Amicizia: sono un lupo solitario, credo. Ma vorrei un branco.

Life · · 12 commenti

Alcuni giorni fa, nel mio video #askChiara – che potete trovare qui – ho risposto ad una domanda che mi ha fatto riflettere. Riguardava l’amicizia.

Negli anni, il mio rapporto con l’amicizia si è modificato moltissimo, seguendo la relazione con alcune persone significative della mia vita.

Ho sempre sognato di trovare la mia ‘anima gemella’ in termini amicali, quella persona che per te c’è sempre così come tu per lei in una relazione senza sforzo, senza conteggio, spontanea e necessaria per entrambe/i.

Non ho mai capito se quella persona non è mai arrivata o se avevo un’idea troppo idealista di amicizia.

Il sentimento che ho spesso sperimentato, anche con persone che ritenevo molto amiche, è stato quello di esclusione. E’ sempre arrivato un punto in cui l’altra persona ha preferito altro, anche in momenti in cui avevo profondamente bisogno di non restare sola. O momenti in cui l’altra persona ha preferito evitare di includermi in momenti, esperienze, gruppi.

FOMO, anyone?

Potrei fare mille esempi, ma chi ha provato questa sensazione sa di cosa sto parlando, sa quanto possa fare male, sa che diventa un livido interiore che non passa mai.

Forse è la persona che divento quando sono amica che cerco di evitare. Quando sono amica, lo sono con un’ingenuità totale. Quando sono amica, abbasso completamente le mie difese. Sono la versione più vulnerabile di me stessa. Concedo fiducia totale perché merito fiducia totale. Sono un cane fedele.

Immaginate questa versione di me stessa durante l’adolescenza. Che paura, eh? Forse ero troppo. Forse sono sempre stata eccessiva, e questo ha portato altre persone a riportarmi alla realtà nel modo più efficace: con il tradimento. Con le spalle voltate. Con l’assenza nel momento del bisogno.

You little psycho.

Lo capisco. Sicuramente era un problema da entrambe le parti. Ma questo ha cambiato irrimediabilmente il mio rapporto con l’amicizia.

A forza di colpi, quel punto interiore ancora livido è un luogo che vuoi proteggere a tutti i costi.

Non posso darvi una parte di me. Ho bisogno di non stare male. Ho bisogno di non mettervi in condizioni di colpirmi.

Allora dai meno. Ti scopri meno. Ma soprattutto chiedi meno e ti aspetti meno. Perché aspettarsi niente è l’unico modo per non ricevere colpi. Per non sentirti di nuovo come in quei momenti.

 

Il problema è che l’amicizia è passata, per me, da indispensabile a non strettamente necessaria – e non dovrebbe essere così.

L’amicizia è necessaria.

Ma anche la sua qualità lo è.

Questo non vuol dire che io non abbia conoscenti/amiche che ritengo fantastiche, alle quali voglio bene e con le quali parlo di tutto. Ma a parte una – che purtroppo non vedo spesso – direi che quel livello lì, quell’amicizia davvero profonda, forse non mi metterò più nelle condizioni di provarla.

Ma c’è da dire che io sono anche assolutista e solitaria, e questo non contribuisce affatto a migliorare le cose.

E poi si cresce. E le amicizie cambiano, evolvono, alcune si disgregano. E in generale, impegnati come siamo, di tempo per gli altri ne abbiamo sempre meno.

Ma mi manca. Mi manca spesso, quel tipo di rete di supporto.

Lone wolf: mode on.

 

Commenti

  • Mammi

    Mi hai fatta piangere, a riprova che il livido non guarisce mai. Potrei aver scritto io ogni singola parola.
    Vorrei aggiungere il dolore di non sentirsi meritevoli di affetto forte, sincero e disinteressato, di non essere abbastanza.
    Di non essere mai scelta come testimone di nozze o madrina, nonostante i molti inviti.
    E allora ci si indurisce, per evitare nuove occasioni di sofferenza che – lo sai bene – arriveranno.
    La cosa più terribile è che mia figlia (7 anni) qualche giorno fa mi ha detto: “mamma, ma cosa mi manca? Le mie amiche non vogliono giocare con me”… Mi sono sentita morire

