Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

La parola alla nana…

Life ·

Ho trovato qui un “lungo e commovente discorso del feto”.
Beh, lasciatemi apportare qualche piccola personale modifica.

Parla un bambino dall’utero materno (versione di Wonderland):

Prima di tutto vorrei ringraziare la mia mamma che, con molta dolcezza, mi fa giungere non solo il nutrimento che serve per la costruzione del mio corpo, ma anche cose estremamente goduriose e dannose come melanzane fritte, dolci confezionati, orsetti gommosi, Traminer come se piovesse e anche i residui di qualche cannetta. Io sento tutte queste cose, sento che mi vuole già molto bene e sento anche che non sono ancora nata ma già ho il colesterolo alto e un po’ di cirrosi.
So che non vede l’ora di vedermi, stringermi e sussurrarmi che mi ama, e anche io non vedo l’ora di conoscere il suo volto, il suo profumo, il suo calore e sussurrarle che cazzo aveva in mente quando s’è fatta quel Negroni a digiuno.

Come sento il suo pensiero, recepisco anche i suoi sentimenti e gioisco quando la sento serena e tranquilla. Se è tranquilla lei, lo posso essere anchio; e, quando sono tranquillo, posso badare meglio alla costruzione delle cellule che devono andare a formare il mio corpicino. Quando invece quella che abita di sopra passa l’aspirapolvere alle 8 di mattina o la donna delle pulizie chiama per dire che non viene, la sento un po’ nervosa. In quei momenti non bado alla costituzione delle mie cellule ma in compenso posso imparare un sacco di parole che mi serviranno quando sarò grande. La nonna dice sempre che se la mamma continua così la mia prima parola sarà “eccheccazzoporcatroia” e lei la diserederà.

Quanto mi piace quando canta per me! Sento che udire delle belle musiche mi fa bene e mi aiuta a crescere. La Mamma conosce tante belle canzoni, roba dei Nirvana, dei Red Hot, dei Linkin Park, degli U2, e “Otto il Passerotto”, una bellissima canzone per bambini che credo mi insegnerà quando sarò più grandicella. Che brava la mia mamma!

Non riconosco soltanto la voce della mia Mamma, ma anche quella del Papà. Che bello quando mi accarezza! In realtà, lui accarezza il pancione della Mamma e dice sempre “non sento niente”, mentre io sento che è lui. Proprio per questo mi diverto a tirarmela un po’: quando mi tocca la mamma sparo a raffica tutto il repertorio: 5 calci, 2 capriole, 3 gomitate e una puzzetta. Poi, quando arriva la mano del papà sto ferma immobile finchè non la toglie. La mamma si lamenta e dice “ma come? prima si muoveva…”, il papà sospira e accende la Playstation. Che bel gioco, come sono simpatica!

Una volta tutti credevano che, prima della nascita, noi piccini fossimo degli esserini insensibili, incapaci di percepire alcunché. Poi sono arrivati l’Angel Care, il Chiama Angeli e i cd di musica per gestanti, e tutti hanno iniziato a dire che sentiamo una cifra, e che se le nostre mamme non spendono almeno 100 euro in articoli preparto sono delle bastarde infami che non si curano di noi. Quindi ora si crede che sentiamo un sacco di cose. Io in realtà sento poco e niente – pure voi che pretendete, sono in una bolla piena di liquido denso – ma ogni tanto tiro qualche manciata di calci e la mamma tutta felice dice: “vedi, reagisce al…. (nome di qualsiasi oggetto acquistato recentemente)”.

Quello che vorrei aggiungere è che nella Carta dei Diritti dei Bambini vorrei che venissero contemplati anche i diritti dei bambini che devono ancora nascere. Infatti, vorremmo far valere il nostro diritto di nascere in una famiglia che ci ha concepiti perché ci desiderava veramente – non come la mia mamma che le è successo per pura sfiga – e che possa darci tutto ci di cui abbiamo bisogno per andare incontro a una vita sana e piena di interessi. Voto quindi per internet obbligatorio, il Calippo d’estate anche se sgocciola, il Kinder Pinguì, le LelliKelly, tutta la collezione dei dvd Disney, almeno 5 Barbie, le mutande delle Winx e tutti i CuccioliCercAmici della Savana del Nord serie 5 settore D.

Ora sono contenta di aver potuto dire tutte queste cose. Ce ne sarebbero molte altre da aggiungere, ma lo farò un’altra volta. Ah, no, ho ancora due cose da far sapere: una è che quando dovr nascere, vorrei che il mio Papà fosse con noi, ma – come dice il sito alfemminile – “non deve guardare il sesso traumatizzato della mamma”, o potrei non avere mai un fratellino, quindi magari potrebbe stare di spalle, giusto per fare presenza.

La seconda è che, subito dopo la mia nascita, avrò bisogno di rimanere con la mia Mamma. Vorrei sentire il suo odore, imparare a riconoscere il suo tocco e guardarla, ma, soprattutto, dovrei dirle due paroline.

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