Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta, psichiatra, counselor e coach? E quale fa per te?

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differenze tra psicologo psicoterapeuta psichiatra coach counselor

di Valentina Guaraldo, psicologa e psicoterapeuta

 

“E lei di cosa di occupa?”

“Sono una psicoterapeuta”

“Ah, bello! Shiatsu?”

In quel momento ho sentito la mia testa esplodere, ho visto i miei anni di studio scoppiare in aria come bolle di sapone e probabilmente la mia figura è apparsa e scomparsa, come gli ologrammi nelle comunicazioni intergalattiche di Start Wars! Proviamo a fare chiarezza.

Ecco cosa c’è da sapere, non solo per non fare brutta figura ma anche per trovare l’esperto più adatto a te in un eventuale momento del bisogno.

 

Lo Psicologo

Ha frequentato la facoltà di Psicologia per 5 anni, a seconda dell’ordinamento, vecchio o nuovo, ha fatto un anno di tirocinio pratico presso una struttura convenzionata (ASL, cooperative sociali, ospedali…) durante l’ultimo anno di studi o dopo la laurea. Una volta laureato, è diventato dottore in Psicologia. Per diventare Psicologo e potersi, quindi, iscrivere all’Ordine degli Psicologi, ha dovuto superare le 4 prove (tre scritte e una orale) dell’Esame di Stato.

(n.d.r. si può anche essere “Psicologi Junior” avendo conseguito la laurea triennale e poi l’Esame di Stato, in quel caso però si sarà iscritti all’Albo-B)

Cosa fa uno psicologo?

L’obiettivo dello psicologo è quello di aiutare le persone a raggiungere e mantenere uno stato di benessere. I suoi campi di azione sono: colloqui psicologici, consulenza, diagnosi, abilitazione-riabilitazione, prevenzione, sostegno, didattica, ricerca, sperimentazione, somministrazione di test.

Uno psicologo, può fare terapia?

La risposta è no. Uno psicologo può fare utilissimi colloqui di sostegno psicologico, il cui scopo è quello di aiutare il proprio cliente in un momento di crisi personale legata ad una situazione particolare e contingente (per es. dover prendere una decisione importante, un momento di stress al lavoro, una malattia improvvisa, difficoltà con gli amici…). In questi incontri, della durata non precisata, il professionista analizza la domanda, supporta chi si rivolge a lui a rilanciare le proprie risorse personali e identifica le strategie più idonee alla gestione del problema attuale. Se però lo psicologo si dovesse rendere conto che ci sono sintomi rilevanti o un quadro clinico tale da necessitare di una terapia, sarà sua premura farlo presente al proprio cliente e indirizzarlo verso uno psicoterapeuta.

 

Lo Psicoterapeuta 

Si è laureato in psicologia e ha poi seguito tutto l’iter per diventare psicologo oppure si è laureato in medicina. Per diventare psicoterapeuta (qualunque fosse la sua laurea) ha frequentato una scuola di specializzazione in psicoterapia (riconosciuta dal MIUR) della durata di 4 o 5 anni e ha sostenuto un esame finale che gli ha permesso di poter aggiungere la parola “psicoterapeuta” dopo quella di psicologo o medico. In Italia, attualmente, esistono circa 400 Scuole di Psicoterapia, per lo più private, e ognuna di esse trae origine da un differente un quadro teorico di riferimento, il che porta a differenti tecniche, tempistiche e approcci alla terapia.

E’ vero che uno psicoterapeuta deve aver fatto una sua terapia?

Solitamente sì, lo psicoterapeuta in formazione fa parallelamente anche un percorso di psicoterapia personale per risolvere eventuali conflitti personali che potrebbero ostacolarlo nella vita e, soprattutto, nel lavoro e per acquisire maggiori competenze professionali. Nonostante sia raccomandato farlo, non è obbligatorio per legge e non tutte la scuole di specializzazione lo esigono.

Cosa fa uno psicoterapeuta?

