Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Pessimismo (e depressione?)

Life ·
Brene Brown quote

Vi dirò, se le mie budella potessero espatriare lo farebbero.

Da me, intendo.

Sono al punto che la mia testa tende talmente al pessimismo che mi sto autodistruggendo, sono il piccolo buco nero di me stessa.

Nota: questo succede anche se hai tutto dalla vita. Mi fanno sorridere quelli che dicono: ‘ah ma cosa ti lamenti, hai tutto’.

E’ vero. Ma la mia testa non lo sa, crede ancora di volere cose molto diverse e quindi di non aver ottenuto tutto sommato nessun tipo di nutrimento e gratificazione. Praticamente, la mia testa vive una sua vita parallela e orribile.

Insomma le mie budella – insieme ad altri svariati organi – sono in modalità autodistruzione e l’ho scoperto da poco, quindi sono stata sottoposta a una serie di esami e il risultato è che devo seguire una dieta e prendere medicine.

Andrebbe tutto bene se il medico non avesse prescritto anche TRANQUILLITA’, che è una cosa che purtroppo non si prende per bocca.

Andrebbe anche tutto bene se io non avessi conosciuto in gioventù le meraviglie dei disturbi alimentari, dai quali – contrariamente a quanto dicono – non si guarisce mai completamente, ti resta sempre un rapporto col cibo un po’ deviato quindi qualunque cosa assomigli a una dieta è una specie di tortura.

Andrebbe anche tutto bene se seguire questa dieta non mi privi pressoché del tutto della possibilità di mangiare fuori casa, sia ristorante o cena da amici – che era tra le cose che preferivo fare, nell’esplorare Londra e i suoi sapori. Solo avendo dei limiti ti rendi conto di tutte le situazioni in cui il cibo fa la differenza, e sono pressoché tutte.

Andrebbe anche tutto bene se solo la mia testa non fosse convinta del contrario, quindi praticamente ho questi occhiali neri, neri, neri sul naso e vedo tutto completamente nero, anche se mi sforzo di fare l’opposto e anche se da fuori non sembra, perché continuo a fare cose “belle” o quantomeno normali.

E’ solo che non le vedo.

Così mi sono imbattuta in questo documentario della BBC che tratta appunto il tema dell’ansia e del pessimismo. Pare innanzitutto che questa storia della mente che influenza il corpo abbia un suo fondo di verità. Il documentario inizia con i dati di una ricerca condotta in America secondo cui una mente ‘felice’ e ottimista comporta un’aspettativa di vita di ben sette anni superiore a quella dei tristoni-ansiosi-pessimisti. Il giornalista, anche lui con un bel paio di occhialini nerinerineri, ha prima fatto dei test per scoprire da che parte la sua mente pendesse: se dal lato ottimista e spensierato o da quello pessimista e uggioso. Come volevasi dimostrare il risultato era quest’ultimo, ed è stato impressionante vedere come i pessimisti hanno un sovrasfruttamento misurabile dell’emisfero destro del cervello, e rispondano con meno rapidità a segnali appartenenti all’universo sensoriale ‘felice’, al quale non sono abituati. Dopo una serie di ulteriori test, misurazioni e ricerche verificando i vantaggi di una mente positiva, la domanda era una: la personalità può essere modificata?

Gli scienziati erano concordi nel dire di sì. In fondo la nostra personalità, hanno spiegato, è al 50% frutto della genetica e al 50% frutto di eventi della vita, ma nonostante questo è flessibile e ha un ampio margine di cambiamento. Questo è stato confermato dallo studio di coppie di gemelli i quali, pur essendo nati con lo stesso DNA ed essendo stati cresciuti dagli stessi genitori, col tempo avevano sviluppato personalità diverse – in particolare uno dei gemelli aveva avuto problemi di depressione e l’altro no.

L’obiettivo del giornalista era quindi uno solo: cambiare, migliorare, perdere parte della sua attitudine negativa. Per questo ha messo in pratica dei test e degli esercizi suggeriti dalla professoressa di neuropsichiatria Elaine Fox e da un ex monaco buddista diventato lifecoach e, nel giro di sole sette settimane, pare aver riconquistato in parte il suo l’ottimismo. Sta meglio ma dorme anche meglio e si sente più in forma.

Se non riuscite a vedere il video trovate comunque un riassunto dell’esperimento e suggerimenti per fare gli stessi test (e ottenere – forse – lo stesso cambiamento in sette settimane) su questo sito.

Bene, mi sto imbattendo per scelta o per caso in informazioni che tentano di convincermi che il benessere del corpo passa per quello della mente – anche se io sono più convinta del viceversa.

C’è anche chi mi ha istigata a comprare questo libro che sembra appena sfornato da una setta: The Secret, ma onestamente non credo un gran che a chi professa ‘tutto ciò a cui pensi, se lo desideri molto intesamente e ti convinci di averlo già ottenuto, si avvererà’ – e parlano anche di assegni milionari arrivati per posta. Tipo che se io domani credo tantissimo che Johnny Depp si presenterà alla mia porta, costui mi suonerà al campanello. Meh.

Se l’assunto di fondo è che la personalità si possa cambiare, pare che questo sia possibile solo tramite l’abbandono dei pensieri negativi e l’accoglienza di ciò che la vita offre ogni giorno, con un’attitudine costruttiva e ottimista. Pare facile, eh?

Vorrei le vostre osservazioni al riguardo.

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