Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Il mese di Ghiaccembre

Life ·

Il mese di Ghiaccembre era finalmente arrivato.
Dopo il freddo Gennaio, il ventoso Febbraio e la metà di un surgelato Marzo, Ghiaccembre arrivò con il suo carico di venti del Nord, fiocchi di neve, chicci di grandine e porcadiquellatroiamaèMarzo.
Perfino l’affatto primaverile Albione si stupì della sua portata, titolando i giornali con severi giudizi sulle settimane più fredde del periodo da cinquant’anni a quella parte.
Gli indigeni iniziarono a coprirsi. Per la prima volta si iniziarono a scorgere cappotti al posto delle giacchine di pelle, sciarpe in cotone a dispetto del coppino che le inglesi amano scoprire con crocchie disordinate, e l’imponderabile: calze coprenti!
Ma sempre con le ballerine, eh.
Nel mese di Ghiaccembre, certe case inglesi senza doppi vetri diventarono simili alla torre sgemba e bucherellata che il padre adottivo di Semola dà a Mago Merlino nel film ‘La Spada nella Roccia’ – se non sapete di cosa sto parlando, avete avuto un’infanzia infelice (recuperate subito).
Iniziarono a scorgersi pinguini e trichechi, che forse abitavano solo nella mente surgelata degli inquilini o forse no, si erano davvero stabiliti a Londra dal Polo Nord a causa del clima più favorevole.
Lo scaldino, quello che usa in un’ora l’energia elettrica solitamente consumata in una settimana, diventò il miglior amico dell’uomo. Specie in bagno, vai a capì perché (…).
L’ora del pigiama diventò dramma. Per evitare la svestizione alcune persone ponderarono l’idea di lasciare il pigiama sotto e cambiarsi i vestiti sopra, ché tanto a quelle temperature è impossibile sudare.Il mese di Ghiaccembre abbassò l’umore e alzò i riscaldamenti.
Ma soprattutto.
Il mese di Ghiaccembre, pur distando appena cinque mesi da Agosto, castrò qualunque intenzione di rimettersi in forma in vista del bikini.
Scoraggiò le donzelle che, tuta e scarpa da ginnastica, si apprestavano a uscire di casa a correre, per paura di essere ritrovate congelate a forma di ELLE, perché stava facendo stretching.
Distolse dal pensiero ‘dieta’ qualunque essere umano si trovasse davanti all’ardua scelta fra insalatina con germogli di soya e doppio sandwich caldo ai funghi e formaggio.
Il mese di Ghiaccembre.
Mi fa nutrire a beveroni caldi dall’impatto calorico di un camion di cassata siciliana e dolci inglesi dalla percentuale di grassi inferiore solo a quello di una squadra di lottatori di sumo.
Comfort food, lo chiamano.
Il mio, ultimamente, è la Soya Mocha (latte di soya, cioccolato, caffè e cremina) e i biscotti Digestive coperti di cioccolato fondente. Voi capite.
E adesso, per farmi sentire meno sola e derelitta, evitate di dirmi che a Roma c’è il sole e si sta a manica corta. Piuttosto citatemi il vostro comfort food.
Censurerò tutti i commenti che dicono SUSHI: il sushi è pesce. Pesce crudo. Pesce crudo e freddo. Contornato di riso. Riso scondito.
Il Sushi è SANO.
Se il Sushi è il vostro comfort food, sappiate che proprio non andiamo d’accordo.

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