Quando vivi in un Paese senza luce.

Life · · 27 commenti
tempo a londra

Non fraintendetemi: anche io amo i pomeriggi di pioggia, quando la tempesta scroscia contro le finestre e tu sei avvolta in un maglione caldo a leggere un libro.

Anche a me piace l’odore della terra dopo l’acquazzone, e certamente non mi tiro indietro davanti ad una giornata rilassata e cozy trascorsa al chiuso, mentre fuori fa freddo e tira vento.

Chi pensa che vivere in un Paese poco soleggiato corrisponda a questo, però, sbaglia clamorosamente.

Non mi consideravo meteropatica, prima di svegliarmi ogni mattina senza nemmeno guardare fuori dalla finestra, con la certezza che il cielo sarà grigio.

Di più: con la certezza non solo di non avere sole, ma di non avere luce.

La mia casa, il più delle volte, è buia. Devo accendere tutte le luci del salotto per avere una luminosità accettabile, di quelle che ti sveglia, che ti fa capire di dover essere attiva e produttiva.

Buio e depressione, si sa, non vanno d’accordo.

Certe mattine, se non avessi anche un rapporto complicato con il sonno, continuerei a dormire.

Certe mattine io sono sveglia e in piedi e forse anche vestita, ma non funziono. E non perché i presupposti non ci siano, ma perché il buio mi immobilizza.

Non parlo semplicemente dei giorni di pioggia, di cattivo tempo, parlo proprio dell’assenza sistematica di luminosità.

Il cielo non fa luce. E’ un enorme neon grigio che ti preme in testa. E’ una cappa di assenza di ombre e colori che ti si avvolge intorno.

Non è cozy. Non è romantico. Non è languido. Non è tutto quello che dovrebbe essere il maltempo. E’ proprio assenza, è sottrazione, è vuoto.

E’ a quel punto che mi forzo meccanicamente e senza alcuno slancio a mettere le scarpe, prendere lo zaino e uscire fuori casa. Percorro le strade sempre bagnate di umidità e appesantite dalla coltre di nuvole compatta, e cammino verso la metro.

Da Gennaio a Marzo sono i mesi peggiori. Le luci delle feste si tirano giù, la gente è mediamente depressa sia per il cosiddetto ‘January Blues’ da rientro al lavoro senza prospettiva di ferie a breve, sia perché un sacco di inglesi dopo i bagordi delle feste fa il Dry January – cioè a Gennaio non beve alcolici – il che mette molti di pessimo umore.

Arrivo al coworking, dove sono in questo esatto momento, con le luci al neon sparate in testa e un tavolo condiviso con dieci persone con le quali non rivolgerò una parola in tutto il giorno – si usa così – e cazzo se oggi prenderei il primo aereo per i Caraibi e ci rimarrei.

Invece i prossimi viaggi sono solo verso l’Italia, per belle ma rapidissime e stancanti trasferte di lavoro. Sapete, no, quando dovete fare un evento di due ore e vi partono circa 16 ore di viaggio in 40 ore tra un aereo e l’altro, no? Sapete quell’odore nella cabina dell’aereo che se ci penso mi viene da vomitare? Ecco, così.

Quindi oggi sto cercando con tutte le forze di funzionare, ma mi riesce poco.

Onestamente, considero anche il solo sedere qui e scrivere un grande successo.

Se anche voi abitate in un Paese nordico o non soleggiato, ditemi come fate.

Sto facendo una fatica incredibile.

 

 

 

 

Commenti

  • Silvia Clerico

    Torino da novembre a febbraio non è molto diversa, tolta qualche bella giornata con il cielo terzo, ma le conti sulla punta delle dita. Io ormai l’ho soprannominato l’inverno dell’anima (e io ci sono nata e cresciuta, ma a certe cose non ci si abitua)

  • Daniela Gallucci

    Ciao Chiara,
    vivo in Olanda da oltre cinque anni e oltre all’assenza di luce sperimento anche l’assenza di panorami, ed essendo marchigiana sono abituata ad un susseguirsi di colline e splendide vedute sul mare.. Come faccio? Beh, sono estremamente lunatica. Ho giornate dove sono tremendamente triste ed arrabbiata con il mondo e giornate durante le quali, all’opposto, sono innaturalmente ed eccessivamente iperattiva, e felice.
    Cerco di distrarmi andando in bici, cambiando le strade (per andare a lavoro o a prendere mia figlia a scuola) ogni giorno, ascoltando musica, facendo yoga (quando ho tempo) e concentrandomi su pensieri positivi.
    Ma non sempre ci si riesce.
    Buona fortuna, e dai, non manca troppo alla primavera!

