Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Donne vs uomini è la battaglia più scema

Life ·
Quando si parla di pari diritti tra uomini e donne, mi viene sempre in mente mia mamma. Ogni volta che parto qualche giorno per lavoro mi lancia le jatture perché, secondo lei, mollare una bambina piccola per lavorare è vagamente degenere.

Allora mi trovo cinque chiamate sul cellulare in tre ore e un messaggio in segreteria che racconta di catastrofiche tossi e pediatra in trasferta a Honolulu, suoi urgenti impegni e promesse a rientrare il più presto possibile. ‘Ma è proprio necessario?’ è il leitmotif di qualsivoglia commento sui miei spostamenti, tranne quello da casa al supermercato.

Mi viene in mente quella mamma del parco che avevo preso come faro nella notte nella mia vita sociale disseminata di amiche single, e mi disse ‘non so come fai a volere un ufficio, è un lusso lavorare a casa con i bambini’. Lì ho capito che avere un utero funzionante non è un punto in comune con nessuno.
Ne ho parlato anche su IoDonna della scorsa settimana, che parlava appunto di ‘Guerra delle mamme’.

Mi viene in mente, soprattutto, che nessun uomo si è mai permesso di fare un commento su come gestisco il mio equilibrio lavoro/famiglia, mentre per le donne sembra essere uno sport agonistico.

E’ per questo che quando rifletto sulla questione delle differenze di (opportunità per) genere, penso sia in parte un problema culturale radicato nei secoli, nel Dna, nella coscienza – chiamatela come vi pare. Un retaggio del quale è lungo e complicato liberarsi e che porta direttamente a tutta una serie di comportamenti e problemi pratici, reali.
Dall’altra penso che prendersela con gli uomini e col maschilismo a volte copre parte della verità, e cioè che le donne hanno due nemici ben più cazzuti: la propria coscienza, quella lì bella infarcita di sensi di responsabilità e di colpa innati, e le altre donne.

Il risultato è che, pur con le migliori intenzioni, la mia impressione è che spesso ci parliamo e piangiamo addosso, facciamo pollaio, fingiamo coalizioni le une con le altre come fossimo nemiche del genere maschile e non una valida controparte.
Ci chiedono di dimostrare di più, e noi ci comportiamo come se davvero avessimo qualcosa da dimostrare. Come se non fosse lapalissiano, che funzioniamo benissimo.

Questo in linea del tutto teorica. Poi vai a vedere le leggi italiane di merda sulla maternità, la quasi totale assenza delle donne nei consigli di amministrazione, le gonne che diventano pantaloni quando sali di livello perché altrimenti spostano l’attenzione dalla tua testa, le quote rosa imposte nemmeno fossimo una specie protetta, i commenti alle foto dei nuovi ministri che per le donne chiedono sempre quell’attenuante casalinga e personale tipo ‘ha tre figli e le piace cucinare’ come contorno al curriculum*.
E lo capisci perché abbiamo tanto da incazzarci e pretendere.

Giovedì – come avrete intuito dai miei numerosi twit – ho partecipato a ItalianSessions a Torino. Il titolo dell’evento era allettante: Italia: femminile, plurale. Controcanto sul futuro. Alcuni interventi sono stati molto indovinati, altri meno. Sono state sollevate questioni interessanti, portati contributi su concetti intuibili ma che fa bene ribadire, c’è stato uno scambio di opinioni online. Purtroppo non si sono create le condizioni di un next step, ma il problema esiste ed è sempre bene parlarne, sollevarlo.
La presa di coscienza è fondamentale. Assicurarci di aver chiaro il concetto di avere le stesse identiche opportunità è il primo passo per sentirsi in grado di averle, provare ad averle, protestare se non le abbiamo, provare a cambiare le cose.
E smettere di giudicare, e giudicarci.

Potremmo fare molto ed ottenere un sacco di cose.
Non solo siamo anche in netta maggioranza, ma stiamo anche crescendo ed educando la classe dirigente del futuro, siano essi uomini o donne. Abbiamo tutti gli elementi per crackare il sistema dall’interno.

Tra una torta di mele e una lavatrice, sia inteso.

*al riguardo, vedi il bel post di Ci_polla, insieme a me ad Italian Sessions.
** oggi mi sento molto, molto ottimista.

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