    • Oddio, quest’ultima frase fa male anche a me soltanto a leggerla…

  • volevofarelarockstar

    Io sono spesso stata dalla parte opposta. Non che io tradisca, no, non tradirei mai un’amica. Però se qualcuno fa cenno di invadere il mio spazio mi allontano, a volte sparisco per sempre. Non so se è perché la mia ossessione è la libertà, o se semplicemente sono un’introversa, però sono così, c’è chi è cane fedele e chi gatto randagio. Secondo me amicizia non è capire ma accettare, trovare un compromesso accettabile tra il mio “ho bisogno che te ne vai” e il tuo “ho bisogno che resti”. Una cosa che qualche volta mi ha ferito ed allontanato definitivamente è stato sentire che per chi avevo davanti, il suo bisogno di vicinanza era moralmente “migliore” del mio bisogno di indipendenza. Ignorare il mio bisogno di stare sola è egoista esattamente come ignorare il richiamo di un amico che ha bisogno di te proprio ora perché sì. Imo. 🙂

    • La metto su un piano moralmente qualitativo solo quando le motivazioni sono veramente meschine, o quando c’è palese cattiveria dall’altra parte. E sono questi i casi ai quali mi riferivo.

  • anche io come te, Chaira…
    ho tante esperienze di quelle amicizie che pensavi fossero forti e che poi spariscono così da un momento all’altro (nel vero senso della parola..!), che finiscono con il liceo o con l’università senza una ragione precisa.
    E poi c’è quella amica che a te è così cara che ne fai la tua testimone di nozze, che però non fa altrettanto per il suo matrimonio. Quanto sono stata male quella volta!
    Ma sai cosa mi disse la psicoterapeuta a tal proposito? Ripercorrendo la storia di questa amicizia mi fece vedere – come persona esterna – che effettivamente era stata quasi sempre una amicizia a senso unico, il mio, e che finchè ero stata sempre accondiscendente in tutto l’amicizia c’era.. ma quando finalmente avevo iniziato a “pensare con la mia testa” e a dire dei no, l’amicizia si era raffreddata.
    Così è diventata per me una fra tante, che sento a volte, che non sa più tutti i miei cazzi e che non è di certo la prima a cui comunico le mie gioie più grandi!!

    • Situazioni analoghe sono successe anche a me. In quel caso dopo la delusione cocente ho semplicemente pensato a un grande fraintendimento: io pensavo fossimo veramente amiche, lei no.

  • Francesca

    Ciao Chiara,
    il mio rapporto con l’amicizia è cambiato soprattutto a seguito di una situazione: l’arrivo dei figli nella vita delle mie amiche. In certi casi è stato come se non avessero aspettato altro dalla vita che di diventare madri e tu eri solo una parentesi nell’attesa. Persone con cui hai condiviso quelli che rimangono gli anni più spensierati della vita e che ora non hanno che in bocca i loro figli. Sarà invidia perchè io non sono (ancora) madre? In realtà sono avvilita. Se questo è quello che mi aspetta, aiuto. Io voglio essere madre, ma anche una donna, un’amica e molto altro. La mia anima gemella è divisa in molte persone da cui cerco di “prendere” il meglio che possono darmi, ma sono più le volte in cui non mi aspetto nulla e mi trovo sempre nella situazione in cui non vorrei: chi mi vuole frequentare di più non mi interessa, chi vorrei frequentare io di più non è disponibile.
    E poi diciamocelo dopo una certa età e soprattutto con il trasferimento in 3 città diverse dopo quella Natale non è facile inserirsi nella vita di qualcuno.

    • Francesca

      Guarda, sono una tua omonima, e ho scritto sotto un commento molto simile!! Stessa situazione…anche a me avvilisce molto sinceramente. Sembra che aspettassero solo di fare un figlio, e tutto il resto ciao proprio. Che tristezza.

  • Cinzia88

    Io credo che amicizia implichi fondamentalmente accettare gli altri per come sono, non per come li vorremmo. Gli amici/che non sono la proiezione di noi stessi. Io una volta imparato questo ho accettato amiche che si comportavano in modo strano, egoista e parziale, perche’ le persone sono un “pacco” da prendere cosi’ com’e’. Ho imparato a prendere e a dare in ogni relazione non in maniera assoluta ma sulla base di quello che una persona e’ pronta a dare e a ricevere. Ed e’ stata una vera rivelazione.

