Sull’amore per me stessa sto lavorando, facendo queste cose.

Life · · 5 commenti

Dico NO quando una volta avrei detto un si, o un forse.

Metto il mio bene per primo, cioè non faccio le cose per compiacere qualcun altro perché ho capito che non è perdendo la propria identità in favore di quella altrui che ci si fa amare.

Dormo. Almeno otto ore per notte. Perché senza dormire sono stata tanto tempo, ed è stato orribile.

Non penso sempre che sia colpa mia. E anche quando qualcosa che va storto è effettivamente nato da una mia scelta, cerco di dirmi che non ha veramente senso aggiungere alla sofferenza anche il senso di colpa. E’ perfettamente inutile.

Sono egoista quando serve. Perché tutti hanno bisogno di mettere paletti che non possono essere superati da nessuno. No, nemmeno dai figli.

Cerco di nutrirmi in modi diversi. Musica, arte, bellezza.

Permetto a me stessa di farmi piacere le cose che mi piacciono. Amo i cartoni anni 80. Amo poltrire. Amo la musica pop un po’ scema. Amo i libri di self help scritti bene. Non mi interessa molto giudicare me stessa per le cose verso le quali sono attratta. E la gente che lo fa con gli altri, perde il suo tempo.

Mi libero dalla necessità di esprimere la mia opinione con gente che ne sarà comunque impermeabile. Perdita di tempo ed energie.

Mi libero anche dalla necessità di dire la mia quando qualcuno dice una cazzata, a meno che non tocchi uno dei miei principi sacrosanti. E’ una beata sensazione, quella di guardare una discussione su Facebook, sapere che potresti smerdare o far cadere in contraddizione con grande facilità la persona che sta discutendo dall’alto del suo piedistallo ma passare oltre perché realizzi che, veramente, NON TE NE FREGA UN C***O.

Collateralmente: doso attentamente i c***i che me ne frega.

Cerco di non confrontarmi con gli altri. Anzi, con LE altre in particolare. Un po’ la mia poca autostima un po’ l’eterna sindrome dell’impostore mi portano a vivere indossando lenti che ingrandiscono le qualità altrui abbassandone le ombre. Si chiama ‘filtro masochisty’. Cerco di non usarlo. O cerco il confronto diretto, perché è solo dal vivo che il filtro crolla, e la realtà si vede per quella che è: imperfetta, sempre.

Cerco di non credere a tutto quello che penso.

Quando qualcuno diventa gratuitamente aggressivo con me, cerco di distaccarmi dall’istinto primordiale di sentirmi in difetto. A volte sono loro che sbagliano, specialmente se sono persone che credono di non sbagliare mai.

Quella cosa di parlarmi con gentilezza: ci provo sempre, ci riesco poco, ma quando ci riesco è come se vedessi la me stessa cattiva da fuori e – c***o – com’è cattiva.

Mi perdono per gli errori che faccio, anzi a volte mi celebro per gli stessi, perché sono stata cresciuta con l’incoraggiamento a non fare assolutamente nulla, nel caso fosse un errore. Ci vedo del progresso.

Mi godo il mio corpo quando è magro e quando è meno magro, quando è tonico e quando è molle, e più che altro per le cose che mi permette di fare – incluso sedurre – che per cinque centimetri in più o in meno.

Abbandono i libri, le serie, le attività e a volte anche le serate a metà se non mi appassionano.

Non me ne frega più molto di come mi giudica la gente, perché ormai ne so abbastanza di psicologia e di psicopatologia da capire che chi si infervora troppo per il comportamento di qualcun altro in realtà sta giudicando se stesso.

Se voglio fare qualcosa, anche se futile, trovo il tempo, il modo e i soldi. Godermi la vita è una priorità, perché vedo troppa gente più vecchia, o che sta male, o che sta morendo, che non l’ha fatto abbastanza. Non voglio finire così.

Non mi amo ancora, ma mi trovo molto interessante.

E’ già un passo avanti.

Commenti

  • Claudia

    Brava Chiara, ti appoggio al 100%! Sto facendo un percorso molto simile e mi riconosco! Teniamo duro 👍

  • Eli

    Meraviglioso! Lo stamperò e appenderò nella mia stanza. Ti andrebbe di scrivere un post in cui approfondisci la frase:” Non me ne frega più molto di come mi giudica la gente, perché ormai ne so abbastanza di psicologia e di psicopatologia da capire che chi si infervora troppo per il comportamento di qualcun altro in realtà sta giudicando se stesso.”

  • cinzia

    Grazie: davvero ottimi spunti Chiara per riflettere e approfondire la priorità che deve essere amare se stessi, soprattutto per una che ci prova strenuamente, riuscendoci poco, malgrado più di 10 anni di analisi benedetta.
    Purtroppo sono ancora in lotta con una radicatissima immagine interna negativa, ma almeno ora la guardo negli occhi e non mi assale solo ignota alle spalle….
    Anche io ho imparato a non giudicarmi per le mie passioni futili o sciocche e a non preoccuparmi dei tanti, troppi giudizi altrui, ma sono ancora troppo feroce con me stessa, almeno quanto sono clemente con gli altri; però anche io continuo a lavorarci su e sfrutterò anche questo tuo post….
    Una cosa che vorrei ricominciare a fare, e tu potrai capirmi, è DORMIRE, perché ora dormo poco o niente….tu come hai fatto? Hai dei suggerimenti per me?
    Grazie nella e sempre complimenti

  • ciao Chiara,
    mi trovo a condividere tutto, ma proprio tutto!
    Compreso quello che penso di me da un po’ di tempo: forse non mi amo, ma mi piaccio abbastanza; il che mi permette di sorvolare allegramente sui giudizi di altri e di stare bene anche da sola, senza particolare fatica.
    Forse il tempo che passa serve almeno a trovare un minimo di equilibrio.
    Buona giornata!
    chiara

  • ♡Chiara♡

    Sempre perfetta, invece! 😉