Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Lettera a mia figlia: da grande ti immagino così.

Mummy ·
original marines festa della mamma

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Mi capita spesso, di immaginarti da grande.
Di pensare al giorno in cui ti saprò ormai adulta, in cui saprò che il mio lavoro di genitore nel bene e nel male è stato compiuto. Di vederti lontana, o di saperti presa dalla tua vita.
E questo è come ti immagino. Questa è la Viola del futuro, nella mia mente, ma soprattutto nel mio cuore. E forse va contro quello che il lato tenero del mio cuore vorrebbe davvero, ma è quello che so essere meglio per te.

Ti immagino non aver bisogno di me.
Perché se riesci a sentirti abbastanza sicura da navigare questo mondo da sola, per poco o per lungo tempo, significa che ho fatto un buon lavoro. Significa che ho avuto il coraggio di non incidere in te bisogni e paure per sentirmi indispensabile. Significa che sono riuscita a guardarti crescere, senza volerti sempre piccola.

Ti immagino sbagliare.
Perché l’unico modo di fare anziché trattenersi, di vivere anziché guardare, è concedersi il lusso di fare errori. E concedertelo io, da madre – da persona che ti vedrà attraversare inevitabili dolori e forse a volte andargli incontro, incosciente, a braccia aperte – sarà difficile. Ma avrai bisogno di quegli errori come avrai bisogno dei miei abbracci, se li vorrai.

Ti immagino parlarmi.
Anche se non sono così sicura che lo farai, e non mi illudo che saremo ‘amiche’. Ma spero che tu sappia chi sono, abbastanza da concedermi la fiducia di parlarmi dei tuoi sentimenti. Magari mangiando cioccolata, perché quella aiuta sempre.

Ti immagino andare via.
Perché saprai che hai in te gli strumenti e le risorse per far andare tutto bene. Perché sai che per quanto lontane, io sarò sempre con te.

Ti immagino ridere insieme a me.
Perché per attraversare la vita indenni c’è bisogno di tanta, tanta leggerezza. E c’è bisogno di trovare il lato ridicolo per accettare alcune situazioni senza morirne. Anzi, per prenderle un po’ a calci in culo.

Ti immagino senza paura.
Di quello che provi, di quello che pensi, di quello che dici. Ma soprattutto senza paura di quello che sei, e di quello che potrai essere.

Ti immagino te.
Non me. Non con i miei gusti. Non con i miei vestiti. Non con i miei pensieri. Ti immagino te, altro da me. E in quella diversità, sapere di essere amata.

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Questo post è ispirato a una canzone che ascoltavo da bambina, ‘Portami a ballare’, che parla del rapporto tra una madre e un figlio ormai adulto. Parla del futuro e del passato insieme. Parla del conoscersi non solo come madre e figlio, ma come due persone. Mi commuove ogni volta, ed è la colonna sonora di un bellissimo video di Original Marines per la Festa della Mamma, che potete vedere qui:

Come immaginate i vostri figli?
Cosa vi augurate per loro?
Se chiudete gli occhi e li pensate grandi, lì davanti a voi, come sono?