Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Cose che ho fatto nelle ultime 72 ore

Life ·
Christmas in London
Cose che ho fatto nelle ultime 72 ore:

– cantato LadyGaga al karaoke di un party di Natale inglese, insieme a inglesi ubriachi.
– sorriso e annuito alla quantità di gente che mi parlava, assai convinta che io comprendessi tutto, al suddetto party. Scambi di battute del tipo: “hai un bell’accento!” – “grazie, ma non ho capito una mazza lo stesso di quello che hai detto fin ora.”
– risposto YES! a uno che mi ha fatto una domanda col sopracciglio alzato. domanda che non ho capito. domanda alla quale probabilmente avrei dovuto rispondere un indignato NO! vista la conseguente risata fino alle lacrime del tipo. domanda che non conoscerò mai.
– sentito una vaga sensazione di tempo buttato davanti a una ragazza più giovane di me che ha lasciato casa sua a 18 anni, vissuto in tre paesi, imparato altrettante lingue, e che non sa dove sarà il prossimo anno. era la vita che avrei voluto per me, e che non sono riuscita a regalarmi. fa un po’ male.

– camminato scalza per Regent Street. shame on me.
– sentito una prepotente voglia di ufficio e colleghi. ancora più forte del solito. mi fa venire voglia di mandare a puttane tutto il mio lavoro da freelance solo per avere qualcuno con cui sparare cazzate alla macchinetta del caffé. con cui pranzare insieme. con cui fare squadra. la sensazione di appartenere a qualcosa che non sia ‘te stessa’.
– visto in videochiamata Skype il primo taglio di capelli dal parrucchiere della Porpi. Fa molto madre degenere ma non era possibile rimandare: sembrava un barboncino.
– soffiato nel culo di una renna di legno insieme a TheQueenFather. muggiva.
– atteso circa 45 minuti Lui davanti all’entrata di Winter Wonderland surgelandomi pure le budella.

– lasciato bigliettini di #leaveamessage con aria vaga, nei seguenti luoghi: sulla metro dentro Styled magazine, su una panchina di Hampstead, in un locale di Belsize Park, dentro a un guanto a forma di zampina di cane in vendita a WinterWonderland, in mezzo ai timer da cucina e dentro a una tazza verde da John Lewis.

– entrata nel bagno dell’aeroporto in jeans e stivali, struccata. uscita dal bagno dell’aeroporto in abitino borchiato, tacco12 e smokey eyes.
– acquistato la tazza più bella del mondo. rotto la tazza più bella del mondo uscendo dal negozio. tornata a comprarne due.
– conversato con un fervente cattolico, mancato prete, il quale ha appena appreso che il suo adorato capo ha recentemente coronato il sogno di un matrimonio gay, e ora è in stato confusionale.
– elaborato massime:

– dimenticato di postare due post che mi ero preparata e che ora è forse tardi per pubblicare, e rimediare con questo stupido riassunto a punti.

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