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Mia figlia vuole fare la Youtuber. Che faccio?

Mummy ·

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Seguite questo post fino alla fine, perché potreste trovare uno sconto molto interessante!

Ho passato i precedenti nove anni della mia vita da mamma e blogger a tentare di proteggere la privacy di mia figlia.
Non è sempre stato semplice, e non è sempre stato compreso.
Io stessa a volte, circondata da altre mamme che postavano foto e video dei loro figli senza problemi, mi sono chiesta se stessi facendo bene o se fossi solo vittima dell’ennesima paranoia.
Però, che dire: io sono così.
A disagio nel sapere di esporla al mondo.
A disagio all’idea di immaginare che possano riconoscerla per strada, magari quando non è con me.
A disagio nell’immaginarmela grande, ma con un sacco di contenuti suoi sparsi per la rete – magari quelli che a me sembravano teneri ma potrebbero metterla in imbarazzo.
Solo il futuro dirà se ho fatto bene o male.

Però bisogna fermarsi a considerare una cosa:
E’ figlia mia, ma anche figlia del suo tempo.
E’ abituata ad adulti che parlano di Facebook e Instagram, a video su Youtube, a Netflix.

E quindi se da una parte sa che sui social non apparirà finché non sarà grande abbastanza, dall’altra vorrebbe che questo accadesse subito.
 Perché per lei è normale.

Ora dice che vuole fare la Youtuber.

Le piacciono le ragazze dei DIY, quelle colorate e sorridenti come Wengie, che indossano rossetti rosa e unicorni, e hanno camere da letto che sembrano fatte di caramella.

Mi ricorda quello che dicevo io quando ero piccola: ‘voglio fare l’attrice’.
Ma io non avevo idea del lavoro, del backstage, dietro al fare l’attrice.
Lei invece – e questo è un lato positivo – ce l’ha.

Quando pensa ‘voglio fare la youtuber’ sa che non significa solo divertirsi davanti a una macchina da presa, ma che prima c’è un’idea, uno shooting che può diventare anche stressante, l’editing del video, le foto.
E sa che ci sono commenti e opinioni, che non sempre sono positivi.

Di buono c’è che questa è una generazione alla quale il bullismo – online e non – è stato spiegato molto bene.

Se io all’inizio della mia carriera vedevo orribili commenti offensivi come ‘libertà di parola’, lei sa bene che non è qualcosa di accettabile.

Che la violenza, anche verbale, va sempre denunciata perché sbagliata.

Da quando è piccola si prende l’iPad e gira i suoi tutorial di cucina o di DYI. E’ brava, e si diverte.
Sono tutorial ovviamente privati, per noi, ma ultimamente mi sono ritrovata a pensare cosa accadrebbe se davvero volesse fare la Youtuber.

Mi vengono in mente tanti esempi trash, ma anche tanti esempi positivi.
Guardo alcune Youtuber adolescenti, che parlano ad altri ragazzi di giornate di scuola, di amicizia e di primi amori, ma anche di organizzazione, diy e metodo di studio, e onestamente vedo tanti esempi semplici, puliti, che parlano di quella realtà della quale noi parlavamo solo coi nostri amici più stretti.

Il pretesto per scrivere questo post in realtà arriva da una bellissima iniziativa milanese, dei campi estivi per bambini dagli 8 ai 13 anni tutti incentrati su tecnologia e nuovi media.

Uno di questi è proprio lo Youtuber Camp di Cariplo Factory.

 

Cosa si fa a questo camp, si impara a giocare ai videogame, a riprendersi mentre si fanno balletti scemi in camera e a farsi i selfie, come chi ha una conoscenza solo superficiale di questa piattaforma potrebbe pensare?

Ma no, è un corso davvero professionale: si impara cos’è e come si gestisce l’identità personale in rete. Si pianifica, scrive e gira e si edita un video. Da zero, quindi, a ‘Play’.

Lo Youtuber Camp fa parte dell’offerta di Cariplo Factory, un bellissimo spazio nel cuore della zona Tortona. La filosofia di questi camp è di offrire divertimento, ma anche responsabilità. Coding, Video, Making e Gaming diventano l’occasione per le ragazze e i ragazzi per riflettere sulla propria identità reale, virtuale o digitale attraverso un confronto sulla loro presenza on-line e sui social network.

Un tema estremamente scottante, attuale e utile per i ragazzi.

Ecco qualche info sugli altri camp:

il Maker Camp, per l’ideazione e progettazione di oggetti interattivi, meccanici o elettronici attraverso un gioco di sfide

il Coding Camp, dove i ragazzi sperimenteranno l’ideazione e la programmazione di storie animate e giochi, e l’ideazione e la programmazione di una App per android.

il Gaming Camp, in cui realizzeranno un proprio videogioco, proveranno a creare Mod per Minecraft usando CodeKingdom e programmeranno una spada per Minecraft ( se amano i videogame a loro tutto questo suonerà molto familiare, credetemi)

il Robotics and Electronics camp, dove si cimenteranno nella robotica costruendo e programmando un robot e costruendo piccoli oggetti di elettronica.

Tutti i camp si svolgono nel periodo Giugno-Settembre, qui trovate tutte le date e le informazioni.

Inoltre, sono molto felice di potervi offrirvi un CODICE SCONTO: inserendo il codice MCD pagherete i camp settimanali 390 euro invece di 450. Esatto, 60 euro in meno!

Viola correrebbe allo Youtuber camp. E qui sorge il mio dilemma.

Sono una blogger, se lei lo vorrà non posso vietare a mia figlia di fare quello che io ho sempre fatto.

Il problema è semplicemente quando e in che modalità in futuro permettere anzi direi assisterla nella sua presenza online.

Oggi no, ma domani chissà. E chissà quando.
Quando avrà scadenza questa mia protezione online? Quando permetterò a Viola di muovere i primi passi su internet?
Non tanto presto, sicuramente.
Ma avverrà.

Chiedo consiglio anche a voi. Quando ‘scade’ il vostro veto sui social, i classici tredici anni che permettono l’accesso a diverse piattaforme, o dopo?

E se vostro figlio/a vi chiedesse di fare video su Youtube, come reagireste?

Una cosa di cui – vi confesso – sono molto felice è che, quando avverrà, Viola muoverà i suoi passi in rete come Viola.
Non come ‘la figlia di’.
Solo come sé stessa.

E io sarò lì ad aiutarla.

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