Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Il terzo tatuaggio

Life ·
chiara cecilia santamaria

La notte resto sveglia a lungo.

E’ strano, sistemarsi in un sentimento nuovo come la sensazione di star lentamente rimettendo i pezzi a posto dopo anni di caos, di terrore, di energie spese nell’angoscia. Chi è come me lo sa: quando arrivano questi momenti, queste oasi di calma, creano quasi lo stesso senso di allarme di un pericolo imminente.

Non può essere tutto così calmo – una parte di te pensa – sicuramente sto dimenticando qualcosa di importante.

Cos’è questa sensazione – pensa un’altra parte ancora – non è familiare, non la conosco, devo restare in allerta.

Quando sei molto familiare con l’angoscia, la quiete è un sentimento destabilizzante.

 

chiara cecilia santamaria

 

Eppure, c’è. L’ho scelta io, l’ho inseguita, ho lottato per averla, ho parlato e parlato e ingoiato medicine e incontrato medici e affrontato mostri e scoperto parti di me incredibili in ogni senso del termine.

Quindi la notte attendo qualcosa. Forse attendo la familiare sensazione di addormentarmi per non pensare, ma non arriva. Devo, invece, scegliere di lasciar andare i pensieri e ripetermi ‘va tutto bene’.

Chissà, forse è una silenziosa eccitazione a tenermi in piedi.

 

Ho fatto il mio terzo tatuaggio, alcune settimane fa, insieme a mia sorella.

Ho cercato su Internet un po’ di foto e recensioni di tattoo parlour, siamo andate in questo a Shoreditch che da fuori sembrava davvero inquietante. Una porta nera anonima tra due negozi. Una bottiglia di birra vuota poggiata sul citofono.

Scale anguste piene di posta pubblicitaria e infine l’ingresso del tatuatore, altra porta bianca piena di ditate e sporcizia con un biglietto da visita sopra attaccato con lo scotch.

Non corrispondeva affatto alle immagini che avevo visto, ma corrispondeva a Londra – la città dove le apparenze ingannano per noi che le consideriamo.

Infatti aperta la porta c’era il tattoo parlour più figo che io abbia mai visto, un loft luminoso con quel decor religioso che, chissà come mai, va alla grandissima tra i tatuatori.

Una parete di Ganesh, cuori sacri messicani, ex voto, Madonne e Redentori, Buddha e santoni che ci osservava mentre sceglievamo il nostro tatuaggio.

 

E’ lo stesso, una piccola luna sottile che ci ricorda un po’ Sailor Moon e un po’ quell’estetica che entrambe amiamo. La luna come potere.

E così ora ho il mio terzo tatuaggio, fatto a Londra. E’ strano, li ho tutti ‘on camera’. Il primo a Las Vegas. Il secondo a Sydney (ancora non pubblicato).

E questo qui.

Oggi faccio un’altra delle mie foto interpretative, come queste.

C’è qualcosa di incredibilmente liberatorio nel permettersi di pensare e realizzare un’idea che i più considererebbero totalmente folle.

Pensate al termine ‘svitato’ e all’espressione ‘giro di vite’. Per tutta la vita, scelgo la prima opzione.

E insomma, ho deciso di interpretare a modo mio un personaggio di una serie che amo molto. Che avverto in qualche modo, pur con tutte le differenze, affine.

Quindi ho pronti gli abiti, mi divertirò a ricreare un certo mood con il makeup, mi inoltrerò nella foresta.

Più ci penso, più riconosco questo come il mio lavoro. Creare storie, contenuti, ispirazioni. Come questo post, come queste foto. Che sono molto più il mio lavoro del resto. E lo sto ‘riabbracciando’ appieno. Creare per condividere, parlare per comunicare. Non per vendere, non per dirvi cosa ho raggiunto, non per promuovere le mie scelte.

E amo essere me stessa nel farlo. Senza scuse.

 

Photos: Luna Perri

 

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