Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Il mio difficile rapporto con i corrieri

Life ·
Ci sono quelli che gli pesa proprio il culo.

Mi spiego: ho il citofono su strada ma l’ingresso del condominio dista circa trenta passi. Non c’è portiere quindi i pacchi devi per forza consegnarli in mano al destinatario, e io sono spesso sola con la pupa: non è che posso proprio andare sempre a prendermeli trascinandomela dietro, magari se fa freddo e lei è in tuta e pantofole da casa.
Allora ci sono quelli di cui sopra che evidentemente conosce il palazzo, e manco citofona: attacca il biglietto di assenza destinatario e se ne va.
A questi, un clistere di Listerine.

C’è quello che ‘vieni a metà strada’.
Allora tu scendi e scopri che lui non s’è mosso, e gli girano pure un po’ le balle se gli chiedi ‘non avevamo detto metà strada?’. Uno mi ha risposto ‘io la mia metà l’ho fatta venendo qui col camioncino’.
Ah beh, cazzo, allora sì.
C’è quello che non sa leggere, quindi tu trovi il cartellino, richiami e t’incazzi e la centralinista lo contatta.
“Il corriere mi ha detto che a via Pini numero diciotto non ha risposto nessuno.”
“E’ numero OTTO, non diciotto.”
(richiama)
“Il corriere ha detto che se scrivono male l’indirizzo lui non può farci niente.”
“Il biglietto recita 10.11, due minuti fa, può farlo ripassare?”
(richiama)
“Ha detto no. Passa domani tra le 9 e le 11.”
“Ok, mi raccomando entro le 11 che dopo non c’è nessuno.”
(passa alle 13. di norma l’ufficio per il ritiro è a Monculo Battipanni.*)

C’è quello che abiti a Roma ma ti consegna la roba a Milano. ‘La roba’ è la parola esatta.
(Skype videocall)
“Ciao sono Jolanda”
“Ciao Jolanda”
“Mi è arrivata una busta per te! Che faccio, te la rimando?”
“Ma no, aprila in webcam…”
“Senti c’è una lettera tipo in inglese col retro nero con sopra delle rane.”
“Hummm.”
“E dentro c’è una cosa… una bustina.”
“Una bustina?”
“Sì, una bustina con dentro una polverina. C’è scritto di… Omamma. C’è scritto di leccarla!”
“Jolanda, ma chi è il mittente?”
“Aspetta che guardo il timbro… OLANDA.”
Insomma, l’unica busta ambigua della mia vita me l’hanno inviata a un indirizzo sbagliato. Conteneva una bustina leccabile proveniente dall’Olanda (non scherzo), e Jolanda si è premurata di mostrarmela in webcam. Piangevo dalle risate. Solo dopo si è scoperto che era un’azione di guerrilla marketing.
Questo mi fa pensare che non ordinerò mai sex toys per corrispondenza, puta caso arrivano ai miei clienti. No, bella figura.

E poi c’è quello di ieri.
Beep.
“Ho una consegna per Machedavvero, sei tu?”
“Sì.”
“Ecco sali, ma di corsa.”
“Guardi se può gentilmente entrare e venire al palazz…”
“NO! Io ho detto di corsa hai capito? Me ne vado!
“Beh un attimo, se lei almeno mi viene incontr…”
“Io non vengo al tuo palazzo, se non vieni a prendere il pacco in strada entro due minuti me ne vado, ME NE VADO! Devi correre, hai capito?
Il tutto con un tono che, davvero, pensavo me l’avrebbe lanciato sui denti a distanza, sto *zzo di pacco.

E mi dicono che alcuni lavorano come corrieri a cottimo per le consegne che riescono a fare, e mi dicono che la gente ha bisogno di lavorare, e mi dicono che bisogna avere pazienza.

Io dico che se un lavoro te lo vuoi tenere devi imparare a non trattare la gente di merda.
Onore e lode a tutti quei corrieri che mi portano i pacchi sulla porta di casa col sorriso, perché ce ne sono.
Agli altri auguro possano scoprire una minuscola dicitura sul loro spazzolino da denti che reciti:
“questo oggetto è stato prodotto grazie al riciclo di nr.586 spazzoloni da cesso provenienti dal sovraffollato carcere maschile di Milwakee”

Ma sono solo io che abito in un palazzo sfigato, o questa cosa succede anche a voi?

*scusate, ho adottato questa tipica espressione abruzzese che trovo molto più eloquente del ben sputtanato ‘Culandia’ o ‘Culonia’

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