  • Eleonora Pedron

    Saluti dalla non meno grigia Finlandia! Qui le ore di luce in gennaio le contiamo sulle dita di una mano. Quasi metà del tempo lavoro in tour, il resto da casa, quindi capisco benissimo il problema, soprattutto la mancanza di energia. A me sta aiutando tantissimo l’uso di una sveglia/lampada che simula la luce dell’alba al mattino (nel mio caso: Philips Somneo). Non ho bisogno nemmeno del suono, la sola luce mi sveglia puntuale, e rispetto a prima noto la differenza in umore ed energia. Per il resto… tanto caffè! 😉

  • Angela Enjoy the Fairy Lights

    Ciao Chiara,
    banale iniziare questo messaggio con la frase…”come ti capisco!”??. Abito in Svezia da due anni e mezzo e ancora non mi abituo e penso non mi abituerò mai. Il sole manca, la testa vaga, il corpo impallidisce e il morale crolla. Sto cercando disperatamente il bello, la luce, gli stimoli…ma spesso, ultimamente ancora più del solito, non funziono neanche io così bene. E tutto mi sembra ovattato, inutile, senza prospettive e margini di miglioramento. Non ho soluzioni, non ho bacchette magiche che ci portino su una spiaggia assolata; al momento ho solo la consapevolezza che a volte è troppo per me stare qui e stare così. E mi tocca riflettere su quello che sarà il mio futuro. Per ora un abbraccio grande 🙂 Angela ETFL

  • Angela Deva

    Ciao Chiara,
    banale iniziare questo messaggio con la frase…”come ti capisco!”. Abito in Svezia da due anni e mezzo e ancora non mi abituo e penso non mi abituerò mai. Il sole manca, la testa vaga, il corpo impallidisce e il morale crolla. Sto cercando disperatamente il bello, la luce, gli stimoli…ma spesso, ultimamente ancora più del solito, non funziono neanche io così bene. E tutto mi sembra ovattato, inutile, senza prospettive e margini di miglioramento. Non ho soluzioni, non ho bacchette magiche che ci portino su una spiaggia assolata; al momento ho solo la consapevolezza che a volte è troppo per me stare qui e stare così. E mi tocca riflettere su quello che sarà il mio futuro. Per ora un abbraccio grande 🙂

  • Guya

    Dovresti scrivere più post così. Sono veri e sinceri. Mi piacciono. Sono perfettamente d’accordo anche con gli sponsored, ci mancherebbe, però in post come questo ti ritrovo e mi piaci di più. Detto questo, sembra facile a dirsi ma perché non cambiate città? Sia te che tuo marito siete freelance giusto? Allora perché non provare una città con un pò più di sole? Io sono stabilmente a Roma ( ho un contratto a tempo ind. statale e quindi sono fortunata) ma se potessi me ne andrei al volo per poter offrire ai miei bimbi una città con più servizi per le famiglie e meno gente avvelenata e a Roma ormai lo siamo tutti purtroppo!
    Quando penso grigio mi ascolta la canzone dei Sud Sound System “me basta lu sule” provaci magari ti tira su! https://www.youtube.com/watch?v=x7fBG1cFrZ8

    Un bacio.

    P.s. ieri vedendo la tua scatola di ricordi su istagram stories mi ha colpito che il tuo viaggio a disneyland è stato nel 2014, pensavo fosse più recente. Invece ormai ti seguo dalla mia prima gravidanza e quindi dal 2013.

