Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Dispacci dalla Quarantena – #3

Life ·

Ieri e l’altro ieri mi sono imbattuta in due post Facebook di amici, ed entrambi riguardavano la stessa, spinosissima, tematica.

I miei amici vivono a Milano, ed entrambi sono certi di aver avuto il Coronavirus nelle settimane passate. Sintomi e malesseri combaciano con le descrizioni ufficiali: dalla tosse secca alla febbre, ai dolori, fino alla perdita di olfatto e gusto – e via dicendo.

Di loro, solo uno è riuscito a fare il test A SUE SPESE perché lavora – o almeno dovrebbe – a contatto con il pubblico.

Il risultato è stato incontrovertibile: ha avuto il Virus.

L’altro amico invece, che ha più volte richiesto al medico di base il test, non è riuscito a farselo fare. Questo significa che pur nella sua personale certezza di essere stato colpito dal virus, non ha modo di provarlo ufficialmente e – cosa ancora peggiore – non sa se sia ancora positivo e quindi pericoloso per gli altri o meno.

La situazione Lombarda mi preoccupa, se devo essere sincera.

La Regione che più di ogni altra avrebbe dovuto fare test a tappeto, non ne fa nemmeno a chi ha mostrato sintomi o è stato male in casa sua. Mi sembra assurdo, tanto più che ho sempre ritenuto questa zona un’eccellenza italiana in quanto ad efficienza ed organizzazione, ma capisco che le mie personali piccole polemiche non servono a nulla – e sicuramente sono davanti alla mia verità parziale, filtrata dai media che seguo e dalle persone con cui parlo.

Detto questo, siamo al terzo mese pieno fuori casa. Se ho un vestito è perché me l’hanno mandato, se ho una gonna e una canottiera è perché ho ravanato nei fondi di cassetto e trovato vecchie cose del passato.

C’è chi dice ‘vorrei tornare alla vita normale’ e io non so più tanto bene quale sia la mia vita normale.

Gli otto anni a Londra sono un capitolo chiuso. Il capitolo milanese era iniziato da troppo poco per sentirlo ‘casa’ o normale.

E siamo qui in un limbo, non più Londinesi, non ancora davvero Milanesi, non più Romani.

Se penso alla mia vita come ricomincerà so che tornerò a Milano, ma tutto ciò che fisicamente mi richiedeva lì – eventi, incontri, meeting – sta pian piano saltando e chissà se e come ricomincerà.

Insomma: la pandemia ha portato enorme incertezza anche qui. Tutto è sospeso, tutto è incerto.

Intanto vivo nel momento e cerco di fare come il mio cane: è curioso, prende il nuovo con allegria, si fa una tana ovunque si trovi, prende le cose come vengono.

Lo Zen e l’arte di essere Cobi.

Come vi sentite, voi?

Cosa vi ha tolto questa Pandemia, e cosa invece vi ha restituito?

Nel mio caso, voglio anche guardare il lato positivo: mi ha restituito il dono del TEMPO.

La lentezza programmata, senza patemi.

Dare alle cose il giusto tempo, e dare il giusto tempo anche al non fare nulla di produttivo.

Mi ha restituito parte della mia famiglia, e tempo con loro.

Delle canottiere del 2001… lol.

E una Roma che è sempre mia, anche se non so se, come e quando ci tornerò.

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