Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Darci un taglio.

Mummy ·

Alcune cose che stanno succedendo mentre vi scrivo: ho forse trovato un posto dove lavorare, ho ceduto all’acquisto impulsivo di un paio di New Balance nere riuscendo a prendere le uniche non in saldo, sono alla terza stagione di The Killing e rischio ogni volta l’infarto per quant’è gnocco Joel Kinnaman, l’osteopata mi ha detto che non ho muscoli sulla schiena e so’ cazzi, e poi devo portare Viola a tagliare i capelli, che ormai sta chioma da sirena ha più nodi di una rete da pesca e tenta di trasformarsi in dreads ogni notte.

Soffermiamoci su questa cosa: il taglio. Non che Viola non abbia mai tagliato i capelli ma questa è la prima volta che lo fa in modo consapevole e lo sceglie.

“Come li vuoi i capelli?”

“A caschetto con la frangia.”

Tu non sai cosa stai dicendo, oh figlia. Il caschetto con la frangia è il taglio più difficile da portare. Nella vasta gamma di errori tricologici è appena sotto il mullet. Devi avere i lineamenti giusti per il caschetto e pure per la frangia, e non lo sai finché non tagli. A quel punto, se non li hai è tardi.

Io me la ricordo, la crisi del caschetto e pure quella della frangia – fortunatamente prese separatamente. Mi sentivo un funghetto di SuperMario e non potevo nemmeno attenuare il problema legandoli perché erano troppo corti. L’unico piacere era passarci le dita e toccare quelle punte compatte e sanissime, ma può ben poco contro la crisi da ‘chi cazzo è sto fungo? Oddio: so’ io!’.

Ma questo è un mio trauma, sono sicura che qualunque taglio scelga Viola si piacerà tantissimo si incazzerà a biscia e poi le passerà dopo mezza giornata. Come a tutte.

Intanto sto sperimentando un sacco in cucina, specialmente piatti vegetariani/vegan ma anche torte. Ho scoperto da poco di ‘saper fare’ (?), o forse è meglio dire ‘essere in grado di fare’ decorazioni con la pasta di zucchero e mi sto letteralmente sbizzarrendo. Le torte per lo più le condivido con amici e vicino anche perché fosse per me sparirebbero dopo mezz’ora 😀 Lo trovo rilassante. Cucinare, elaborare, inventare. Anche se sono incapace di seguire una ricetta da cima a fondo, non so bene perché.

La sera leggiamo. Io e Viola, ma a volte anche lei da sola – però vuole che io la stia a sentire. Sceglie sempre i soliti due libri, i suoi preferiti: Where is my hat e Halibut Jackson (se in Italia si trovano ve li stra-consiglio!) non solo perché le piacciono ma perché sono facili e li ha imparati a memoria, e questo le consente di far finta di leggere e intanto interpretare il racconto, cosa ancora impossibile se deve stare attenta alla lettura.

Io spesso sono lì con lei, altre volte – se vuole leggere un secondo libro o sono veramente, veramente stanca, o ancora se ho da lavorare, la ascolto da un’altra stanza. E allora si sente.

“Mam-ma!”

“Eh?”

“Stai ascoltando la storia?”

“Sì.”

“Non è vero, non stavi attenta.”

Oh, io non so com’è, ma anche se non mi vede mi becca sempre.

 

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