  • Veronica PillyPilly Pillon

    Ti capisco, noi trasferiti a Giugno dalle colline del Veneto al Leitrim (la parte più piovosa d’Irlanda!!) siamo tornati in Italia per Natale e stiamo cercando ogni scusa per rimandare il ritorno… Per fortuna il nostro cucciolo va ancora alla materna quindi un po’ di ritardo ci sta.
    Dicembre per me è stato allucinante, di lucine lì se ne vedono poche, con il trasloco non avevo portato praticamente nessuna decorazione natalizia e alle 3 è buio. Sì, non scuretto, non grigio… BUIO!!
    Aiuto, questa è veramente l’unica cosa che ancora non ho accettato…

  • elenaoko

    Mi mancavano i tuoi post. Anche se mi dispiace tanto leggerti che stai così.. Un bacetto

  • Gabriella Hoffmann

    Ciao Chiara, vivo in Germania e mi ritrovo in quello che scrivi. Non so suggerirti una strategia, purtroppo. A me la mancanza di luce fa poco effetto, per fortuna, mentre a mio marito, sudamericano, molto. è solo una questione di carattere, mi sa. Ho sentito che esiste una terapia della luce e anche delle lampade speciali che fanno una luce che ti tira un po’ su. Qui usa anche molto andare in sauna a causa del clima (bisogna fortificarsi!) e ho notato che nelle saune ci sono sempre delle luci colorate che probabilmente cercano di tirare un po’ su gli animi. Inoltre consigliano di trascorrere piú tempo possibile fuori, pare aiuti a prevenire sbalzi di umore e migliora la qualitá del sonno,cosa che magari aiuta. Le passeggiate e la sauna riescono a risollevare anche mio marito, ma ce lo devo trascinare io perché lui starebbe sotto la coperta tutto il giornoi, tutti i giorni, aspettando maggio.
    Non so se ti ho aiutato molto, comunque in bocca al lupo…

  • Raffaella

    Ciao Chiara, ti capisco e anche molto bene perché anche io vivo in uno dei paesi senza luce, dove il grigiore e l’umiditá la fanno da padrona! É difficilissimo questo periodo e a me quest’anno pesa ancora di piú degli anni passati (quasi 11 O_O) e non so spiegarmi il motivo, forse é proprio ora di prendere coraggio e cambiare paese! Non so darti un consiglio su come vedere le cose da un’angolatura piú rosea, ma almeno non sei sola, ti faccio compagnia 🙂 Buona giornata, seppur grigia 😉

  • Marianna Rocco

    non so, io a bruxelles me la sono vissuta così: https://onirismionanismi.wordpress.com/2016/12/04/cieli-del-nord/

  • Umbo

    Ciao Chiara, vivo da oltre 5 anni in Norvegia con mia moglie (entrambi italiani emigrati in cerca di una vita migliore). Mi ritrovo perfettamente nel tuo post, ci sono giornate che sembrano non passare mai, anche settimane di “grigio” continuativo. Quello che per me funziona è trovare una coccola da ripetere nei momenti più bui, un bicchierino di grappa con un cioccolatino fondente, una giornata alla SPA o anche una breve sessione di lettino abbronzante che dona quel senso di calore e ricarica la serotonina… Ti direi anche una sessione in palestra, ma non ho provato direttamente!

  • Valeria Aggiato

    Vivo a Dublino e devo dire che sono brutti momenti quando ti svegli e non sai se è notte o giorno.

    Dopo aver vissuto tutta la mia vita tra Sicilia e Roma, vivere in un paese con poco sole e poca luce è difficile, e non ci si abitua, nemmeno dopo 5 anni. Esci da casa la mattina alle 8 che è appena crepuscolo e torni a casa che è già buio, e in mezzo hai solo luce artificiale da ufficio.

    Ci sono cose che riesci a gestire, tipo il freddo (metto un maglione in più!) o l’assenza di quelle cose che in Italia te le tirano appresso (gioisci se trovi il brick da 200ml di Panna Chef alla gioelleria-travestita-da-supermercato per la modica cifra di €2.99), ma la mancanza di luce e’ una cosa che non ce la si fa. E, unfortunately, la luce artificiale non compensa assolutamente.

  • Francesca

    Ciao Chiara,
    anche io a Londra, da 6 anni. Anche io a lavoro, e fuori il solito grigio umido.
    Anche io meteoropatica. Buuuuuu
    Non so come si fa.
    A volte cerco di ingannare la percezione della realtà nel ricordo di quelle belle giornate romane e di un umore e voglia di fare diversi. Non sempre ci riesco…anzi.