  • fiamma venturi

    Del tuo video è stata sicuramente quella la risposta che mi ha più colpita e quindi mi ha fatto molto piacere leggere questo post, che dimostra anche stavolta la tua grande sensibilità e coraggio nell’affrontarti. Credo che la sgradevole sensazione di sentirsi esclusi l’abbiamo provata tutti, chi con più frequenza chi un po’ meno. E’ preziosa perchè dovrebbe insegnare a non ghettizzare nessuno. Nella mia vita ho avuto belle amicizie, durate magari anche un anno e basta, quasi innamoramenti reciproci. Rimane un grande affetto e un’atmosfera legata solo a quella persona. Ma l’amicizia vera, quella con alti e bassi (anche profondi) l’ho avuta e l’ho tutt’ora (da 25 anni oh my god) con una sola amica. Abbiamo lottato per rimanere amiche, ai miei allontanamenti ha reagito pretendendo ascolto e spiegazioni, alle sue fasi egocentriche ho reagito accumulando un po’ di risentimento ma alla fine tenendo botta . Cosa che vale per molte cose, per me anche l’amicizia è stata finora una scelta, lavoro e fortuna. Questa è la mia esperienza. Ricordo una scena vista un anno fa, un bambino di forse 7 anni piangeva disperato e la mamma gli diceva “amore le persone sono così finchè gli servi… e poi non gliene importa più niente” non so se pensava di consolarlo facendogli capire che lo capiva, ma per me era sopraffatta dalle proprie esperienze negative e dal terrore che lui le rivivesse per rassicurarlo e dirgli che voler essere incluso e amato è un desiderio normalissimo, e che è giusto desiderarlo, continuando a cercare i pezzi di puzzle combacianti o imparando a smussare i propri per andare incontro agli altri, se dentro dentro sente che ne vale la pena.

  • valeria

    da adolescente/ragazzine mi sono sentita messa da parte per i fidanzati di turno, io spesso single….ora, da adulta, soprattutto dai figli. Chi ne ha giustamente preferisce frequentare altre coppie o altre donne con prole, ma sentirsi dire per i prossimi anni sono di esclusiva proprietà di mia figlia mi ha talmente ferita che non ho più invitato quella amica per nulla…ci vediamo, ci sentiamo, ma la sorellanza, la confidenza si è persa. Ciò mi ha portato a comportarmi come fai tu, ho amiche fantastiche, divertenti, ma sono più fredda, meno ingenua soprattutto e quel livello di confidenza, ma anche di cieca disponibilità, era tutto un si, da parte mia si è perso…..

  • Francesca

    Io mi trovo purtroppo dalla parte opposta..sono l’unica delle mie amiche che non ha figli (perchè non ne voglio) e da quando sono diventate mamme non c’è modo manco di prendere un caffè. Capisco che avendo bimbi piccoli uno non va in giro il fine settimana a ballare o far baldoria fino alle 3 di notte, ma se non hai modo manco di prendere un caffè, sinceramente io dopo un pò mi rompo le palle. Io sono sempre stata disposta a venir incontro ai loro orari e esigenze, (che sono entrambi per forza di cose cambiati con l’arrivo dei bimbi e lo capisco benissimo, per carità), ma se di rimando tu, amica, non fai mai nulla per vederci o per far due chiacchiere, io dopo un pò mi rompo, non è che devo essere sempre io a chiamare e mandare messaggi, e l’unica conclusione che traggo è che l’amicizia fosse una sorta di parentesi per riempire vuoti, nell’attesa di sposarsi e fare dei figli, come se certa gente avesse solo questo come progetto di vita. E allora dopo un pò ciao, anche io smetto di scrivere e/o di chiamare, perchè l’amicizia non può essere a senso unico. E non è nemmeno giusto che io debba rincorrere le persone. Poi mi fanno morire quando si separano dal marito/compagno, e si lagnano che non hanno più amici con cui vedersi. E per forza! Se ti comporti così!