Diversamente dallo psicologo, può fare terapia, può cioè intervenire in tutti quegli ambiti in cui è necessaria una cura e un trattamento della sofferenza della psiche, sia essa mentale, emotiva, comportamentale. L’obiettivo della psicoterapia è la cura e il cambiamento di modalità relazionali, cognitive, emotive, comportamentali di cui il paziente è portatore e che danno origine ad una sofferenza più o meno intensa che lo coinvolge nel profondo e che gli impediscono di attivare le sue risorse personali, compromettendo, fra le altre cose, il raggiungimento di obiettivi importanti.

Attenzione! Chi decide di intraprendere un percorso di psicoterapia, non per forza deve manifestare una patologia psichica grave o un grave problema relazionale, la psicoterapia è anche un ottimo strumento per imparare a conoscere se stessi più profondamente, il proprio modo di funzionare e da dove vengono certe credenze su noi stessi, certi limiti, certe difficoltà interpersonali o certi modi di fare che non riusciamo a cambiare.

 

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Lo Psicoanalista

E’ uno psicoterapeuta che ha frequentato una precisa scuola di psicoterapia che si rifà in maniera più fedele al lavoro di Sigmund Freud.

Senza entrare troppo nello specifico, possiamo dire che un punto cardine per lo psicoanalista è l’importanza dell’Inconscio della formazione dei sintomi; per attenuare o eliminare i sintomi si deve intervenire sulle cause preconsce o inconsce che devono essere riportare alla coscienza.

Nel tempo si sono formate molte correnti che si sono differenziate dall’idea originaria di Freud e che vengono chiamate “post-freudiane”.

A differenza degli altri psicoterapeuti, lo psicanalista, per diventare tale, deve necessariamente sottoporsi in prima persona ad un’analisi personale.

Uno psicoterapeuta o uno psicoanalista possono prescrivere farmaci?

No! A meno che non siano laureati in medicina, allora sì, certamente.

 

Lo Psichiatra 

Si è laureato in medicina e poi si è specializzato in psichiatria. Ha un approccio organicistico alla malattia mentale ed è portato a considerare il disturbo mentale derivante da un funzionamento anomalo, con uno sbilanciamento biochimico, del sistema nervoso. Per questo motivo la principale modalità di cura proposta dallo psichiatra è quella farmacologica.

Ma se il mio psicoterapeuta mi consiglia di andare dallo psichiatra sono sulla via della follia definitiva? (lol)

No! Non è affatto insolito che psicoterapeuta e psichiatra lavorino insieme per poter agire con certi tipi di pazienti su più fronti e aiutarli, così, a tutto tondo, soprattutto in quelle circostanze in cui uno solo dei due approcci non sarebbe sufficiente.

 

Il Counselor

Non deve essere laureato in psicologia o medicina. Quella del counselor è una professione regolamentata dallo Stato nel 2013 e rientra fra le professioni di aiuto. Non prevede l’utilizzo di tecniche o metodologie tipiche dello psicologo o dello psicoterapeuta, come per esempio il colloquio psicologico o i test psicodiagnostici. I Counselor si occupano di persone che non hanno particolari problemi, ma che hanno bisogno, in un momento ben determinato della loto vita, di colloqui di sostegno o di aiuto per affrontare problemi relazionali o decisionali senza la necessità di una cura di tipo psicoterapeutico.

 

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Il Coach

Non è una figura attualmente regolamentata dallo Stato, il che significa che non sono stati regolamentati i requisiti minimi per potersi definire tale. Questa figura si è diffusa prevalentemente in ambito manageriale e potremmo tradurla come “motivatore” o “sviluppatore di talenti”, in quanto aiuta i propri clienti a focalizzare obiettivi e priorità e li supporta, in termini prevalentemente motivazionali, nel mantenere e portare a termine il programma stabilito. Esistono coach imprenditoriali e individuali e ognuno di questi, al suo interno ha diverse ramificazioni.

E’ normale avere dubbi e non riuscire a comprendere nel profondo le diverse professioni di aiuto perché è inevitabile che abbiano aree che si sovrappongono fra loro, proprio perché si parla di relazioni di aiuto e, quindi, dell’incontro fra due persone.

 

Se dovete scegliere una persona che vi possa aiutare nelle vostre difficoltà, cercate se ha i titoli per farlo, cercate di capire se può fare al caso vostro e ricordate:

è la relazione che cura!