  • Organizziamo un MCD workshop a Gran Canaria! (anche in italiano). E poi ti fermi un po’ (magari le vacanze intermedie inglesi, non mi ricordo come si chiamano). Las Palmas, il capoluogo, è una nota meta di nomadi digitali (specie in questa stagione..!) A Febbraio c’è anche un wordpress camp https://2018.laspalmas.wordcamp.org Ti avevo scritto una mail a fine estate. se no ormai sarà per l’inverno prossimo. Un abbraccio e un po’ di luce dalle isole atlantiche (che non sono tutte sole e mare in inverno, ma non è il grigio di Londra – né è comparabile alla vita della city – ogni cosa ha i suoi lati positivi e negativi ovviamente). Un beso!

  • Federica Pisu

    Da sarda che vive un un’isola piena di sole e con il mare capisco benissimo la necessità di avere la luce. Per un breve periodo ho lavorato in veneto, guardavo il cielo e non aveva lo stesso blu che ha da noi, vuoi per il meno smog o vuoi perchè noi abbiamo il vento che spazza via molte impurità. Guardare quel cielo mi metteva tristezza e non oso pensare cosa sia vedere sempre un cielo grigio per diversi mesi :(.

  • Roberta

    Una cosa che ammiro di te è la tua capacità di descrivere perfettamente uno stato d’animo, una situazione, una sensazione. Potrei metterti davanti ad una sedia semplicissima bianca e sono sicura che riusciresti ad utilizzare almeno 15 parole in più rispetto a quelle che ho usato io per descriverla. Leggendo questo post, nonostante, ripeto, ti ritenga davvero brava con le parole, mi dispiace percepire uno stato di tristezza, forse.. Alla fine, anche se mentre scrivevi questo post ti trovavi all’interno di una stanza e circondata da persone che tutto facevano tranne che farti sentire a tuo agio, posso garantirti che mi hai fatto sentire un po’ meno sola. Mi sono trasferita anche io da poco in una città diversa dalla mia d’origine, per seguire il mio ragazzo che lavora qui a tempo indeterminato, e ancora non riesco a trovare il mio spazio, il mio bar di fiducia, il mio viale dove passeggiare nei momenti difficili..
    Ti ringrazio per questo momento in cui mi sono sentita capita <3

  • Giordana

    Chiara, vivo ad Amburgo. ( ti seguo dal 2010) e vivo la tua stessa situazione. Come faccio? Prenoto viaggi in posti assolati. L´attesa del viaggio, ( a Marzo Maldive!!! )mi aiuta a sopravvivere alla mancanza di sole e luce che purtroppo mi ritrovo qui ad Amburgo.

  • Dani Ellen

    mi sa che mi sono abituata a questa condizione di buio. Sono stata in Italia per le vacanze di Natale e i primi due giorni ho avuto la sensazione di avere troppa luce addosso. La mattina, appena alzata, mi facevano male gli occhi come se fossero abbagliati. 😉

  • Giorgio Perulli

    Come si dice :se non conosci altro, è quella la normalità. Forse queste toccate e fughe in Enotria ti destabilizzano più del grey sky di Abione. Credo che nonostante gli anni e English style,sei ancora una romana doc. Spero che sia solo un momento winter e non qualcosa di più profondo. Per risponderti, conosco persone che per vincere questo dilemma, che resta pur sempre molto personale, si solo calati totalmente nella loro nuova condizione resettando tutto il passato. Ho amici a Oslo e Stoccolma che magari gli piacerebbe essere lì sotto il Big Ben ( a proposito, l’hanno coperto? ). Il tutto allora si riduce, se non sei meteoropatica, alla giusta prospettiva. Ciao ed auguri di buon anno a tutti e tre.

  • Violettina

    io ho bisogno del sole per vivere,quando non c’è mi sento depressa.

