Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Piselli

Life ·

Da quando sono a Londra, ho voglia di provare cose nuove.
Non sempre ci riesco, perché di fondo sono una persona pigra, pigrissima, e le mie buone intenzioni spesso muoiono sul divano davanti a una serie tv.
Peraltro, da quando ho avuto l’incidente ho scoperto essere beatitudine anche quella: hai le gambe, le braccia, respiri bene, sei seduto su un divano in una casa calda, tua figlia dorme serena etc. etc. sapete no: le cose che diamo per scontate.
Va bene apprezzare la quotidianità, però lasciarla diventare le sabbie mobili è rischioso, quindi il proposito (l’ennesimo di una lunga serie che mi hanno permesso di fare cose strane, cose nuove, pensieri audaci) rimane comunque quello di fare di più.
Mi piace disegnare, lo sanno tutti, quindi quando ho visto il cartello che annunciava un corso di disegno dal vivo nel community center vicino casa mi sono detta: perché no.
E sono andata.
Dunque, per disegno dal vivo, non avendolo mai fatto, io pensavo a una modella in posa o una natura morta. Pensavo a un gruppo amatoriale che si diletta a scarabocchiare ritratti e poi si scambia qualche idea alla fine della lezione.
Invece ho scoperto alcune cose.

a. il modello è nudo.
Cioè hanno acceso una stufetta e questo trac! si è levato maglietta e mutande ed è rimasto così, coi gioielli di famiglia al vento. E nessuno ha fatto una piega, tutti lì a disegnare nel dettaglio muscoli, naso, capelli e attributi di questo sconosciuto. Vi dirò che disegnare un pisello è più imbarazzante che guardarlo. Vi dirò anche che non ho resistito e ho Whatsappato una fugace immagine della sala alle amiche, le quali hanno iniziato a commentare in diretta, desiderando ardentemente di venire con me alla prossima lezione. E insomma, non che stessi ritraendo Siffredi. Da ciò si deduce che a tirare il carro di buoi sono peli ambosessi.
b. la gente si prende sul serissimo.
Anche se la fauna media era equamente divisa tra studentelli sbarbati e pensionati barbuti, ciò che accomunava molti di loro era l’attrezzatura da Cappella Sistina. Io stavo lì con un po’ di matite di cui una dell’Hotel Vattelapesca e una di Hello Kitty.
c. il fatto che il modello sia nudo può influire, come no.
Perché quello a fianco a me ha disegnato l’omino nella sua interezza, senza dedicare particolare attenzione al suo BoogieWoogie. Una signora seduta due sedie dopo, con caschetto bianco latte e camiciola a fiori, ha disegnato un enorme pene. Era molto ben sfumato.
d. cinque minuti sono pochissimi.
Funziona così, il modello fa diverse pose. Alcune da venti o anche quaranta minuti, e alcune da cinque. E nel tempo in cui il mio vicino aveva fatto un’opera pronta per la cornice, io avevo disegnato un naso. Era un naso molto accurato e ben delineato, ma il mio ritratto da cinque minuti è un naso. E non ne vado fiera.
e. qui come altrove, la gente non ama perdersi in chiacchiere.
Le cose sono due: o io agli inglesi sembro scema, o proprio non gli va di parlare.
“Oh, ha preso un panino in pausa: che bella idea, io sto morendo di fame!”
“Hmpf.”

“E’ carboncino questo?”
“Yes.”
“….”
“….”

“E’ molto che viene a questo corso?”
“Yes.”
“Quanto?”
“Molto.”

“Posso sedermi qui?”
“Ah-ha.”

E via dicendo, insomma.
Comunque ho fatto i miei disegni, e sono riuscita a portarmi a casa ben due piselli.

pisello

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p.s. riflettevo tra l’altro sulla ridicolezza della parola pisello. Cazzo è volgare. Pene è anatomico e medico. Non trovo un nome per chiamarlo che mi soddisfi, ma sono sicura che qualche dialetto di vostra conoscenza ha termini migliori. Nel frattempo BoogieWoogie mi sembra accettabile. Altrimenti, Ernesto.

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