Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Diamo il GPS alla nonna

Life ·
London National Gallery

La nonna è in visita, principalmente per vedere quel tripudio di musica classica, bambini che sbagliano movimenti, tutù taglia zero e letargia della platea che è il ‘saggio di danza’.

Che poi, vi direi le scene quando mia madre dice: “andiamo a danza” – “eh?” – “a danza” – “a ballet!” – “Sì, danza!” – “NO nonna: ballet.” – “Si dice danza.” etc etc etc.

Questo incontro/scontro di lingue è qualcosa di meraviglioso. Per esempio son tre giorni che, foto di classe alla mano, Viola esige che la nonna impari tutti i nomi dei compagni – manco fosse na squadra di calcio. La cosa bella è che Viola ovviamente ha una pronuncia impeccabile dei nomi, molto chiusa, alla british, e mia madre per copiarla pare che parli il Balenese come Dori. Ve la farei sentire quando pronuncia ‘Ronan’ (‘WWRRRUUUUOOOONNNAAAANNN’).

Caruccia, che si impegna. E che coccola Viola alla grande.

Ho però scoperto come fare qualora sentissi il bisogno di sbarazzarmi di lei: la conduco in una città che non conosce, le dico ‘ci vediamo a casa’ e me ne vado.

La crisi nera che prende a mia madre quando si tratta di senso dell’orientamento voi NON LA SAPETE. Per farvi un esempio lampante: l’altro giorno portiamo e andiamo a prendere Viola a scuola, la quale scuola dista un massimo di cinquanta passi da casa. Il giorno dopo mia madre fa: oggi la vado a prendere io, Viola.

Mamma SSSEII SSSICURA (pronuncia: Ser Biss) che ti ricordi la strada?

Mia mamma: “Ma certo! E’ sinistra-destra-dritto!”

“Ok, mi raccomando.”

“Stai tranquilla!” (perché non mi ricordo mai che queste due parole sono l’anticamera dell’apocalisse, e ci casco ogni volta?)

Un quarto d’ora dopo mi chiama la scuola: “aehm, salve, nessuno è venuto a prendere Viola.”

“COSA?” mi infilo le scarpe e in mezzo minuto sono a scuola.

Mia madre, che nel frattempo non so che problema abbia al cellulare perché, come tutte le nonne italiane all’estero, fallisce nelle missioni più elementari come ‘fare una telefonata’, tornerà dopo un altro quarto d’ora. Si giustificherà dicendo che forse ha girato prima a destra e poi a sinistra, quindi non trovando l’ingresso della scuola ha continuato a camminare (perché? ma torna indietro! rientra alla base! arrenditi!) e si è trovata in un posto LONTANISSIMO (probabilmente a cinque minuti da casa) al che si è persa e non sapeva più come tornare.

Per non parlare dell’uso della Metro – questo mostro d’acciaio che ti porta ove tu non vuoi.

“Allora mamma, per andare a Leicester Square devi prendere la Northern Line per Kennington via Charing Cross.”

“Ma io non vado a Charing Cross.”

“Sì, ma è il branch giusto, l’altro ti porta da un’altra parte.”

“Ok, allora scendo a Charing Cross.”

“NON devi scendere a Charing Cross, scendi sempre a Leicester Square ok?”

“Ok.”

(la ripesco mentre tenta di prendere la metro nella direzione opposta)

Che famo, je installiamo un GPS?

 

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