Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Serie e libri consigliati / Gen 2021

Life ·

Ma chissà se questo nuovo esperimento di radunare in un post serie e libri consigliati, divisi per mese, potrà durare. Sono nota per la mia incoerenza, ma se proprio volete far avere uno strepitoso successo a questa rubrica in modo che io proprio non possa evitare di scriverla pena atroci sensi di colpa che Crucio al confronto è una pacca sulla spalla, BE MY GUEST.

Ecco quindi un’elenco delle ultime visioni e letture. Diciamo che raduno Dicembre e Gennaio, tò.

HO VISTO

The Wilds

Ma chi è quel marketing manager che ha avuto l’ideona di promuovere questa serie con le ventenni, perché giuro che me la stavo per perdere avendola archiviata sotto ‘serie per ragazzini’. E invece no, porca miseria. Ancora ci penso a queste ragazze finite su un’isola deserta dopo un disastro aereo tutto da chiarire. Sì, ogni personaggio lo conosciamo tramite flashback della sua storia e sì, in questo fa un po’ Lost, ma racconta un universo femminile di giovani donne in cui niente è come sembra e in cui ognuna, anche se così giovane, viaggia e vive con bagagli pesantissimi. Bello bello.

Motherland: Fort Salem

Ma sì, facciamo una serie in cui le discendenti delle streghe di Salem ora lavorano per l’esercito Americano, COSA PUO’ ANDAR STORTO. Tutto e niente: la serie è a tratti parecchio cringe, ammetto, ma un OTTIMO cringe. Quel tipo di mmmmah,ok che vale la pena superare e integrare in un prodotto che ti acchiappa tuo malgrado, un po’ come in The Witcher. Le tre protagoniste, che finiscono per creare una squadra, sono tre modelli di ragazza-millennial da manuale, la storia gay è di un fan service che levate, le streghe combattono – un attimo di silenzio – con URLA e sibili, cosa che sfocia a tratti nell’involontario comicismo, le divise delle ragazze sono fatte da una costumista senza alcun gusto estetico EPPURE oh, tutto alla fine in qualche modo funziona. E mi è piaciuta.

Sanpa

Bellissima docuserie fatta molto bene, che racconta il famoso/famigerato San Patrignano, comunità di recupero per tossicodipendenti realizzata alla buona in un momento storico in cui dei tossici non si occupava nessuno. L’equilibrio tra le testimonianze positive e negative rispetto alla comunità e al suo fondatore Vincenzo Muccioli lascia lo spettatore perfettamente in grado di farsi la propria idea rispetto a un luogo che, nel bene e nel male, ha fatto la storia di questo Paese.

L’Isola delle Rose

Film italiano su Netflix con un Elio Germano non eccessivamente ispirato, che parte benissimo raccontando la folle idea di costruire da zero uno Stato Indipendente al largo di Rimini, e finisce perdendo un po’ mordente. Un po’ claustrofobico, come in fondo una Nazione di 400 metri quadri.

Serie abbandonate: Virgin River, perchè di serie scadenti e maschiliste ne ho viste in abbondanza su Rete 4 a 14 anni. The Barrier, boh, un senso di arraffazzonatezza generico che mi ha impedito qualsiasi istinto di proseguirla. Love and Anarchy: aspettavo solo che trombassero.

HO LETTO

Fiori sopra l’inferno – Ilaria Tuti


Avevo già letto Fiore di roccia della Tuti e mi era piaciuto moltissimo, e trovarla nella veste di scrittrice di thriller mi ha appassionata.
Bella ed enigmatica la storia, interessante senza autocompiacimenti il personaggio di Teresa Battaglia ma soprattutto meravigliosa la descrizione di ambienti e paesaggi, sa rendere la sua regione, il Friuli, un protagonista assoluto e affascinante.

La casa delle voci – Donato Carrisi

Cosa ti spinge ad ascoltare quasi 6 ore di audiolibro in due giorni e poco più? Beh, una storia avvincente come poche. Bellissimo per gli amanti del genere, consiglio vivamente! Ora devo scoprire il resto dell’autore…

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Finché il caffè è caldo – T.Kawaguchi

Questa sera avremo la discussione finale al Davengers Book Club quindi non mi sbilancio più di tanto, ma posso dirvi che da un libro così venduto mi aspettavo qualcosa di più. Molto gradevole, comunque, ed estremamente giapponese nelle interazioni tra i protagonisti e l’ambientazione. Evocativo, poetico.

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