Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Il nido e il vento di cambiamento.

Life ·

[Giuro che il post della festa a tema Harry Potter arriva, sta arrivando, è solo che essendo molto complicato mettere insieme tutti i pezzetti ci vorrò un po’ di tempo, ma arriva.]

Mi sto godendo casa.

Sono stata via tanto tempo, 40 giorni in Italia quest’estate, poi sono tornata per cinque giorni e nemmeno ho finito di fare lavatrici che sono ripartita per Milano un’altra settimana. Mi sono sentita un po’ senza terra sotto i piedi e mi è mancato un porto, un luogo, una routine.

Ora che sono tornata vorrei stare qui, vorrei davvero spendere tempo a pulire, mettere a posto, rendere la mia casa più bella (davvero lo sto dicendo?).

In realtà fra 10 giorni riparto di nuovo, ma voglio godermi il mio tempo qui – ora.

Mi sento attaccata ad ogni oggetto. Cambio stampe alle cornici, butto cose che non servono. E’ come se costruissi o ricostruissi un nido, ma per me stessa.

Siamo contagiosi: quando stiamo male, o incasinati mentalmente, ecco che la nostra casa si trasforma nel caos. Ma è anche vero il contrario. Quando la nostra casa è il caos, restare tranquilli è ancora più difficile.

Per ora navigo a vista e metto a posto. Organizzo calendari e scaffali. Mi ritaglio attimi di tazze di té caldo che sono un preludio all’inverno che verrà, penso a cuscini nuovi per il letto, colori terrei e caldi per l’inverno.

A volte, quando vado via, mi sembra di non avere una casa.

A volte, quando sono davvero molto stanca, o in fila all’ennesimo check in, o seduta sull’ennesimo aereo, o nell’ennesima stanza di hotel – e sia chiaro, non mi lamento di questa vita che ho scelto e ne sono grata, ma come tutte ha pro e contro e i suoi momenti down – io mi immagino sempre in autunno, e nel mio autunno ci sono torte sfornate tagliate con gli amici. Ci sono libri letti su un divano con quelle coperte a nodi grandi che medito sempre di comprare e che poi non compro mai. Ci sono amici a cena. Ci sono bicchieri di vino rosso su tramonti freddi. Ci sono calze di lana al ginocchio, e musica in sottofondo.

Qualcosa di Folk e caldo, tipo George Ezra o Edward Sharpe.

(le tazzine stupende sono della mia amica Chiara, e non vi serve vivere a Londra per averle)

Il vento di cambiamento sta arrivando, e io che volevo lasciarmi andare sto resistendo.

La vita è un po’ tutta come le storie d’amore, o forse sono le storie d’amore che raccontano la vita. E così come quando sei legata a qualcuno che non va bene per te, nel momento di lasciarlo solo le cose positive salgono in superficie annebbiando la vista, facendoti piangere su quello che è stato ma che forse non sarebbe mai di nuovo, così succede con le cose della vita.

Quando vuoi lasciare andare un pezzo del quale non hai più bisogno qualcosa dentro di te ci si aggrappa così forte da farti pensare che lo ami anche se non l’hai amato davvero. O anche se hai smesso.

E’ che questa serie di heartbreak, questi pezzi che il cuore perde, non è mica detto che alla fine ci daranno una vita migliore.

Ma andare avanti, ho capito, significa perdere alcune cose per trovarne altre.

E bisogna guardare alle altre. Fisso negli occhi.

Imparare ad amarle o forse sfidarle solamente.

 

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