  • Alice

    Ciao,
    pur non vivendo in un paese “ombroso” ma nella (ehm) luminosa Milano, ho appena letto il libro “A year of living Danishly” di Helen Russel che ha un intero capitolo dedicato al problema. Libro consigliatissimo comunque, spassoso, allegro, intelligente, se lo cominci non lo molli più, già quello vedrai che ti aiuta a tirarti su di umore. Ma non divaghiamo.
    L’autrice è inglese di Londra e, dopo il trasferimento in the middle of nowhere in Danimarca, inizia a soffrire di winter blues. E tieni conto che lei è inglese, ciò dice che tutto è relativo, e l’erba del vicino è sempre più luminosa ;). Comunque lei consiglia:
    – lampada
    – cibi che contengono molta vitamina D (e se ciò non bastasse, vit D in integratore)
    – candele, candele e ancora candele
    – sport, sport, e ancora più sport (anche all’aria aperta)
    – concedersi qualche “coccola” sotto forma di cioccolato o dolcetti, (assolutamente no diete drastiche in questo periodo)
    – tanta (e ancora tanta ma tanta) vita sociale e/o coccole con i familiari
    Comunque concordo con altri che dal tuo post sembra un po’ emergere un’insoddisfazione di fondo, forse la mancanza di luce è un po’ un sintomo di un periodo di transizione? es colleghi di cowo gelidi, lavoro che ti porta a viaggiare come una trottola fino a sfiancarti, ecc.. forse è venuto il momento di cambiare qualcosa? il meteo di Londra non lo può cambiare (a meno di trasferirsi ovviamente), il resto forse sì..

  • the_shadow

    Era questo il mio problema con Londra. Non il freddo (le temperature scendono molto di più nel nord Italia), non la pioggia, nè il vento: il cielo, sempre bianco latte o grigio, il non intravedere mai il sole. C’è una frase nelle ultime pagine di The Little Book of Hygge che mi era rimasta in mente, che diceva qualcosa simile a “E’ nel buio e freddo di gennaio che dobbiamo ricordarci dell’hygge, non quando siamo in vacanza in qualche posto esotico.”

  • Francesca Martinelli

    Mmmh ma potrebbe essere legato anche un pochino alla personalità? Non so, io vivo a Bruxelles da 10 anni e forse mi sono abituata, ma ha talmente tante cose che mi piacciono che del grigio non mi accorgo. Un abbraccio.

  • Anna Grasso

    Io vivo in Sicilia e di certo penserai che non ho di questi problemi, ma non è così.
    Per amore mi sono trasferita da un paese sul mare ad uno in montagna e qui, anche se non c’è sempre il cielo grigio, capita di avere la nebbia che per una metereopatica come me è davvero un problema. Per ovviare, quando mi capita una giornata no mi concedo una colazione golosa leggendo qualcosa che mi mette di buon umore e indosso degli abiti che mi fanno sentire bene, a mio agio.
    Non è molto ma aiuta.
    Spero di leggere presto del tuo ritorno al buon umore.

  • Sabrina

    Vivo a Parigi da 11 anni e conosco bene il problema.
    Noi italiani diciamo spesso che Parigi si chiama la Ville Lumiere perché devi tenere la luce accesa tutto il giorno😳
    PS:Non è che la cabina dell’aereo ti fa venire voglia di vomitare, è che puzza proprio di vomito!
    Grazie per il tuo lavoro e il coraggio che ci infondi con la condivisione.

  • Francesca Cesare Pintorno

    Ciao Chiara, ti capisco benissimo! Vivo a Londra da tre Anni ed ogni inverno dico Al Mio ragazzo (irlandese) ‘Basta! Non ce la faccio a vivere Con questo cielo e I calories Di vitamina D che ormai hanno varcato la soglia della tomba!’ Indi capisco benissimo il problema. Il Mio consiglio e’ di portate IL Sole dentro Di te, ritagliarti piccoli momenti for gioia, fare le piccole cose che ti fanno piacere, come prendere un caffe’ nel tuo bar preferito, vedere un’amica dopo IL lavoro o a pranzo, etc. Poi, NN aver paura Di scuotere questi animali da tappezzeria del co-working space. Lavoro per Una Delle istituzioni Che piu’ British non si puo’ ed all inizio per me e’ stato un trauma! Vedevo le stesse persone nei corrdoi e nulla neanche UN cenno, poi ho iniziato Io ad andare dai miei colleghi e fare domande personali, raccontare Di me ( senza essere overwhelming) e poi anche Loro si sono UN po’ scongelati! Mai dire Mai, a volte la primavera emotiva arriva quando Meno te lo aspetti! Watch out guys! Baci Fra’