Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Dentro gli ospedali

Life ·

In quella sciarpa di ciniglia viola si legge del sole abbagliante del mattino e del rumore del mercato. Di un gusto nato attorno a palazzi scorticati e pranzi di famiglia che premia le paillettes iridescenti e le scarpe da ginnastica col rialzo. Di famiglie che si abbracciano strette e si parlano in dialetto, di dignità e duro lavoro. Di sveglie all’alba.

In quegli sguardi che dopo ore di attesa si incollano alle mani, e in quelle mani che sfiniscono le pagine di un giornale, riconosci la tua stessa nervosa attesa. Il passo pesante sul confine che divide i sani dai malati, i pensieri che osano essere di fuga ma tremano di dubbio.

Gli ospedali sono un luogo che ti rimette nella tua condizione di umanità imperfetta e fragile. Di corpo. Di battiti del cuore e muscoli deteriorabili, di funzioni e liquidi, di sospetti, di basta-un-niente.

Ieri dovevo fare un controllo e ho finito per passare sei ore da sola in ospedale, perché il medico ha ritenuto opportuno farne anche un altro (niente di serio per fortuna, don’t worry).

Dentro gli ospedali, l’umanità mi colpisce come un pugno al petto. Perdo presa sulla speranza, affogo nella necessità di abbracciare qualcuno che mi porti via e mi dica ‘non ci entrerai mai più’.

Dentro gli ospedali mi chiedo come facciano medici e infermieri a vedere quello che vedono, mettere una mano sulla spalla di un paziente e poi cambiarsi, infilare jeans e giacca e uscire sorridendo – gli occhiali da sole specchiati, una cena con gli amici. Serve un’enorme forza per poter essere a servizio di chi sta male senza perdere sé stessi.

Dentro gli ospedali mi chiedo come facciano i pazienti – il pile sopra la pigiama, i capelli storti, il viso bianco, l’ago nel braccio, quelle pantofole che levano umanità ad ogni strascico – a riuscire a scherzare, a ritrovarsi, a sorridere, a restare soli quando i parenti se ne vanno. A dormire nelle camerate.

Dentro gli ospedali, la mia fortuna di persona sana mi stravolge e, quando esco, l’aria di fuori mi sembra un regalo.

 

Immagine: ‘ospedale’ su Shutterstock

Commenti