Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

La nave pirata che non fu

Mummy ·

I compiti arrivano il giovedì.

Lei torna a casa con la sua school bag e, dentro, c’è un foglio con la descrizione del tema della successiva settimana e un compito ad esso correlato. Giovedì scorso ho guardato il foglio e mi sono esaltata:

“Violaaa! I pirati! Il tema della settimana è i pirati e come compito dovete costruire una nave pirata che sia in grado di galleggiare perché – tadààà – farete la prova in acqua. Mi piace, facciamola! Facciamola bellissima!”

Ma, memore di ciò che era successo col razzo, compito dimenticato e recuperato all’ultimo secondo in modo pietoso, questa volta ho appeso il foglio al vetro della cucina per non dimenticarlo.

E lì l’ho visto giovedì, pregustando la costruzione della nave, il ‘foglio-in-cucina-per-non-dimenticarlo’.

E lì l’ho visto venerdì, iniziando ad ignorarlo, il ‘foglio-in-cucina-per-non-dimenticarlo’.

E ho smesso di vederlo sabato, totalmente dimenticandolo, il ‘foglio-in-cucina-per-non-dimenticarlo’.

E ho rimosso totalmente l’esistenza del compito domenica, pur avendolo di fronte,  quel ‘foglio-in-cucina-per-non-dimenticarlo’.

E lunedì è arrivata mia madre, quindi che ve lo dico a fà?

Stamattina porto Viola a scuola.

UNA PARATA DI BARCHE DEI PIRATI.

Vi avverto che il picco del fallimento come madre, almeno quando tua figlia ha quasisei anni, si prova quando tutti i bambini portano fieri una nave pirata in classe e lei no. Per fortuna Porpi per certe cose coltiva quest’attitudine sticazzi che la difenderà da tante batoste, e quindi le ho sussurrato: ‘vuoi che corro a casa, ne costruisco una e te la porto fra un po’?’.

E lei: ‘Naaaaah (sticazzi).’ ed è entrata a scuola.

Più tardi, su Facebook, mi sono sfogata con qualcosa del tipo ah mia figlia è l’unica bambina che è andata a scuola senza nave pirata, che madre di meeeerda che soooonooo.

Dopo qualche simpaticone che mi ha risposto sì, in effetti sei una madre di merda, ha commentato la mamma della migliore amica di Viola a scuola:

“No. Non è l’unica.”

Un momento di glorioso mal comune mezzo gaudismo che mi ha fortemente rincuorata.

Secondo me ha messo anche lei il ‘foglio-in-cucina-per-non-dimenticarlo’.

La prossima volta provo a metterlo in bagno.

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