Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Jesus is boing

Mummy ·
Che sono tre giorni, dalla recita per intenderci, che Porpi ripete la poesia di Natale in inglese imparata all’asilo (poesia di Natale in inglese? wtf?) con alcune lacune di pronuncia, quindi per noi è una natività molto atletica: Jesus is boing.

Questo, più le immagini della palla gonfiabile vista da Decathlon ieri, fa piuttosto male alla mia fantasia malata.
Che sono tre giorni, sempre dalla recita per intenderci, che Lui è steso a letto con 40 di febbre e io che porto a spasso per la città suoi campioni biologici di vario genere e quando ti metti con una persona ecco, non hai ben chiara l’immagine di te che ti carichi i suoi campioni biologici e ce n’è sempre uno chiuso male. Per recuperare poesia dovrò tentare qualcosa di estremo, che ne so, farlo sviolinare in frac.
No, odio gli sviolinatori.

Mi piacciono di più quelli un po’ truci, tatuati.
Che poi io è dal 2001 che voglio tatuarmi e ogni volta non lo faccio. Volevo delle ali sul polso, perché quell’estate lì io avevo imparato delle cose da ricordare. Poi me le sono dimenticate e pace.
Se qualcuno chiede le buone ragioni per tatuarsi escono fuori sempre le stesse cose: per ricordare un momento, per ricordare/dichiarare amore verso una persona, perché mi piacciono i tatuaggi, perché ero ubriaco, perché ero in Erasmus, perché l’ho fatto uguale insieme ad altre tre amiche, perché era in offerta su Groupon, perché mi hanno regalato un tatuatore e avevano perso lo scontrino, perché, sono tatuato? Oh cazzo, lo sapevo che non dovevo addormentarmi.

Comunque, da cosa capisco che sta arrivando il Natale:
– dal fatto che ieri mi si è fermata la macchina e ho passato un’ora e mezza al gelo in compagnia di un cingalese del self-service, perché il benzinaio era chiuso. Quando ha riaperto ho caricato Mauro, ormai celebre dopo che la Erg l’ha messo su un manifesto, e l’ho portato ad effettuare manovre di rianimazione sulla mia macchina. Ci sono volute solo due ore e quarantacinque, momento pasto.
– dal fatto che, come ogni anno, mi mancano i regali per tutti gli uomini della famiglia che ero convinta di prendere online ma non faccio più in tempo a comprare. Domanda aperta: cosa regalate agli uomini della vostra vita (quelli sopra il metro e cinquanta)?
– dal fatto che pianificavo di disconnettermi domani e riconnettermi il 6, ma poi mi sono arrivate due consegne urgenti. Una per il 30 dicembre, una per il 4 gennaio. Voi capite.
– dal fatto che Porpi, toh, oggi ha la febbre. (il secondo Natale in quarantena no, ve prego)

Non vi augurerò Buon Natale fino a domani, e forse nemmeno domani.
Lasciamolo sottointeso, dài.

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