Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Le 3 cose che direi a una neomamma

Mummy ·

Disclaimer: prima che lo chiediate NO, NON SONO INCINTA.

Ogni tanto capito su certi post dell’inizio, quando ero una giovane imbecille ragazza alle prese con una neonata, preda di tutti i consigli non richiesti e di un presunto ‘modo giusto’ di fare le cose che seguivo senza mettere in discussione, mai. Vorrei tornare da quella Chiara e dirle due o tre cosette per facilitarle la vita, ma soprattutto vorrei dirle: puoi farcela, sì, anche da sola.

Mi ricordo però il senso di spaesamento dato dalla solitudine di essere l’unica, tra tutte le ragazze che conoscevo, ad avere una bimba di pochi mesi. Quando andavo al parco ma era ancora troppo piccola e della sua età non ce n’erano, quando chiamavo le amiche e nessuna nemmeno ci pensava, ancora, a fare figli. Quando le neomamme che incontravo avevano 36 anni e certamente non potevano davvero capire come mi sentissi io con dieci anni meno di loro, né io ero sulla giusta frequenza per apprezzare la loro vita apparentemente risolta, la loro felicità nell’essere rimaste incinta e nell’essere alle prese, in quel momento, con un neonato dalle richieste costanti.

Comunque, mi sono fidata troppo poco di me stessa. Spaesata, sola, senza nulla da poter fare tutto il giorno se non allattare e cambiare pannolini e senza la prospettiva di tornare ad un lavoro che non c’era, rivolgermi a madre e rientrare un po’ nella mia famiglia era l’unica cosa che apparisse sensata. Eppure, questa necessità indotta dalla situazione e dall’idea che solo mia madre, tra le persone che conoscevo, potesse darmi consigli e aiuto, ha limitato un importante momento di conoscenza reciproca tra me e mia figlia fatto di giornate insieme e tempi morti, lasciandomela percepire come un esserino che andava costantemente protetto e intrattenuto, che non poteva godere in alcun modo di quella certa pace che osservo in alcuni neonati – data dal solo stare accanto alla madre, senza in fondo fare niente.

In base quindi alla mia personale esperienza, ecco tre consigli che darei ad una neomamma:

1. Fidati di te.

Forse perché ancora non interagisce, chi ti sta intorno cercherà di appropriarsi della sua parte del bimbo sciorinando consigli non richiesti. Ma non li porrà come consigli, li declamerà come verità assolute date dalla propria esperienza di genitore. Appunto: la LORO, singolare, personale esperienza di genitore. Non la tua. La tua esperienza di genitore, sappilo, ricordalo, puoi deciderla tu. Deciderne OGNI singola sfumatura, così come probabilmente loro hanno avuto il privilegio di fare. Quindi, coraggio e positività: informati, scegli, parla, prova. Dall’allattamento all’artificiale, dal marsupio al passeggino, dal cosleeping al ‘lascialo piangere’, dai pasti a richiesta a quelli ad orario. Fai come credi TU. Non ti perdonerai mai di aver sbagliato per aver seguito un consiglio che, in fondo, non sentivi davvero giusto al 100%. Certo, è rassicurante scaricare una piccola dose di responsabilità ad un’altra persona in un momento in cui dalle responsabilità si è letteralmente travolti, ma fare le proprie scelte dà una enorme soddisfazione. Ascolta i consigli non richiesti, poi fai come credi tu.

2. Cerca compagnia.

Non è stato facile affrontare il baby blues da sola, ma in quel momento non avevo molte alternative. Certo, avrei sempre potuto girare per strada e fermare mamme col passeggino dicendo loro “ti prego, sto impazzendo! diventiamo amiche!” ma non l’ho fatto. O, forse, mi sembravano tutte molto diverse da me e dichiarare a voce alta le mie difficoltà, i miei sentimenti ambivalenti nei confronti di mia figlia, sarebbe stato troppo. Lo facevo con ironia, e nessuna sembrava prendermi sul serio. Il discorso ‘amo mio figlio ma a volte prenderei il primo volo di sola andata per Timbuctù’ non era particolarmente ben accolto. Certamente non dalle conoscenze superficiali ‘del parchetto’. Quindi, se potessi dare un consiglio a una giovane mamma, oggi, sarebbe quello di cercare compagnia, anche a costo di frequentare il consultorio per un corso preparto che il più delle volte non servirà, o per un corso di massaggio neonatale o di svezzamento. Una cosa che apprezzo infinitamente qui in UK è che le neomamme non solo lasciate sole. A parte la midwife, che ti viene a trovare a casa per un periodo di tempo dopo il parto per controllare che tutto sia ok, ci sono un’infinità di ritrovi gratuiti per neomamme: corsi, lezioni, ma anche semplici appuntamenti sociali con altre mamme quando hai questo neonato e – sinceramente – non sai proprio che fare e dove andare. Famosi sono i Sing-a-long o i Rhyme-time, ovvero appuntamenti dedicati a canzoncine e rime dove per lo più le mamme canticchiano battendo le mani e i neonati agitano le manine e i piedini, ma poi si costruiscono amicizie, ci si confronta, si vince la solitudine.

3. Semplifica.

Sempre qui, ho notato che le mamme si fanno mille paranoie meno di noi. Lasciano i bambini molto più liberi e indipendenti. Chiaramente nessun eccesso va bene, ma non ho mai visto un neonato trattato come una statuina di cristallo come in Italia. Io mi preoccupavo enormemente di qualsiasi cosa facendomi un numero di paranoie davvero eccessivo: è troppo caldo/freddo, ha fame, si annoia, cos’è questo lamento, non posso metterlo per terra, nel marsupio dopo un po’ non posso più tenerlo, il latte non è a temperatura giusta etc. Allora: i bambini vanno certamente protetti e ben curati ma sono molto meno fragili di quello che pensiamo, e soprattutto molto più capaci di stare anche da soli. Per ‘soli’ non intendo mollati da soli, intendo che farti i cavoli tuoi per mezz’ora mentre lui/lei è lì a fianco sul tappetino o nella carrozzina SVEGLIO, va benissimo. Semplifica. Take it easy. Segui l’istinto.

p.s. ripropongo questa mia foto giusto per ripubblicarla e rivendicarne la proprietà, visto che ho scoperto che mi è stata fregata e usata in tutte le salse, con tutte le scritte possibili sopra (e anche il watermark di qualcun altro!!!) per vari siti e Tumblr dedicati alla gravidanza o alle ‘bucket list’. Ormai non credo di poterci fare più nulla, solo su Tumblr è stata pubblicata da decine di blog e ha avuto centinaia di reblogging quindi ormai è fuori controllo. Questo mi fa essere sempre più convinta della mia scelta di non pubblicare foto del viso di Viola. Attenti con le vostre immagini in rete, quindi. Possono in un attimo essere fuori dal vostro controllo. E se le ‘ruba’ solo un sito è grave ma risolvibile, se accade come nel mio caso in cui diventa un’immagine ‘icona’ per tumblr o simili, allora diventa purtroppo di dominio pubblico. Se vedete questa foto in giro per favore segnalate il sito dove appare, o mandatemi il link. Grazie.

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