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Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

The Batman – recensione: più oscuro del Cavaliere Oscuro.

Life ·

Recensione del film The Batman con Robert Pattinson.

Avevamo bisogno di un altro Batman? Avrei risposto un deciso no, soddisfatta della trilogia di Nolan, tutto sommato assuefatta ad un personaggio riuscito a staccarsi dalla bidimensionalità del fumetto e assumere una personalità complessa e attraente. Eppure, mi sbagliavo.

The Batman è diverso da qualsiasi altro film sull’uomo pipistrello.

Reeves ci porta in una Gotham City cupa, sempre piovosa e buia. Sappiamo subito, senza spiegazioni, che sua oscurità incarna l’animo marcio, corrotto e canceroso di chi la governa. Gotham in questo film è personaggio, è animale che respira nell’ombra. Più che un luogo dove vivere sembra un purgatorio dove sopravvivere, dove ogni grande avenue prima o poi diventa vicolo tortuoso, i club si aprono a livello strada e proseguono sottoterra, e persino i suoi grattacieli dove i personaggi si incontrano appaiono soffocanti, senza via di scampo.

E’ qui che incontriamo il nuovo Bruce Wayne, Robert Pattinson, che perde tutto lo smalto del ricco ereditiere per mostrarci un personaggio rotto, umano, perseguitato dai ricordi e ossessionato dalla vendetta.

E’ un Bruce ‘rovinato’, che porta addosso non solo il dolore dell’omicidio dei genitori ma anche la rivendicazione della loro memoria e identità, annaspando nel tentativo di conoscerli e conoscersi davvero.

A tratti vendicatore insensibile, tormentato dalla necessità di giustizia, a tratti ancora bambino perduto nel dolore nella solitudine, rimasto solo in quella enorme e inquietante torre gotica con Alfred come unica difesa contro la violenza della vita che lo circonda.

The Batman è un film sulla paura.

In questo Batman la paura pervade le strade, i personaggi, la fotografia del film, la maestosa colonna sonora. Ci racconta che sotto ai movimenti della città, alle persone che si incontrano, agli assegni che si staccano, ai poliziotti che lavorano, c’è un fiume di violenza alimentato dalla paura che ciascuno, indistintamente, cova dentro.

In un luogo dove la corruzione regna sovrana ci sono solo due categorie di persone: chi la paura la incute e chi la subisce. E più la incuti, attraverso bugie e violenza, più potere accumuli. Più la subisci, più la rabbia ti cresce dentro come un mostro. E capire chi è il vero nemico diventa sempre più difficile.

L’Enigmista non è che il disperato bisogno di giustizia e meritocrazia portato al suo estremo più folle, e che arriva ad usare gli stessi metodi dell’oppressore. E’ in rete che recluta la sua armata, cavalcando il passaggio da indignazione virtuale a violenza reale facendosi scudo della parola ‘giustizia’.

Anche Bruce Wayne è alle prese con la paura. La sua affonda ancora più indietro: nella necessità di sapere chi è stata davvero la sua famiglia, e nel terrore di non riuscire a vendicarla. Lo incontriamo frenetico, meticoloso e ossessionato, scavato dentro dalla sua fame di senso. ‘Io sono vendetta’, ha bisogno di definirsi.

Lo lasciamo meno oscuro di prima: sulla strada per imparare a domare la stessa paura, trasformandola da detonatore a motore.

‘La paura è uno strumento’ dichiara.

Instant icon

The Batman è un reboot totale a tutti gli effetti, riuscendo a creare qualcosa di completamente nuovo.

Abbandona la deriva pop-fumettistica e riesce ad essere più dark del Cavaliere Oscuro, creando un nuovo mondo di riferimento per l’uomo pipistrello.

Mette in discussione molte certezze sui personaggi, presenta temi fortemente attuali e lo fa con lo stile avvincente di Reeves. Le premesse per un nuovo viaggio nell’oscurità di Gotham ci sono tutte, e nonostante questo il film è un perfetto standalone.

Peccato solo per la durata: 3 ore che, come Batman, non volano, e personalmente hanno appesantito una visione che con un ritmo diverso sarebbe stata semplicemente perfetta.

Si candida, comunque, a diventare istantaneamente iconico.

Mentre guardiamo alcune inquadrature, come quella a testa in giù o quella sulla skyline di Gotham, sappiamo che stanno già entrando nell’immaginario collettivo esattamente quanto il bacio rovesciato di SpiderMan o la camminata slo-mo di Armageddon.

Un ultimo commento per la colonna sonora dark e sinfonica di Michael Giacchino: semplicemente perfetta. Anche questa, destinata a richiamare tutto un nuovo universo di riferimento per l’uomo pipistrello alle prime, travolgenti e inquietanti note.

Il limite della traduzione.

A chi è abituato a guardare i film in inglese o padroneggia la lingua alcuni giochi di parole necessariamente intraducibili daranno qualche brivido.

Siamo alle prese con l’Enigmista, dopo tutto, e i suoi codici e indovinelli rendono purtroppo poco e niente in Italiano.

‘Cosa fa un uomo morto?’ – ‘Giace continua-MENTE.’ è la traduzione forzatissima di:

‘He LIES STILL’ ovvero, letteralmente: continua a mentire.

LA RATA spagnola, ovvero lo spione, l’infame che parla con la polizia, è tradotto con LA TALPA, ma sono due cose sottilmente diverse e quando si tratta di RATA ALADA la traduzione regge ancora meno.

Come al solito, se riuscite, consiglio la visione in lingua originale.

E Catwoman?

Zoe Kravitz è perfetta nella parte della badass indipendente “che sa badare a sé stessa”, come ripete almeno due o tre volte. E’ però un’eroina girl power a metà: che denuncia il male gaze ma ha ancora il corpo perfetto che ‘ci si aspetta’ (ma ci si dovrebbe davvero?) aspettare da Catwoman.

La sua backstory però è interessante e viva, e sappiamo che la sua evoluzione è appena iniziata. E’ una donna che sta compiendo il suo viaggio, autonoma nel suo percorso, pronta a lottare per chi ama (la stessa Kravitz ha dichiarato di aver interpretato il legame col personaggio di Annika come una relazione sentimentale, non solo di amicizia).

Conclusioni: un ottimo reboot che dà nuova vita al personaggio di Batman presentandocelo in una veste molto umana e particolarmente dark.

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