Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

L’estate addosso

Life ·

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Mentre vi scrivo sono seduta al tavolino di un bungalow che guarda sulla spiaggia. Il mare è letteralmente a dieci passi, sento il suono delle onde e la chitarrina di una canzone di quei cantanti sudamericani che scongelano verso inizio giugno e ripongono nelle celle frigorifere a ottobre.

Sono in vacanza. Sto ancora terminando alcuni lavori, ma quel che è certo è che sono finalmente approdata in un luogo di villeggiatura.

Ho sognato a lungo questo momento, ho immaginato questo posto quasi ogni giorno da novembre a marzo, in quei mesi grigi in cui vedevo la luce del sole una volta ogni tre settimane e mi congelavo le ossa e un po’ anche il cuore sotto la pioggerella orizzontale londinese. Sì, questo inverno l’ho sofferto particolarmente.

E’ strano come le transizioni fra stati d’animo avvengano tanto repentinamente: un giorno sono perfettamente immersa nella routine londinese, con la mente ancorata ai problemi e ai pensieri legati a quell’atmosfera, addirittura a quegli odori, a quella luce, a quegli spazi – e qualche giorno dopo con lo sguardo verso il mare e il suono delle cicale anche la mia mente cambia completamente. Una nuova attitudine. Nuovi pensieri. O forse vecchi pensieri, quelli che ritrovo qui ogni anno. Sospesi. Più luminosi.

La cosa che amo di più è vedere Viola finalmente libera e all’aria aperta. Appena arrivano i cuginetti, che vivono qui, riacquista quella dimensione di bambina attiva che a Londra chiusa in casa raramente le è concessa. La vedo andare in bicicletta, la vedo giocare a palla, la vedo correre sulla sabbia, la vedo giocare tutto il giorno in compagnia, cose che forse sono normali per tanti bambini italiani, ma che dove viviamo noi sono impossibili.

Piacevole conseguenza di questa sua ritrovata libertà è il tempo per me.

Qualcosa di completamente sconosciuto, abitando all’estero ahimè senza alcun aiuto o parente e con una figlia particolarmente esigente. Quando sono a Londra il mio unico ‘me time’ è quello tra le dieci e mezzanotte, quando lei è finalmente a letto e io mi guardo qualche serie oppure leggo.

Qui si aprono inaspettati momenti di libertà: ho mezz’ora per fare quello che voglio. Ho dieci minuti per leggere un libro. Ho ben due ore perché sta giocando a casa del cuginetto.

Wow. Mi da alla testa. Sembra fantascientifico avere del tempo per me durante il giorno, tempo che non sia lavoro. Eppure.

Cosa faccio, allora. Socializzare e chiacchierare è qualcosa di cui ho estrema fame, ma che da introversa non mi viene mai particolarmente naturale, quindi mi piace parlare con parenti e amici ma mi piace anche leggere e ascoltare musica. Evadere. Ma anche ritrovarmi. Restare senza far nulla, guardarmi intorno senza nessuno che mi chiami mammaaaaaaaa.

Un’altra cosa che mi piace fare è ritrovare tempo per il mio corpo.

Devo confessarvi che non sono molto brava con le beauty routine, quindi l’estate più che il momento di perfezionarla è per me il momento di attuarla.

La prima cosa che faccio è esporre pelle all’aria, al sole, alla resistenza che si forma quando ti riconnetti con gli elementi naturali senza la pelle coperta da tre strati. Quando il viso prende più vento che smog, più sole che nuvole.

La seconda cosa che faccio, visto che ovviamente tra sole e aria la pelle ha sete, è quella di mantenerla morbida, idratata, elastica. Perché voglio che quel color biscotto che divento dopo qualche settimana di mare sia pelle sinuosa e setosa come fossi una creatura molto più esotica di quel che sono.

In queste vacanze mi sono portata dietro le nuove creme Nivea, che hanno una nuova formulazione senza parabeni. Il loro siero di idratazione intenso dura 48ore, nutre in profondità e si assorbe rapidamente.

A seconda che vogliate un idratazione express, vellutante o intensiva ci sono tre diverse creme da portare con voi. La texture è molto delicata, la sensazione sulla pelle è piacevole e naturale e spalmarla è veramente una piccola ‘coccola’.

Una curiosità: la sound designer Chiara Luzzana ha creato per Nivea la colonna sonora della pelle, registrando le risposte sonore a diversi stimoli in un tunnel sensoriale e ha scoperto che la pelle idratata ha davvero tutta un’altra ‘musica’. Potete ascoltare questo progetto qui.

Per quanto mi riguarda, il momento in cui preferisco mettere la crema è al mattino oppure se vado in spiaggia dopo la doccia, la sera, seduta sulle lenzuola fresche.

La mia colonna sonora?

In questo momento il nuovo disco di Florence + The Machine e di Cat Power.

L’ultima cosa che faccio? Cambio prospettiva.

Cerco di ricordarmi che merito di essere felice, di pensare a quello di cui sono grata invece che a quello che non ho, e di sorridere di più.

Perché è nutrimento anche quello 🙂

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