Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Quei giorni, la febbre, le cose da fare

Mummy ·
kid cat face painting

Allora: i momenti difficili da expat.
Tipo, quando Lui parte per una settimana e a quella bassa viene il febbrone con tanto di rantolo, tosse, mal di gola, mocciolo selvaggio, varie ed eventuali.
Che poi è il dilemma comune a tutte quelle che non vivono nella propria città d’origine e non possono contare sulla rete di supporto familiare di nonne, sorelle, amiche etc.
Solo che in un Paese straniero è diverso, perché qua il sistema sanitario è meglio conosciuto come ‘se lo conosci, lo eviti’ e il più delle volte nei momenti di emergenza chiami La Qualunque, e ognuno ti dice una cosa diversa.
Tipo se il pediatra italiano dice dalle l’antibiotico quello inglese dice n’è gnente, se la pediatra francese dice serve l’antivirale il pediatra italiano dice questi so’ matti, se il medico inglese dice è una malattia esantematica è un’irritazione da scarpa (è successo).
In tre volte che siamo ricorsi alle cure dell’NHS, tre volte ci hanno dato la fregatura scambiando fischi per fiaschi.
Dici ‘ vabbè, vado da un specialista privato’ e invece no, perché mica ci puoi andare tu di tua iniziativa: ti ci deve mandare il medico di base dell’NHS che, come si suol dire, ti ci sta proprio mandando.
Ma subito, eh.
Vabbè.
Dovendo trovare dei modi assolutamente creativi di intrattenerci in giorni febbricitanti e al chiuso (ma tanto fuori il tempo fa schifo) abbiamo optato per:
1. Face Painting – sempre una killer application dalle nostre parti, non tanto il momento in cui io dipingo lei ma quello in cui lei dipinge me (vedi sopra).

2. Decorazioni Pasquali – cartoncino giallo, colla glitter, adesivi e pennarelli. E abbiamo fatto una ghirlanda di uova e pulcini, trash e colorata, che ora campeggia nel corridoio.

3. Lamento – perché quando uno sta male, un po’ di lamento ci sta.
4. Nutella – io volevo tanto iniziare questo stile di vita sano che mi avrebbe portata all’estate con un bel culo, ma poi qua è un lazzaretto e in certi momenti la Nutella è veramente l’unica.
5. Film Che Piacciono A Tutti – io ci ho provato, con Miyazaki, ma la Porpi è ancora troppo impressionabile e ai primi genitori trasformati in maiali abbiamo lasciato perdere. Up, Wall-E, Madagascar e Kung Fu Panda sono sempre tra i nostri preferiti.
6. Baking – la prima volta ho trovato degli elementi non troppo simpatici nella farina quando la torta era già ormai pressoché fatta. La seconda ho dimenticato il lievito e la torta è venuta bruttissima, tipo cacca di vacca. Quindi sono giunta alla conclusione che è il gesto di fare la torta la vera terapia, non l’effettiva riuscita.
7. Arte, o qualcosa del genere – ho fatto un ritratto di Porpi e lei ne ha fatto uno a me. Poi abbiamo riempito fogli e fogli di pupazze non meglio identificate, per il solo gusto di imbrattare fogli.

8. Lacrime e tristezza – quando la febbre supera i 39.5 e tutto sembra perduto.
9. Gioia, gaudio e baci – quando la febbre scende e si fantastica sulle mille avventure da vivere una volta guarite.

10. La coperta, i libri e qualcosa di caldo da bere – come se potesse davvero cambiare le cose. In realtà sono molto ispirata da quello che vedo in rete, anche su Instagram a volte. Cerco immagini che suscitano in me sentimenti positivi, e tento di replicarle. A volte funziona, altre no.
Ma da qualche parte bisogna pur cominciare.
Finito questo periodo, io andrò là fuori e mi prenderò qualcosa di molto bello.

p.s. questo mese, su Piccolini, si parla di Papà. Se vi interessa leggere il mio editoriale lo trovate qui.

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