gioco dell’oca, a ripetersi in cerchio. Immagini vividissime. Parole d’amore.

Mia nonna parlava con gli occhi che ora brillavano e ora si allagavano.

Parlava di quando era piccola e si nascondeva tra le gambe di suo papà, in un carretto che li portava via prima che i soldati nemici li andassero a prendere.

Parlava di come aveva conosciuto mio nonno, e come lui durante una festa le avesse detto:

“Signorina, scommetto che non saprebbe ballare sul tavolo.”

E di come lei era salita sul tavolo, e aveva cominciato a ballare – negli anni in cui anche una gamba scoperta causava scalpore.

Parlava di quella casa dove erano andati ad abitare e di quanto il freddo le spaccasse le ossa, parlava di armadi che dividevano stanze.

Parlava dell’arrivo dei figli, del nuovo lavoro di mio nonno, dell’inizio dei viaggi.

I viaggi, la mia parte preferita.

I viaggi, in cui mio nonno a volte la portava. Lei, che lasciava i figli a casa negli anni cinquanta, sessanta, e prendeva aerei, e cavalcava dromedari, e mangiava riso con le bacchette.

La passione per le moto. I lunghi viaggi, in cui mio nonno doveva legarla a sé altrimenti sarebbe caduta, ché aveva il sonno facile in sella ad una Harley.

La traversata del Sahara su due ruote, a sessant’anni.

Il circolo polare artico in slitta, a settanta.

E negli stessi anni quella che oggi chiameremmo una start-up. Finito il lavoro, ricominciare da capo costruendo qualcosa di nuovo, da zero. Qualcosa da costruire coi disegni, coi progetti, coi calcoli, con le mani.

E la frase con la quale ha cominciato il suo racconto, la frase che per sempre porterò nel cuore:

“Tuo nonno mi ha dato una vita meravigliosa.”

Anche se io penso che lei abbia contribuito parecchio, nel ‘darsi’ quella vita.

E a proposito di nonne, guardate questo video:

Ho colto l’occasione di condividere questo ricordo per parlare anche di quanto sia anche nostro dovere ‘proteggere’ i nostri nonni, che purtroppo non saranno qui per sempre – anzi, mia nonna è l’ultima nonna che ho.

Uno dei pericoli, che ho potuto ahimé constatare da vicino, arriva da una malattia sottovalutata spesso: la polmonite.

Purtroppo nei soggetti over 60 può diventare molto grave, ma questa ‘pericolosità’ non è percepita da tutti. Quando percepita, poi, è comune pensare che sia facile prevenirla con uno stile di vita sano. Non è così, e certamente non si combatte ‘tenendo a distanza’ gli altri, come in questo video, ma per fortuna la prevenzione esiste comunque, informatevi dal vostro medico di base.

 

Commenti

  • Violettina

    bel post.