Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Wasn’t me

Life Mummy ·
Se dovessi casualmente incrociare di nuovo la me stessa neo-ventisettenne neo-incinta neo-porcatromachedavvero? le direi che quella che stamattina sfoderava il labio tremens e la sindrome compulsiva da ciaociaoguardamamma e dito sul click, oh NO. Non ero io.

Perché io faccio ancora parte del M.A.R.M.O. – Movimento Anti Rincoglionimento Materno a Oltranza – (scusate, da bambina leggevo Topolino). Non sono mica una di quelle che alla recita ci pensa la sera prima, io.
Non sono affatto quella che la mattina va a comprare le rose come per una premiere alla Scala, con l’unica differenza che è nella sala refettorio dello Spazio BeBi del Comune in co-gestione con Suor Ermengarda e contempla bambini di età compresa tra ‘mi scappa la cacca‘ a ‘guarda che caccola!‘.
No, oh no.
Non mi lascerei assolutamente intenerire dalle scene di preparazione di una gnappa con la tshirt rossa – quella spudoratamente oversize perché la commessa di Zara ha detto: ‘un’altra recita di Natale eh? mi è rimasta solo la 4-5 anni’ – e il cappello da Babbo Natale che le casca in fronte che fa le prove davanti allo specchio sussurrando qualche sillaba e muovendo le braccia con movimenti inconsulti.
Nah.
Non arriverei mezz’ora prima scoprendo di essere l’unica, perché tutte hanno deciso di arrivare tre quarti d’ora prima e allora ci sono solo posti in piedi.
Non avrei alcun istinto omicida verso il bambino che, in un attimo di possessione demoniaca che – come ci insegna il cinema – nelle scuole di suore e negli orfanatrofi sono sempre un must, controlla l’affilatura delle sue unghie sugli occhi di mia figlia.
Più di tutto, alla prima nota di una canzone di Natale sconosciuta ai più che parla di amore e buoni sentimenti e albero e stelle, coi nanetti che ce ne fosse uno che imbrocca i movimenti e ondeggiano a destra e a sinistra e fanno le farfalle con le mani e mimano ‘per te, per me, in tutta la terra’ con le braccine, guardandoti con quegli occhi da Bassetthound che solo dei nani col cappello da Babbo Natale troppo calcato sulla fronte possono avere, ecco…
In quel momento, quello in cui ho pensato che la Porpi era la più bella e la più brava insieme ad altri trenta genitori che pensavano lo stesso dei loro figli anche se stavano malmenando il custode sul retro, io giuro che NON mi sono commossa.
Non ho affatto avuto gli occhi lucidi che tutti pensano.
Sì, lo so, a volte dovrei essere più sentimentale.
E’ che proprio non ci riesco

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