Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Il saggio di danza

Mummy ·

Io i saggi di danza me li ricordo così: odore di scarpette da danza che stranamente, al contrario delle Superga, non puzzavano mai e avevano sempre quell’odorino delicato di pelle anche se sotto erano nere con le zecche di ere ed ere. E pulirle con il latte.

Il momento della pausa pranzo quando scartavamo i panini sedute sulle poltroncine rosse del teatro e guardavamo ‘le grandi’ fare le prove.

Le grandi, che io una volta mi ero follemente innamorata della prima ballerina (che avrà avuto boh, diciotto anni e io otto) e le ho fatto un disegno pieno di cuori, e chissà se le è mai arrivato.

Le forcine che ti scavavano il cuoio capelluto, il dolore per i venti minuti dopo averle messe, poi l’assuefazione, infine il sollievo supremo al momento di levarle.

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Le calze senza mutande sotto perché se no facevano il segno sotto il tutù.

Il maledetto tutù lungo delle bambine, che ai tempi odiavo mentre ora trovo estremamente elegante seppur moralmente inferiore al frivolo, fantastico tutù classico.

Il ‘merdamerdamerda’, tipo unico momento in cui gridare una parolaccia era ok, anzi c’era la maestra normalmente seria come un becchino che, tutta galvanizzata, strillava meeeerdaaa e tu eri un po’ boh, vabbè, se lo dici te.

Saggio di danza - machedavvero.it

La maestra. Dio, che palo in culo che aveva la mia maestra di danza quando ero piccola. E mi detestava, cioè proprio aveva la faccia da ‘perché non vai a fare nuoto o pallavolo e te levi dalle palle, che tanto non sei dotata’. E mi metteva sempre dietro. E non si spreacava manco a correggermi perché tanto ero un caso limite. C’è da dire che io da bambina ERO un caso limite: trovavo la danza classica una palla mortale. Buttavo gambe e braccia di qua e di là facendomi le seguenti domande:

–       perché i movimenti sono tutti così lenti?

–       perché siamo tutte così serie?

–       perché la maestra è sempre vestita di nero?

–       perché il mio piede non fa la punta? non funziona.

–       perché questa musica atrocemente pallosa? Non possiamo fare le stesse cose ascoltando Madonna?

Guardare l’orologio scandire lentissimamente i minuti era un’agonia. L’entusiasmo delle mie compagne mi pareva incomprensibile. Insensato.

Ricordo un solo giorno di gloria: quando mio papà di ritorno da un viaggio mi portò come regalo di compleanno uno Swatch che per lui era solo un orologio e che invece si rivelò essere il celebre Happy Fish, non ancora commercializzato in Italia. Dovete vedere la maestra come si ringalluzzì e come mi coprì di complimenti e mi seguì tutta la lezione per sapere dove il mio papà avesse comprato quel bell’orologio – STASTRONZA.

Dunque ieri sono stata dall’altra parte della barricata: ero la mamma della bimba che faceva il saggio di danza.
E come ho capito la sensazione dei miei genitori e parenti chiamata ‘sorbirsi un’ora di bambine che ballano male nell’attesa di vedere una bambina che balla male, che però è tua’.

Devo dire però che, coredemamma, ti si appanna subito la vista quando esce la tua nana, tutta fiera nella sua postura con la panza di fuori – perché ancora le sfugge il concetto che mettere la schiena dritta non vuol dire andare in iperlordosi.

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C’è un mix di ricordi e di pensieri quando la vedi esibirsi lei e le compagne con quella che inevitabilmente si scontra con qualcuna, quella che inevitabilmente casca, quella che inevitabilmente va a destra mentre le altre vanno a sinistra, quella che inevitabilmente è la più brava e lo sa, quella che inevitabilmente si gratta, quella che inevitabilmente si dimentica nove passi su dieci e quella che inevitabilmente si scaccola e attacca la caccola sul tutù (‘ewwww’ coro generale).

C’è molto da applaudire, alla fine. Forcine da tirar via. Lacca da lavare. Tutù da riporre nell’armadio (ma a portata di mano). Ma il trucco, quel rossetto rosa e quel fard, quelli guai se li levi.

Sospetto che abbia fatto il saggio solo per essere truccata.

E voi, avete mai fatto saggi o spettacoli da piccoli? Che ricordo ne avete?

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